RIN: The Last Child: la recensione

RIN: The Last Child è un metroidvania ispirato ai classici che costruisce un magico mondo fiabesco senza però riuscire a trovare sempre una propria identità.

 

 

RIN: The Last Child arriva su PS5, portando la sua formula di metroidvania 2D che non nasconde le sue ispirazioni. Fin dai primi minuti è evidente quanto il titolo di Space Fox Games osservi da vicino la formula dei due Ori, sia nella costruzione dell’atmosfera sia nel modo in cui presenta il suo mondo fantasy sospeso tra luce e oscurità. Non è un difetto in sé, ma è un elemento che accompagna l’intera esperienza e che inevitabilmente ne condiziona la percezione.

La storia segue RIN, ultima figlia del Creatore, inviata in un mondo corrotto per ristabilire l’equilibrio e affrontare i suoi cinque fratelli. Il racconto si muove tra mitologia e introspezione, toccando temi come il libero arbitrio e il peso delle scelte.
Il gioco non punta a rivoluzionare il genere, ma riesce a costruire un universo coerente, arricchito da frammenti di lore che emergono esplorando le varie regioni. L’atmosfera è uno dei punti più riusciti: scenari luminosi e fiabeschi si alternano a zone più cupe, mantenendo viva quella sensazione di scoperta che caratterizza i metroidvania più evocativi.

 

 

La struttura di gioco segue fedelmente i canoni del genere. La mappa è ampia, suddivisa in aree interconnesse, con zone inizialmente inaccessibili e abilità che permettono di raggiungere nuovi percorsi. L’esplorazione funziona, ma non è sempre immediata: capire dove andare può richiedere più tentativi del previsto e la gestione della mappa non aiuta a orientarsi con la chiarezza che ci si aspetterebbe. Alcuni momenti si trasformano in lunghi avanti e indietro che rallentano il ritmo.

Il sistema di magie è invece l’elemento più originale del gioco: RIN permette di combinare aspetti magici e rune per creare incantesimi personalizzati, con migliaia di varianti possibili. Non serve sperimentare tutto, ma la libertà offerta è notevole e consente di modellare il proprio stile tra attacchi, difese e abilità utili all’esplorazione. È un’idea valida, che aggiunge profondità alla progressione, anche se non tutte le combinazioni risultano altrettanto efficaci e il bilanciamento avrebbe potuto essere più preciso.

Il combattimento, pur basandosi proprio sulle magie create, rimane più semplice. I comandi sono intuitivi e la protagonista risponde bene, ma la varietà dei nemici non è sempre sufficiente a mantenere alta la sfida. Anche i boss, pur presenti, non raggiungono quel livello di memorabilità che ci si aspetterebbe da un titolo che punta così tanto sull’atmosfera. Funziona, accompagna l’esplorazione, ma raramente sorprende.

 

 

Sul piano artistico, RIN: The Last Child convince. Le ambientazioni sono curate, i colori e l’illuminazione costruiscono un mondo che sa essere mistico e accogliente allo stesso tempo. Il comparto sonoro accompagna bene il viaggio, mentre le animazioni mostrano qualche rigidità che tradisce la natura indipendente della produzione. Anche sul fronte tecnico emergono alcune imprecisioni: collisioni non sempre perfette, movimenti talvolta poco precisi e qualche problema di platforming che richiede più attenzione del previsto. Sono limiti presenti anche nella versione PC, ma su PlayStation 5 non compromettono l’esperienza complessiva.

RIN: The Last Child è un metroidvania che non prova a competere con i giganti del genere, e questo va compreso prima di iniziare a giocarlo. È un titolo che prende una formula conosciuta, la veste con una direzione artistica piacevole e prova a distinguersi attraverso il sistema di magie. Chi ha amato Ori ritroverà molte sensazioni familiari, pur senza aspettarsi lo stesso livello qualitativo; chi cerca invece un’esperienza tecnicamente impeccabile o un level design di riferimento potrebbe rimanere meno colpito.

Nel complesso, RIN: The Last Child  è un’avventura fantasy indipendente che può essere apprezzata dagli appassionati del genere, soprattutto da chi desidera un metroidvania atmosferico e ricco di personalizzazione, consapevole dei suoi limiti ma anche dei suoi punti di forza.

 

RIN: The Last Child, 2024
Voto: 7