Caos regolamenti nel Motomondiale

La Federazione prende decisioni discutibili e tardive: cosa c’è da cambiare per spezzare le polemiche e fare veramente giustizia.

 

 

Domenica c’è stato il gran premio della Catalogna, e se le gare di Moto3 e MotoGP non hanno riservato grandissimi colpi di scena hanno però portato polemiche, come spesso sta accadendo nel motomondiale.
Ma veniamo ai fatti partendo dalla categoria minore, la Moto3: le gare che di per sé sono sempre state avvincenti per le battaglie di gruppo, ora stanno diventando eccessive e di questo ne avevamo parlato in tempi non sospetti in un nostro precedente articolo. Quelli che dovrebbero essere dei professionisti, lasciandosi andare a comportamenti oramai al limite del regolamento (in qualche caso anche fuori), non solo stanno rasentando il ridicolo, ma hanno raggiunto un livello tale da diventare estremamente pericolosi.

Già i “trenini” nelle prove con tanti piloti attaccati tra loro ad aspettarsi in pista hanno dimostrato la loro pericolosità con l’incidente e la tragedia di Jason Dupasquier, ma anche questa domenica si è rischiato molto, direi troppo: la caduta di Xavier Artigas che ha coinvolto il nostro Denis Foggia e Ayumu Sasaki (è fuori pericolo il pilota giapponese) ha rischiato di diventare l’ennesima tragedia in pista.
Il rallentamento provocato in maniera plateale da Jeremy Alcoba proprio all’ultimo giro ha ricompattato un gruppone di oltre una quindicina di piloti, fatto che ovviamente tutti, e sottolineo tutti, hanno cercato di sfruttare per fare il colpaccio: mi dite che senso ha fare oltre 20 giri per poi giocarsi tutto all’ultima tornata tipo roulette russa?

 

 

Qui la Federazione avrebbe dovuto intervenire pesantemente perché questo comportamento, che reputo antisportivo oltreché estremamente pericoloso, non deve ripetersi più; e la Federazione cosa fa? Nulla, assolutamente nulla, legittimando queste furberie di ragazzini che naturalmente non hanno paura di nulla. C’è da giurare che la cosa si ripeterà sicuramente.

Al termine della gara è stata indetta una riunione d’urgenza dei responsabili sicurezza Capirossi e Uncini e del responsabile steward panel Spencer. È stato detto che comportamenti simili non saranno più tollerati, pena sanzioni immediate più severe pari anche alla squalifica. Perché non darla subito questa squalifica dando un segnale forte e inequivocabile preferendo invece ammonire e attendere di nuovo?

Saltiamo alla classe regina, perché anche qui, seppur in maniera completamente diversa, non sono mancate e non mancheranno le polemiche derivate da decisioni che definire discutibili è un eufemismo.
Ma veniamo al dunque: in una gara senza grandissimi colpi di scena, almeno fino a pochi giri dalla fine, con un Fabio Quartararo in difficoltà di gestione gomme che invano ha tentato di resistere alla rimonta ed al sorpasso prima di Oliveira (brava la KTM a reagire alla difficoltà di inizio stagione) e successivamente di un sempre più concreto Zarco con la Ducati, è avvenuto qualcosa che ha lasciato tutti stupiti: si è visto Fabio rallentare un attimo e armeggiare con la tuta, poi addirittura qualcosa volare in piena curva.

Si è subito capito che la tuta era aperta e che quell’oggetto visto volare era la protezione del torace, e nelle immagini successive c’è stata la conferma che Quartararo fosse a petto nudo e che non aveva nessuna intenzione di fermarsi; è piuttosto normale che un pilota pur sapendo che dovrebbe rientrare ai box e sistemare la situazione non abbia nessuna intenzione di farlo, l’adrenalina è tanta e sai perfettamente che facendo un pit stop seppur rapido ti giocherai il podio se non la zona punti.

 

 

Ma il muretto? E soprattutto la direzione gara? si parla tanto di sicurezza e invece si permette ad un pilota di completare la gara come se stesse facendo una passeggiata sul lungomare… mancavano i pantaloncini e le infradito ed il quadretto era completo. Poi ipocritamente, solo su richiesta di alcune scuderie (Ducati e Suzuki per certo) si decide di dargli una ulteriore penalità di 3 secondi; già, perché anche della prima onestamente ancora sto cercando di capirne il senso. Dalle immagini Fabio subisce il sorpasso di Zarco, perde un attimo l’anteriore nel tentativo di resistere al connazionale ma va lungo, compie quella che in realtà è una long lap penalty e rientra molto dietro appunto al francese della Ducati, anzi Miller in un attimo gli è addosso.

La direzione decide di dargli 3 secondi di penalità per aver tagliato le curve 1 e 2: e quale sarebbe il vantaggio tratto? Miller non era in procinto di superarlo, nonostante ciò gli arriva attaccato quindi Fabio non ne ha tratto vantaggio, allora perché secondo la direzione gara avrebbe dovuto cedere la posizione?

Questa penalità per me già incomprensibile si somma a quella comminata dopo retrocendendo il francese al 6° posto. Se si voleva evitare a Quartararo (giustamente) di fargli correre i rischi serissimi a cui è andato incontro si doveva esporre immediatamente la bandiera nera/arancio che obbliga il pilota a rientrare al box e, se non rispettata, la bandiera nera al giro successivo. Il resto sono chiacchiere ed un maldestro tentativo di rimediare all’ennesima gara gestita in modo approssimativo.