Heavy Metal, alto tradimento

Riapriamo per il discorso circa il crollo dei grandi gruppi che ha colpito il metal fin dall’inizio degli anni novanta.

 

 

Prosegue l’analisi iniziata in Heavy Metal, l’evoluzione.

Se ne è parlato tanto, ma vorrei dire la mia circa il comportamento più o meno criticabile che alcuni gruppi hanno assunto in occasione della famigerata “svolta”. Eh sì, perché tutti i musicisti hanno il sacrosanto diritto di suonare quello che vogliono, ma un conto è cambiare stile e un conto è prendere per i fondelli i tuoi fans, che poi sono quelli che ti fanno campare! Per non parlare poi di chi si è messo a sparare fango sui propri colleghi.

Andiamo per ordine: nel ‘91 i Metallica pubblicano il Black Album, un disco senz’altro bello, ma privo della vera rabbia che dovrebbe contraddistinguere un album trash e soprattutto troppo easy e commerciale per il palato dei fans; poi è la volta dei “rivali” Megadeth che con Youthanasia, del ‘94, sembrano mettersi sulla stessa strada. Queste sono le prime avvisaglie di ciò che succederà in seguito…

Per quanto riguarda gli Iron Maiden, che fanno caso a sé, vorrei, per ora, tenere in sospeso il discorso per riprenderlo dopo.

Come saprà ogni appassionato, l’anno incriminato è il ‘96: i Metallica ci propinano Load, un disco che con il Metal (quello vero) c’entra ben poco.

Badate bene che quando parlo di Metal non faccio riferimento solo alla pesantezza del suono o alla distorsione delle chitarre (sarebbe banale e riduttivo) ma ad una certa fattura delle canzoni, ad un certo atteggiamento e ad un certo modo di dare enfasi ai brani: queste sono le cose che rendono Metal un album o anche un singolo pezzo. Ad esempio, alcune canzoni di Marilyn Manson o dei Korn (che, intendiamoci, musicalmente ritengo entrambi molto validi), sono terribilmente pesanti ed aggressive, ma questi artisti non hanno mai fatto vero e proprio heavy metal: Manson fa una sorta di rock pesante mooooolto alternativo (e anche abbastanza elettronico), così come i Korn, che in più si avvalgono di sonorità apertamente rap. Se invece prendiamo i Nocturnal Rites, un bel gruppetto svedese (tanto per cambiare!!), sentiamo che nei loro brani le chitarre sono molto meno distorte e il sound è meno pesante, ma caspita quello sì che è sano heavy metal stile anni ottanta!! Sono sicuro che i metallari hanno capito ciò che intendo. Chiarito questo, riprendiamo il discorso; dicevamo dei Metallica che con Load hanno decisamente abbandonato il trash.

Il cambiamento è stato palese e apertamente sostenuto e sottoscritto da loro stessi, che se non altro sono stati sinceri e chiari con tutti, ma come al solito la cosa che ci si chiede è il perché. Gli ex-four horsemen hanno sempre sostenuto di essersi stufati di suonare sempre le stesse cose e di sentirsi spinti verso altri orizzonti musicali. Questo può essere sicuramente vero e condivisibile anche se, data l’attuale situazione musicale americana, mi viene più facile pensare che ormai i quattro di Frisco, con mogli e pargoli a carico, non abbiano in mente altro che il facile dollaro come se già non ne avessero abbastanza (provate un po’ a calcolare quanto hanno guadagnato con il Black Album, roba da ritirarsi per sempre in panciolle in un’isola sperduta del Pacifico!!). Lo stesso potrebbe valere per i Megadeth; comunque, bugie a parte, se si trattasse solo di soldi, ci sarebbero Testament, Slayer, Pantera e Anthrax a dimostrare che si possono fare dischi trash di successo anche negli States – basta avere quella passione che purtroppo spesso abbandona molti gruppi.

Il discorso però, come ho accennato all’ inizio, vuole trattare del modo e non tanto del fatto in se stesso. Tanto per tagliare corto, in occasione dell’ uscita dell’ultimo S&M (disco live che ripropone i successi della band con l’accompagnamento dell’orchestra sinfonica di San Francisco!!) e dopo essere stati tanto chiari e sinceri, i ‘Tallica hanno cominciato, seppur senza fare nomi, a sparare fango sugli altri gruppi dicendo di disprezzare chi, parole testuali di Lars Ulrich, “rimane fermo sempre sul solito marciume”. A quanto pare, però, il caro Lars sembra aver dimenticato che è stato proprio quel “marciume” a dargli, tempo fa, soldi e successo, quindi farebbe meglio a portare rispetto per chi ancora ha il coraggio e la grinta per suonare metal, anche perché rinnegare così il proprio passato è proprio una cosa al limite della vergogna!

Tanta sfacciataggine, però, è stata perlomeno eguagliata dai Megadeth, i quali, dopo Cryptic Writings, disco nel quale lasciano definitivamente il metal per l’hard rock, hanno avuto il coraggio di dire cose a dir poco allucinanti: Dave Mustaine, ad esempio, ha apertamente sostenuto che il metal è ormai morto!!
…… Dopo essermi ripreso dal breve svenimento, mi sono detto: vabbè, tanto ormai è di moda dirlo, può capitare anche a lui, ma il colpo di grazia mi è arrivato per bocca di Marty Friedman quando ha dichiarato, udite udite!!…: “…Mah, in fondo i Megadeth non sono mai stati un gruppo metal…”

I Megadeth.

Aahh… AAARRRGGGHHH!!!….!!!…!!…!……. …. … .. ….. . . .. . … …………. ….. …. . … .. . . … . … … … .. … .. .. .

…. Mentre mi dimettevano dall’ ospedale, il medico mi diceva: “Mi raccomando non legga più interviste ai gruppi per almeno tre mesi e ascolti solo Skydancer dei Dark Tranquillity tre volte al giorno dopo i pasti!”.

Ma porca miseria!! Le compagine di demolizione palazzi ormai usano Rust in Peace al posto del tritolo e tu hai il coraggio di dire che i Megadeth non sono….. AARRGGGHH!!….. Vabbè quella roba lì!!

Inoltre, arriva anche la presa per il culo: parlando di Cryptic Writings, i nostri hanno sostenuto che i vecchi fans, ancora attaccati al vecchio trash anni ottanta, si potevano accontentare dei tre o quattro brani un po’ più duri presenti sul disco! Che fai, mi dai il contentino per tenermi buono?!?!? E tenete conto che queste cose le dico io che sono sempre stato un accanito sostenitore dei Megadeth… che tristezza!!

Ebbene, le cose stanno così, mi viene spontaneo chiedermi il perché di certi atteggiamenti; persone come Edlund (Tiamat) o come i Paradise Lost hanno cambiato stile ultimamente, deludendo sicuramente molti sostenitori, ma si sono limitati a dichiarare che si sentivano di fare quello e basta senza prendere in giro o insultare nessuno (almeno per ora).

Il mio sfogo non è ancora finito; mancano loro, il mio gruppo del cuore, chi mi iniziò nel lontano 1988 alle granitiche sonorità del metal: gli Iron Maiden. Con estremo dolore devo denunciare che anche loro si sono sputtanati alla grande, ma non con un disco “traditore” né con insulti o cose del genere. Il loro è stato un giochetto più scaltro che sicuramente avrebbe messo in difficoltà anche il migliore degli Sherlock Holmes; ma si sà, quando si parla di queste cose i metallari sono i più difficili da fregare e penso che ormai tutti vi sarete accorti della squallida vicenda Dickinson/Bayley/Dickinson-Smith.

Forse non ne avremo mai la conferma al cento per cento, ma è abbastanza chiaro che si è trattato solo di un operazione di pubblicità nella quale erano tutti e tre d’accordo (Bayley compreso forse).

Facciamo un breve riassunto:
1989: Adrian Smith lascia il gruppo per suonare qualcosa di diverso dal metal, fans dispiaciuti.
1993: Bruce Dickinson lascia il gruppo per il medesimo motivo, fans disperati (i Maiden sono reduci da due dischi non proprio esaltanti).
1995: Con X Factor (disco veramente mediocre sigh!!), debutta al microfono Blaze Bayley, ma la scelta di Harris si rivela terribile ed inspiegabile (se non con l’arteriosclerosi): Bayley non ha assolutamente una voce decente per sostituire Dickinson, in più la produzione dei dischi passa nelle uniche mani di Harris che sarà pure un ottimo musicista ma i dischi proprio non li sa produrre. Il suono è tutto basso-batteria-tastiere, per sentire le chitarre bisogna chiedere aiuto alla Maico! I fans sono convinti di essere stati rapiti dagli alieni che li hanno lobotomizzati e hanno impiantato nelle loro teste dei nuovi ricordi! (un bell’anno il ‘95, non c’è che dire). Dickinson intanto pubblica due dischi da solista che col metal c’entrano poco e che non hanno molto successo.
1997/98: Dickinson chiama a suonare con se Adrian Smith e i due fanno due dischi di vero metal uno più bello dell’altro!! I sospetti iniziano: ma loro non si erano rotti le scatole del metal?? Nel frattempo i Maiden pubblicano Virtual XI, leggermente meglio del precedente ma decisamente ancora non ci siamo; inoltre dichiarano che la reunion con Dickinson, tanto agognata da tutti, non ci sarà mai perché con Bayley loro stanno benissimo (ma noi no!). I fans fanno pellegrinaggi a Lourdes.
1999: Sensazionale!! I Maiden rompono con Bayley (ma dieci minuti fa non stavate tanto bene insieme???) e non solo Dickinson torna all’ ovile, ma lo segue anche il vecchio Smith!! I Maiden ora sono in sei, con tre chitarristi!!!

A Londra le statue dei Beatles nei musei delle cere vengono sostituite con quelle dei Maiden, i fans vogliono Dickinson presidente del consiglio e Harris Papa!! Come dicevo prima, però, i metallari non si fregano tanto facilmente e la gioia diviene subito contenuta quando ci si rende conto che è tutto troppo bello non tanto per essere vero ma quantomeno per essere naturale.

Ora, paradossalmente, la cosa drammatica è che probabilmente il nuovo disco degli Iron sarà molto bello, e purtroppo se un disco è bello, è bello e basta. Quasi sicuramente, quindi, lo comprerò e lo recensirò prossimamente su questi schermi; ma una cosa è sicura: per quanto restino il mio gruppo del cuore (ma non il mio preferito che è diverso!), penso proprio che quelli del disco saranno gli unici soldi che da parte mia gli arriveranno! (E sai quanto gliene potrà fregare a loro…vabbè, io la buona volontà ce la metto!).

Ebbene, questo è quanto. E’ sempre brutto quando si resta delusi da chi si ha tanto ammirato in passato, ma forse è vero che alla fine è solo la musica a contare; ormai il music business ci ha insegnato, con illustri esempi (Backstreet Boys, 883, Spice ecc…), che non c’è limite allo squallore e soprattutto che il denaro ha effettivamente tutto il potere che gli si è sempre attribuito, e se ora anche i tanto “duri” gruppi rock o metal cadono in questo giro, allora non rimane che rassegnarsi, tanto è così. A mio avviso l’unica soluzione è buttarsi solo sulle note pure e semplici almeno nei casi tipo quello dei Maiden, se poi viene a mancare anche la buona musica, allora cari miei non sarete gli unici, ci sono tante altre buone bands a cui affidare le orecchie e il cuore, e i gruppetti esordienti o poco famosi a volte si dimostrano molto validi e ancora non “inquinati”.

Bene, il processo è finito, noi metallari non abbiamo peli sulla lingua neanche quando si parla dei nostri artisti preferiti e questo spero di averlo fatto capire, e nonostante tutto il buon metal regge ancora, quindi non mi resta che dirvi…

HOLD ON!