Futureworld – 2000 Anni Nel Futuro: la recensione

Il seguito di uno dei più interessanti film di fantascienza degli anni ’70 si rivela un buco nell’acqua, pur proponendo tematiche interessanti.

 

 

La cinematografia mondiale non ha mai lesinato a produrre seguiti dei film di successo. Se la cosa oggi è normale e quasi attesa dai fan (non si sa bene perchè, poi), negli anni ’70 la questione non era così automatica. La scoperta dei “sequel” avviene praticamente in quegli anni, con alcuni esperimenti riusciti ed altri meno. Futureworld – 2000 Anni Nel Futuro appartiene a quest’ultima categoria, e svilisce quanto di buono visto ne Il Mondo Dei Robot.

Che il film sia una mezza porcheria lo si capisce subito. Ambientato due anni dopo il disastro raccontato ne Il Mondo Dei Robot – Westworld, Futureworld ipotizza che tutto sia stato facilmente sistemato senza particolari conseguenze e che il parco dei divertimenti possa riaprire come niente fosse. Se questo sembra assurdo, un’impressione ancor peggiore si avrà nell’ascoltare i dialoghi iniziali, davvero di bassissimo livello, e nel vedere come le azioni del protagonista di turno (ne parleremo più avanti) siano spesso improbabili.

 

 

Futureworld – 2000 Anni Nel Futuro (che per motivi di diritti non ha potuto chiamarsi Il Mondo Dei Robot 2) punta a riutilizzare gli stessi punti di forza del primo film, andando ad ingigantire tutto quanto sia tecnologico e relativo ai computer; ecco quindi che per buona parte del film vedremo tecnici intenti a dire frasi pompose a casaccio del tipo “inversione del sistema neutronico, 3, 2, 1…” o “anomalia nel settore X-14, flusso prismatico interrotto” e altre cose del genere, che non hanno alcuna attenenza con quanto mostrato sullo schermo o con gli eventi stessi. Servono solo a fare scena, ma il risultato è pessimo.

Che poi la trama di fondo non sarebbe nemmeno male: senza entrare troppo nel dettaglio, come nel film padre anche in Futureworld – 2000 Anni Nel Futuro c’è un’ottima intuizione che anticipa un tema tecnologico che, sotto spoglie diverse, sta oggi realmente diventando un problema dalla difficile gestione (e non dico niente per non svelare uno dei pochi punti di forza del film). Il problema è che invece di realizzare una pellicola seria e sensata, il regista Richard Heffron (mano dietro la seconda delle tre stagioni di Visitors) punta quasi tutto sull’azione e sulle frasi a effetto, sicuramente spalleggiato da una sceneggiatura tutt’altro che encomiabile. Il risultato è una lunga serie di scenette che ricalcano più o meno Il Mondo Dei Robot, scimmiottandolo in peggio e aggiungendo continue frasi volgari e di dubbia utilità (erano gli anni della “rivoluzione sessuale” e di altre cavolate del genere). Con una fotografia non certo degna di futura memoria e frequenti salti di scena senza continuità (per non parlare dell’improvvisa apparizione di pistole a scarica energetica mai viste prima nelle mani dei protagonisti) la frittata è fatta.

 

 

Ecco, parliamo dei volti che ci accompagnano in questa interminabile pellicola (100 minuti di agonia quasi totale): il cavallo di battaglia principale è Peter Fonda, figlio eletto della dinastia familiare (che comprende Henry e Jane, oggettivamente attori di altro calibro), noto più per le sue performance da hippy sotto l’effetto di stupefacenti che per la sua bravura, e che ricordiamo non a caso quasi esclusivamente per il suo ruolo in Easy Rider. A lui è affidato il ruolo di trascinare la storia, ma mancando di capacità, di espressione e di carisma l’unica cosa che riesce a fare Peter Fonda è di attirare gli strali degli spettatori.
Molto meglio va Blythe Danner, la spalla, che con una sincera simpatia e bravura riesce per lo meno a salvare la sua personalissima baracca. La ricordiamo in Mr. & Ms. Bridge, Piovuta Dal Cielo e nella serie di divertenti film con Ben Stiller e Robert De Niro iniziata con Ti Presento I Miei.
Altri volti riconoscibili sono quelli di Arthur Hill (Detective’s Story, Andromeda) e Yul Brinner (I Dieci Comandamenti, Anastasia, I Bucanieri, I Magnifici Sette, Taras Il Magnifico, La Battaglia Della Neretva e ovviamente Il Mondo Dei Robot), di nuovo nei panni del pistolero ma confinato in una particina talmente minuscola da essere quasi un insulto.

Futureworld – 2000 Anni Nel Futuro (numero messo a casaccio, tanto per far colpo; rispetto al film originale siamo solo un paio d’anni dopo) è un film assolutamente evitabile. Quel poco di buono che la pellicola propone non compensa assolutamente la sequela di momenti che fanno aggrottare le ciglia e storcere il naso. Si tratta senza mezzi termini di un film brutto; stategli lontano.

 

Futureworld – 2000 Anni Nel Futuro, 1976
Voto: 4
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