Black-Box

Black-Box ritrae la parte più oscura del mondo della boxe: è VIOLENTO e BRUTALE!

 

Non ha peli sulla lingua Takahashi Tsutomu, il suo ultimo lavoro sul pugilato è decisamente oltre le righe. In ogni sport ci sono la luce e l’ombra ed è impensabile che le due cose siano nettamente divise, ma nel mondo dei fumetti è possibile incensare o demonizzare i protagonisti con una facilità disarmante. La boxe candida e pulita, piena d’impegno e di sacrificio che viene raccontata nelle pagine di Hajime no Ippo, ora ha una controparte oscura e violenta, brutale e volgare, in questo manga dai tratti artistici meravigliosi.

Ishida Ryouga è un ragazzo che ha masticato boxe fin dalla tenera età. Lui e suo fratello maggiore sono stati allenati dal padre, ex pugile di alta classifica mondiale, in maniera quasi morbosa, tanto che il nostro protagonista non ha in mente altro che combattere e vincere per appagare il desiderio del padre. Purtroppo, sia il padre che il fratello maggiore, sono in carcere con l’accusa di essere degli assassini. La loro storia non è ancora molto chiara, ma la cosa che si sa di certo è che tutti i media sostengono che anche nel nostro protagonista scorra il sangue di un assassino. Ryouga non è ancora entrato a pieno diritto nel mondo della boxe, il suo esordio come professionista è prossimo, ma ha bisogno di un allenatore e di una buona vetrina per farsi notare.

 

 

L’indiscussa stella del kickboxing Shidoh Leon ha raggiunto ormai tutti gli obiettivi che si era prefisso e non trova più alcuno stimolo nel combattere in questa disciplina. Un po’ per caso e un po’ per provocazione Leon decide di misurarsi con il pugile assassino Ishida Ryouga e le cose non finiscono bene per entrambi. Leon capisce di aver trovato nuovi stimoli e decide di cambiare sport solamente per avere l’occasione di competere con Ryouga. Il mondo della kickboxing è sconvolto dall’annuncio, ma tante blasonate palestre di pugilato si sfregano le mani per la ghiotta occasione rappresentata dal vasto richiamo di pubblico che il giovane talento proveniente dal kickboxing si porta dietro.

Nell’ascesa verso il titolo, il padre di Ryouga è stato sconfitto da un pugile giapponese che ora vive una vita misera come barbone ed ubriacone. Il nostro protagonista, sotto consiglio del padre, decide di affidarsi a lui per preparare i suoi incontri, ma basta appena un’occhiata all’esperto pugile per sancire l’incapacità del nostro protagonista a poter competere ad alto livello. Dopo tanta insistenza, il nuovo allenatore decide di assecondare il giovane ragazzo ad una sola condizione: dovrà sottoporsi ad una seduta per sbloccare il suo istinto omicida. Le cose andranno male? Credo che si possa tranquillamente dire che andranno molto peggio che male!

Sin dall’inizio i toni di questo manga si sono tenuti su un livello piuttosto rude, ma solo quando Ryouga si sottopone al trattamento per sbloccare il suo istinto omicida le cose prendono una piega oscura, volgare e violenta, ben oltre i limiti che ti potevi aspettare leggendo i primi capitoli. Ammiro la fatica ed il duro lavoro di un pugile, ma qui si è andati decisamente oltre descrivendo un mondo di privazione e di viscerale maniacalità che di umano comincia a non aver più nulla. Sicuramente la visione oscura di questa boxe è esasperata fino all’eccesso, ma è evidente che il maestro stia descrivendo, a modo suo, una realtà con cui ha avuto a che fare.

 

 

Il lavoro artistico del maestro Takahashi Tsutomu è fantastico, alcune vignette possono essere paragonate a delle vere e proprie opere d’arte che richiamano lo stile medioevale giapponese. Quel tratto sporco, carico di neri, di macchie, di profondi chiaroscuri e d’ombreggiature sfocate è molto affascinante. Le sue vignette danno la sensazione di estremo movimento, ma anche di una grande oscurità latente. La raffigurazione di ambienti e personaggi ha uno stile unico che ricorda un po’ il tratto usato per Uomo Tigre. Di certo ogni personaggio ha una caratteristica propria ed il maestro Takahashi Tsutomu non si da certo un limite nel deformare volti e corpi per instillare nel lettore la sensazione di brutalità che pervade questo lavoro.

Dopo aver letto attentamente i primi capitoli posso dirvi sinceramente: Black-Box o lo ami o lo odi, non ci sono vie di mezzo. Non puoi apprezzarlo se non sei predisposto ad accettare un mondo oscuro ed una brutalità spesso anche gratuita. Questo lavoro ha un’interessante storia di base, ma ti colpisce con degli eccessi che non possono lasciarti indifferente. Tanti sono i misteri legati a Ryouga e alla sua famiglia, quindi di storie e trame da sviluppare ce ne sono molteplici; senza poi contare i possibili avversari che il nostro protagonista potrà incontrare sul suo cammino. Se vi piace questo genere di letture al limite, non potete farvi scappare Black-Box. Tutte le informazioni su questo manga le troverete online grazie al grandissimo lavoro dei fan che, senza fini di lucro, traducono e condividono opere che altrimenti non arriverebbero mai in Italia. Grazie ancora per il vostro prezioso lavoro.