Vaccini: perché fare barricate estremiste anche su questo?

Perché in Italia non si può avere una opinione personale? Possiamo finirla di farci la guerra su qualsiasi argomento ed iniziare ad ascoltarci e ragionare?

 

 

Chi vi parla si farà la prima dose di vaccino lunedì 14 Giugno, quindi oggi, fra poche ore. Non sono un no-vax, ma non sono nemmeno un pro-vax. Sono una persona che ragiona di suo, che fa le sue analisi e decide per sé; mettendo in conto costi, benefici e soprattutto rischi.

I vaccini anti-covid sono un rischio. Si può dire ciò che si vuole, che li hanno assunti milioni di persone, che sono stati sintetizzati dai migliori laboratori; ma si omette, volutamente o meno, che sono stati realizzati in fretta e furia nell’arco di pochi mesi quando normalmente ci vogliono anni di sperimentazione prima di rilasciare un farmaco definito sicuro (cioè che abbia un tasso ed una tipologia di possibili effetti collaterali ben definito).

 

 

Per i vaccini anti-covid questo semplicemente non è stato possibile. Con una pandemia così incontrollabile, con un virus così aggressivo e capace di mandare in tilt non solo le economie ma le strutture di base dei vari stati nazionali e capace di generare scene come quelle che abbiamo visto a Bergamo, in Brasile ed in India, non c’erano alternative possibili: realizzare un vaccino in fretta, farlo nel migliore dei modi, e vedere sul campo quali effetti avrebbe comportato.

Da subito si è scatenata un’odiosa battaglia tra estremisti del vaccino e no-vax; tutti arroccati su posizioni assurde e prive di senso logico. Da un lato chi insinua cose folli, dal controllo del corpo tramite nanotecnologie (finiremo tutti schiavi di Bill Gates!) a complotti per eliminare buona parte della popolazione mondiale direttamente o tramite infertilità indotta; e dall’altro una pletora di gente che incita ai campi di rieducazione, che vuole negare le cure mediche a chi non ha voluto vaccinarsi, che identifica tutti quelli non appartenenti alla propria posizione come “nemico”. Questi ultimi gridavano alla sicurezza dei vaccini, salvo poi zittirsi in seguito alla situazione Astrazeneca.

 

 

In mezzo, ci siamo noi, le persone normali. Secondo un recente sondaggio, in Italia soltanto il 51% degli intervistati è sicuro della stabilità dei vaccini, ed in larga parte sono giovani (la categoria statisticamente più facilmente influenzabile per via della scarsa esperienza personale).
Inizialmente non avevo intenzione di vaccinarmi. Non ho ancora figli, e pensare che per qualche motivo una sostanza non sufficientemente studiata potesse eventualmente creare delle alterazioni tali da danneggiare un futuro feto, fisicamente o psichicamente, è oggettivamente un cruccio non indifferente. Per altri il dubbio è sulla possibilità di generare tumori o disfunzioni. Se nell’immediato sappiamo che sono rari, ma non assenti i casi di reazione grave, non abbiamo idea di cosa possano generare questi vaccini nel lungo periodo, a due, cinque, dieci anni; e la storia, la tanto vituperata storia cui mai si guarda, riporta tanti esempi di farmaci o scoperte ritenute inizialmente miracolose e poi rivelatesi dannose o addirittura mortali.

È per questo che è assurdo che chi lecitamente decide di non vaccinarsi perché non lo ritiene sicuro debba essere criminalizzato. Si tratta per la maggior parte di persone che hanno fatto ragionamenti precisi, ben studiati, e che hanno tratto la loro decisione personale. Il volerli metterli alla berlina ed accusarli delle peggiori nefandezze è qualcosa di ingiustificabile; finchè un governo di qualsiasi colore non arriverà ad obbligare per legge l’incoculazione di un vaccino anti-covid le persone devono essere libere di scegliere.

 

 

Personalmente, ho scelto di fare il vaccino facendo un’analogia col detto dell’uovo e della gallina. Non esiste, ad oggi e sulla base dei dati che abbiamo, una risposta sicuramente giusta ed una sbagliata; ed allora, ponderati i pro e i contro, la situazione generale ed i fatti che ho potuto constatare personalmente, ho fatto una scelta legata alla possibilità che possa non arrivare a vederla, quella gallina.

Ma questa scelta, tutt’altro che priva di dubbi, vale per me e soltanto per me. Ognuno deve essere libero di scegliere in propria coscienza senza le pressioni degli esaltati no-vax o dei fanatici pro-vax.