I pericoli dell’AI: la fine della nostra capacità di ragionare

L’affidarsi ai suggerimenti delle intelligenze artificiale significa spegnere il cervello: chi sarà più in grado di fare valutazioni e analisi?

 

 

Analogamente a quanto succederà per le conoscenze tecniche ed intellettuali, la presenza pervasiva dell’intelligenza artificiale comporterà presto una drastica perdita di capacità di analisi e valutazione del genere umano.

Se l’affermazione sembra catastrofista, beh, sappiate che la cosa sta già accadendo: la cronaca riporta di casi non isolati di personalità di alto livello (politici, amministratori pubblici e privati, addirittura alti funzionari di corpi di Polizia) che si affidano all’AI per prendere decisioni.
Certo, il discorso dovrebbe essere più ampio, e vertere sulle qualità intellettuali di queste persone e di come sono arrivate a ricoprire quei ruoli di potere. Fatto sta, però, che decisioni ad alto livello errate, sballate e deleterie guidate (dettate?) dall’AI vengono già prese; e quello che possiamo vedere è solo la punta dell’iceberg. Figurarsi quello che sta succedendo a livello di multinazionali, banche, imprese, e singoli cittadini: i casi di persone che si sono suicidate dopo aver “consultato” l’intelligenza artificiale non sono pochi.

C’è una stupidità di fondo nel genere umano che ci porta a non saper o voler analizzare gli accadimenti in profondità e a lungo termine. La crisi ambientale del pianeta è l’esempio perfetto che corrobora questa tesi: pur di fronte a evidenti conseguenze che si stanno lentamente ma inesorabilmente avvicinando, sia l’intellighenzia politico-economica mondiale sia le masse e il popolo voltano la testa, pensando quasi esclusivamente all’immediato senza valutare l’impatto delle proprie azioni nel lungo periodo.

C’è un altro aspetto da considerare: chi non sa fare analisi, non capisce i ragionamenti e i suggerimenti di chi invece ci vede lungo; e questo significa un allontanamento dalla società di chi riesce a prevedere in anticipo lo sviluppo delle situazioni. La conseguenza sarà un completo via libera, anche (soprattutto?) dettato dai motivi economici che muovono le multinazionali del digitale, il cui potere diventa ogni giorno meno arginabile, all’uso massiccio dell’intelligenza artificiale all’interno dei processi decisionali.
Questo porterà ancor di più da un lato a perdere, come specie, la capacità di valutare e decidere autonomamente, e dall’altro di affidarci sempre più a meccanismi digitali che non solo potrebbero indirizzarci a prendere decisioni completamente sballate e prive di buon senso, ma soprattutto mai potranno sostituire l’empatia, la sensibilità e l’amore dell’animo umano; meccanismi digitali che presto o tardi diventeranno comunque i nostri silenziosi padroni: entità che detteranno la nostra agenda sociale, economica e politica.
La speranza, a questo punto, è che possano impedirci di autodistruggerci, direttamente con le armi o indirettamente con l’inquinamento e l’esaurimento delle risorse; una magra consolazione, per la specie che si ritiene quella dominante sulla Terra.

Per condividere questo articolo: