Revival: Recolonization – la recensione

Il 4X post-apocalittico da poco lanciato sul mercato ha tantissimo potenziale, ma deve migliorare notifiche e dinamiche di gioco, nonchè risolvere i numerosi bug.

 

 

Un videogioco che propone qualcosa di nuovo non è una cosa comune. Da questo punto di vista, Revival: Recolonization è un titolo molto meritevole: riesce infatti ad aggiungere una serie di concetti potenzialmente esplosivi allo schema canonico dei 4X moderni. Eppure si perde in parte per strada a causa di diversi aspetti mal realizzati che potrebbero però essere corretti con un pelo di lavoro.
Ma andiamo con ordine.

Revival: Recolonization ci vede impersonare un leader riemerso da un lungo periodo di ibernazione, che si trova a vagare su un territorio post-apocalittico dove le macchine hanno spazzato via la civiltà e dove sono pochi gli accampamenti umani rimasti.
Ogni accampamento rappresenta un clan, e ogni clan ha i suoi tratti distintivi spesso incompatibili fra di loro. Visto che il nostro scopo è quello di espandere il territorio sotto il nostro controllo, e che per poterlo fare dovremo arruolare o annettere questi clan, è immediatamente evidente come la loro convivenza possa essere difficile se non impossibile; al solito fronte esterno se ne apre quindi uno interno in grado di aggiungere un  livello di complessità abbastanza nuovo per il genere.

 

 

I problemi di Revival: Recolonization però non tardano ad arrivare, e si mostrano già con il tutorial. Qui, sebbene vengano spiegate alcune meccaniche base, la scelta di utilizzare il nostro alter ego e il suo drone a mo’ di macchiette comporta che l’attenzione sia sviata dall’apprendere il gioco e indirizzata a leggere le battute (anche divertenti) che il duo esprime. Il risultato è quello di far fatica a capire (almeno in alcuni passaggi) esattamente cosa il gioco si aspetti da noi e a volte come arrivare a completare l’obiettivo. In effetti, più che un tutorial è una partita guidata; quindi ci aspettiamo di essere introdotti passo passo, mentre quando lo stile canonico del tutorial viene temporaneamente ma ripetutamente abbandonato e ci troviamo a dover/poter gestire la partita senza particolari preavvisi non si può non rimanere perplessi.

Con quel po’ di infarinatura fornitaci dal tutorial iniziamo a giocare, ma immediatamente scopriremo che senza una discreta esperienza con titoli analoghi (dai vari Civilization a Endless Legend), sarà difficile capire il funzionamento dell’interfaccia o intuire come funziona a grandi linee Revival: Recolonization. Sono infatti presenti numerosissimi elementi di gioco, e manca una chiara ed immediata indicazione sul come gestirli. Anche se è presente una validissima enciclopedia in grado di fugare la maggior parte dei dubbi (ma l’obiettivo dovrebbe essere non farli venire del tutto), certi aspetti del gioco si capiscono solo con la teoria del “prova e sbaglia”, approccio che oggettivamente non è dei più piacevoli.

 

 

Il titolo di HeroCraft presenta poi un po’ troppi bug; se ne trovano nelle situazioni più impensate, ed anche se non portano al crash completo del gioco sono senz’altro sgradevoli, considerando che una buona fase di playtest li avrebbe sicuramente individuati. Ad esempio nella nostra partita di esordio l’avanzamento dei turni è rimasto bloccato durante il ragionamento di uno degli avversari computerizzati (ed è successo una volta addirittura durante il tutorial) e almeno in una occasione abbiamo notato che pur completando un obiettivo finalizzato ad allearci con un clan, l’influenza relativa non è stata conteggiata, rendendo inutile lo sforzo e instabile la situazione in gioco.

Il sistema delle notifiche è poi assolutamente insufficiente; manca addirittura la segnalazione di inizio turno, e quelle relative a produzione ed eventi non solo non catturano l’attenzione ma sono anche carenti nel catturare tutto ciò che interessa ad un giocatore quando si approccia ad un 4X, inclusi anche solo gli effetti delle azioni diplomatiche avversarie tese a far ribellare un nostro clan.

Raccontato così, Revival: Recolonization parrebbe un disastro. Invece il gioco ha parecchio da poter dire, a partire dal fatto che l’ambientazione sui generis ed il dover riscoprire progressivamente le tecnologie perdute sono fattori che consentono di avere potenzialmente un mondo alla Mad Max proprio sul nostro monitor. Ci sono variazioni sul tema fantascientifico che inseriscono nell’equazione sia macchine senzienti in grado di attaccarci che zone radioattive che generano ondate di zombi; possiamo anche costruire le nostre unità assegnando loro un’ampia gamma di potenziamenti che pian piano andremo a scoprire con la ricerca scientifica, in pieno stile Alpha Centauri o Pandora.
Esiste la possibilità di richiamare la potenza degli elementi per variare le condizioni climatiche del terreno, di danneggiare l’avversario sulla mappa strategica o di farlo durante un combattimento; si tratta di qualcosa di già visto in Age Of Wonders e da allora implementato da moltissimi 4X. Allo stesso modo gli scontri fra eserciti possono essere risolti automaticamente o sul piano tattico, proprio come Age Of Wonders o il già citato Endless Legend.

 

 

Il risultato complessivo però non è la somma delle sue parti. L’ambientazione non è sfruttata a sufficienza, e a ben vedere sia i possibili intrecci forniti dall’unicità dei clan che le correlazioni riferibili al mondo passato, alle macchine ancora ostili ed agli zombi mutanti sono purtroppo fin troppo poco sfruttate.
Il titolo sembra fin troppo passivo e lento, e le fazioni indipendenti non fanno molto per renderci la vita difficile. Gli stessi scontri con le altre fazioni principali (che dal punto di vista della trama non sono giustificate in modo logico) e con gli Automaton, i resti dell’armata delle macchine, non sono avvincenti come dovrebbero.
Infine, la terraformazione della Terra e la possibilità di creare città avanzate stride con il concetto di post-apocalittico che Revival: Recolonization vorrebbe trasmettere.

In fin dei conti però il gioco nel suo complesso non è assolutamente da scartare. Oltre a fornire qualche elemento distintivo (le numerose e diverse risorse da sfruttare, la customizzazione delle unità da combattimento) e avere quel fascino legato al dover riunire frammenti di un impero teoricamente impossibile da tenere insieme, Revival: Recolonization presenta un rodato modello 4X che fa il verso a Endless Legend usando però uno stile fantascientifico, eliminando la parte narrativa e focalizzandosi su esplorazione, sfruttamento e combattimento, pur non disdegnando la parte diplomatica che anzi ricopre un importante fattore di gioco.

In conclusione, Revival: Recolonization sconta il fatto di essere afflitto da numerosi bug, un universo di gioco che offre meno di quel che potrebbe ed un’interfaccia rivedibile sotto numerosi aspetti. Se HeroCraft dovesse mettere mano a questi punti potremmo trovarci di fronte ad un 4X in grado di impensierire seriamente i capisaldi del genere; al momento il gioco supera comunque la prova ma lascia perplessi, considerando quello che potrebbe essere e quello che invece è; troppo lento, troppo generico, troppo ruvido.

 

Revival: Recolonization, 2024
Voto: 6
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