Lost In Play: la recensione

Lost In Play è una bellissima avventura grafica capace di far sorridere, intrattenere e descrivere quel mondo fra realtà e magia tipico dei bambini.

 

 

Quando abbiamo ricevuto il gioco in prova, il testo di accompagnamento lo descriveva come un tentativo di avvicinare le avventure grafiche ai programmi per bambini che troviamo sui palinsesti delle televisioni specializzate. Ed in effetti è così: Lost In Play è quanto di più simile ad un cartone animato interattivo mi sia capitato di vedere di recente, e vanta una realizzazione tecnica e di sostanza assolutamente rilevante.

 

 

La trama è presto detta: nei panni di fratello e sorella, ci imbarcheremo in un’esplorazione del mondo intorno a noi, mondo però visto attraverso le lenti di due bambini che giocano e che creano situazioni e personaggi direttamente dalla loro fantasia; fantasia spesso in grado di trasformare il gioco in realtà.

 

 




 

L’esperienza di gioco è assolutamente stupefacente: Lost In Play è in grado di farci calare completamente in un’atmosfera di gioco, in un mondo fantastico popolato da animali parlanti, oggetti magici e congegni assurdi, proprio come li immaginerebbe una mente di bimbo. La grafica, che ricorda tantissimo i cartoni animati più pacati ed i disegni di quando eravamo piccoli, contribuisce moltissimo al risultato, grazie anche ad animazioni fluidissime ed assolutamente convincenti; in alcuni frangenti sembra di vedere qualcosa tratto dai film dello Studio Ghibli, che si tratti de Il Mio Amico Totoro o KiKi – Consegne A Domicilio.

 

 

Unito all’aspetto grafico, Lost In Play vive di una sottile comicità che prende spunto da momenti buffi, inaspettati e decisamente divertenti, e che permea il gioco per tutta la sua durata catturarci totalmente.

 

 

Gli enigmi che ci troveremo ad affrontare sono sempre ben ideati, e solo in un paio di casi non abbiamo avuto assolutamente idea di come procedere. Fortunatamente esiste la possibilità di avere in qualsiasi momento un aiuto che ci fornisce un indizio su quale sia il prossimo passo da compiere; occhio a non abusarne per non rovinarci l’esperienza di gioco.
Lost In Play ci propone anche un’infinita serie di minigiochi, la cui difficoltà non è mai estrema e che solleticano molto la logica; alcuni sono eccezionalmente intriganti, tanto da meritare la realizzazione di un gioco da tavolo a sé stante.

 

 

Abbiamo detto che Lost In Play è una classica avventura grafica, ma rispetto alle tipiche interfacce punta e clicca qui il gameplay è decisamente semplificato: le azioni da poter compiere sono solo un’interazione diretta col personaggio/oggetto o una combinazione con l’inventario; un approccio che nasconde la voglia sia di rendere il gioco sfruttabile anche da un pubblico davvero giovane sia la possibilità di portare il gioco su console, visto che l’ottimizzazione sembra essere stata fatta per giocare con un controller.

 

 

Lost In Play è un’avventura di cui si può solo parlar bene: l’atmosfera è magnifica; lo stupore che sa rendere ed i sorrisi che strappa sono costanti; gli enigmi richiedono il giusto livello di impegno per un pubblico non esperto e la storia di fondo, composta da numerosi episodi, consente di essere interrotta e ripresa senza perdere il filo del discorso. A qualcuno della redazione il gioco ha ricordato in parte Deponia, un titolo di cui parlammo qualche anno fa ed indirizzato ad una fetta di giocatori più grandi o con maggior esperienza di avventure grafiche.
Lost In Play è un piccolo gioiello che magari non diventerà un capolavoro senza tempo ma che merita sicuramente di entrare a far parte di quella ristretta cerchia di titoli da ricordare come significativi nel loro genere e che non giocare sarebbe un vero peccato. L’unica pecca? Il gioco è piuttosto breve, noi lo abbiamo finito in poco meno di sei ore. Ma è un’esperienza che merita.

 

Lost In Play, 2022
Voto: 8.5
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