Dead Boy Detectives: la recensione

Ragazzi defunti che indagano su efferati omicidi? Ottima idea: non a caso la DC Comics ne ha realizzato un fumetto. La serie, invece, è terrificante.

 

Dead Boy Detectvies recensione

 

Dead Boy Detectives è una serie televisiva americana ideata da Steve Yockey ed è, come dicevamo, basata sugli omonimi personaggi DC Comics di Neil Gaiman e Matt Wagner. Cosa poteva andare storto in un progetto che presentava solide radici di pubblico?
Praticamente tutto. Salviamo la regia, ben fatta e col giusto ritmo, e le musiche, dal respiro internazionale. Il resto è fuffa… anzi, fuffa spettrale; un qualsiasi episodio di Scooby Doo avvince di più, e Yockey non ha dalla sua parte un personaggio bomba come Shaggy né tantomeno una turbo-gnocca come Dafne. I casi investigativi sono imbarazzanti: un po’ come l’Uomo Gatto di Sarabanda, “la indovino con una” e ce la fanno tutti. Non ci credete? A rischio di spoilerare un episodio (ci ringrazierete), in una puntata il cattivo è… un enorme pesce luccio che divora anime! Speriamo solo che Sampei lo peschi presto e ce lo tolga dagli zebedei.

A rendere pessimo il prodotto, però, è la volontà di inzuppare gli otto episodi da circa cinquanta minuti l’uno di perbenismo moderno, una cosa tipo I Ragazzi del Muretto ma con l’aggiunta del politicamente corretto di questo decennio. Risultato: gli etero sono una rarità. E’ tutto un gioco di sguardi, di cuori infranti, di tresche mal finite; praticamente è una lunghissima puntata di Dawson Creek ma all’Inferno. Già… l’Inferno. Il povero Dante Alighieri si starà rigirando nella tomba a pensare a come è stata rappresentata la casa del Diavolo. Fiamme da barbecue, gente che s’inciufola senza un senso, fiumi di sangue ovunque e improbabili stanze dell’orrore che dovrebbero far il verso a Sam Raimi e invece sembrano prese dal cartone Vampirina.

Ma l’apoteosi della cialtroneria di questa serie sta tutta in due personaggi: la strega cattiva (ma che cazzo!) e il Re Dei Gatti. La prima è letteralmente la mamma di Stifler di American Pie; qualcuno potrebbe mai non riderne? Il secondo è una versione gay di Manuel Locatelli della Juventus. Forse nel giorno dei casting girava erba buona e qualcuno se n’è fumata tanta.

 

Dead Boy Detectvies recensione

 

Di sottostorie in Dead Boy Detectives ce ne sono molte altre ma non vogliamo rovinarvi il gusto di scoprirle da soli sprofondando nella mediocrità di questo titolo tenuto a galla solo da un trailer ben montato e, come già detto, da una buona mano dietro l’obiettivo. Le apparenze ingannano? Di più: le apparenze salvano.

L’unico terrore che si manifesta alla fine della visione è che, come dimostra anche la rara bruttezza di Lockwood & Co, si stia tentando di creare un sotto-genere di horror per adolescenti come si fece per i vampiri con quello scempio della saga di Twilight. Se così fosse, siamo tutti autorizzati a chiamare i Ghostbusters prima che sia troppo tardi!

Dead Boy Detectives, 2024
Voto: 5
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