Il secondo capitolo della saga smussa quasi tutti gli spigoli del titolo originale e si impone come riferimento tra gli strategici a turni recenti.

Fa strano dirlo, ma dopo oltre trent’anni abbiamo finalmente un videogioco in grado di giocarsela alla pari con Ufo: Enemy Unknown.
Ci sono voluti addirittura oltre 6 lustri segnati da imitazioni e discutibili reboot per mettere in campo un degno di quel titolo del 1994 capace di farci appiccicare al monitor e di generare quelle sensazioni che ci avevano smosso le budella; adesso finalmente possiamo smettere quasi del tutto di affidarci solamente alle memorie e tornare a combattere gli alieni con un gioco moderno.
Xenonauts 2 riprende al 95% le dinamiche di Ufo: Enemy Unknown (noto anche come X-Com: UFO Defense, distribuito con questo nome in Nord America e poi sulle piattaforme digitali). Un complotto alieno punta a soggiogare la Terra, e il nostro compito è quello di gestire una piccola forza paramilitare semi-segreta per bloccarli.

Xenonauts 2 si sviluppa su due piani: quello strategico e quello tattico.
Nel primo, potremo controllare a livello planetario l’evoluzione dei contatti radar, l’inseguimento dei nostri caccia che tentano di abbattere gli ufo, le segnalazioni di eventi anomali e investire i “punti operazione” che ci arrivano progressivamente. Questi sono fondamentali sia per aumentare le risorse che abbiamo a disposizione sia in chiave trama: infatti è proprio a livello strategico che il gioco ci guida nell’evoluzione della sua storia, presentando intermezzi e colpi di scena che rendono il gioco più narrativo e guidato rispetto al gioco del 1994 (col quale il paragone su ogni aspetto è d’obbligo), ma per certi versi lo rende anche più comprensibile. Si tratta di una scelta tutto sommato azzeccata, un modo di presentare il gioco che non stona grazie anche ai repentini cambi della situazione ad alto livello che Xenonauts 2 propone.

Sullo stesso livello strategico è possibile gestire tutta una serie di elementi di gioco vitali nella nostra impresa, a partire dalle basi con i loro edifici di diverso tipo: spazio e fondi saranno sempre insufficienti rispetto a ciò che vorremmo, quindi pianificare in anticipo è necessario per cercare di ottimizzare ogni ambito di gioco.
Scomoda è la gestione dei soldati, del loro inventario (in base) e della loro assegnazione sui veicoli da trasporto: inutilmente divisa su due schermate, si tratta di un lascito del primo Xenonauts che andava probabilmente eliminato. Effettivamente in Xenonauts 2 è stato introdotto un modo per evitare completamente una delle due paginate, cosa che rende ancora più evidente la ridondanza.
Sempre similarmente al primo Xenonauts, nel seguito non tutti i progetti sono da ricercare: alcuni vengono automaticamente sbloccati all’arrivo del reperto alla nostra base. Si tratta di un compromesso che velocizza il gioco (uno dei mantra di Xenonauts 2) ma che oggettivamente toglie il gusto di sudarsi il risultato della ricerca su tanti elementi di gioco. Questa è forse una delle sole due cose veramente discutibili di Xenonauts 2; l’altra sono le descrizioni dei risultati delle ricerche stesse, scritte con un inglese prolisso e troppo sofisticato che allontana invece che invogliare alla lunga lettura; lo stesso problema affliggeva anche il primo Xenonauts.

Si arriva poi al cuore del gioco: la parte tattica, dove il combattimento ruba la scena e aumenta esponenzialmente la tensione percepita dal giocatore.
Il sistema impiegato è analogo a quello di Ufo: Enemy Unknown, ma semplifica alcuni aspetti qua e là. Il risultato è una gestione sicuramente più rapida e snella dello scontro a fuoco, ma anche la dipartita di alcune comode funzioni come il poter riservare i punti azione necessari a poter sfruttare il fuoco di opportunità: sta a noi controllare di non usarne troppi muovendo i soldati, e rimanere a secco di punti è in effetti una cosa che accade spesso.
D’altro canto, lo stesso sistema del fuoco di opportunità è spiegato nel dettaglio e funziona alla perfezione, in modo logico e matematico. Una volta capito il meccanismo, si comprende a meraviglia l’attenzione e la profondità posta nello sviluppare questo prezioso elemento di ogni gioco tattico.

Il principale problema dei combattimenti del primo Xenonauts, che impattò severamente sulla valutazione finale della nostra recensione, è stato risolto: ora i nemici non sanno sempre dove ci troviamo, e non sono sempre immancabilmente girati verso di noi. Molto più realisticamente, finalmente capita di poterli fiancheggiare o semplicemente di entrare in una stanza e trovarli girati di spalle: Xenonauts 2 fornisce un’esperienza di combattimento equilibrata e senza favoritismi.
L’ampiezza delle mappe (non più sempre uguali, ma modulari e generate proceduralmente) non è memorabile, e la cosa (unita al fatto che si parte con un velivolo da trasporto che ospita solo 8 soldati contro i 14 di Ufo: Enemy Unknown) porta a sessioni tattiche che non durano moltissimo. Si tratta di un approccio scelto più o meno per ogni aspetto del gioco, probabilmente per mantenere alta l’attenzione dei videogiocatori moderni attraverso fasi brevi e diverse fra loro; la cosa potrebbe non convincere pienamente i veterani di vecchia data, ma ad ogni modo il risultato è piacevole, anche se sembrano mancare quei momenti di caos, le sparatorie ad alto tasso di colpi e la distruzione totale tipici di certi scontri di Ufo: Enemy Unknown.

Complessivamente, Xenonauts 2 è un titolo assolutamente lodevole, adatto sia a chi sia avvicini al genere che ai veterani. A questi ultimi il vivo suggerimento è quello di partire almeno dal terzo livello di difficoltà e di attivare l’apprezzabile opzione della “campagna lunga”, che dilata i tempi di gioco e permette di utilizzare i miglioramenti tecnologici più a lungo (altrimenti si rischia di investire tempo e risorse per armi che useremo si e no due volte).

Riesce Xenonauts 2 a scalzare Ufo: Enemy Unknown dal trono di miglior gioco nel suo genere? Forse non del tutto: il titolo del 1994 è un titolo per veri wargamer, dettagliato in ogni aspetto e ancora oggi appassionante (anche se parzialmente ripetitivo sul finale, cosa che non accade con Xenonauts 2); inoltre Ufo: Enemy Unknown presenta una solida base di nozioni ufologiche ancorate ad eventi reali che aiutano ad immedesimarsi nel gioco, al contrario di Xenonauts 2 che realizza il suo bestiario con antagonisti più fantasiosi. Allo stesso tempo, Xenonauts 2 rende i combattimenti più veloci senza renderli superflui, e snellisce tante dinamiche che probabilmente oggi, nella loro iterazione originale, non troverebbero il favore del pubblico.
Come nel caso di Civilization 4 e Civilization 5, si tratta di due titoli gemelli entrambi dall’alto valore e che possono benissimo coesistere, essendo parimenti apprezzabili dallo stesso giocatore in base a quale tipo di esperienza stia cercando in quel momento. In fondo Ufo: Enemy Unknown e Xenonauts 2 sono due versioni dello stesso ottimo, gustosissimo piatto.









