Indultino e cannabis light: male, molto male

Il Natale a casa di La Russa e il dietro-front sulla cannabis light fanno riflettere su cosa sia ordine e legge per il centrodestra.

 

 

Se c’è qualcosa che fa imbufalire un elettore di centro destra è la mancanza di coerenza del nostro sistema legislativo e giudiziario, e vedere che la forza politica di maggioranza relativa, scelta proprio per ripristinare la legalità sul territorio italiano, fa poco o nulla in tal senso.

Le novità di questi giorni sono una proposta del presidente del Senato Ignazio La Russa, sulla cui provenienza politica non sto nemmeno qui a commentare, di concedere un “indultino”, uno sconto di pena ai carcerati che dovessero vedere la loro pena finire “prestissimo” (ma prestissimo quando, Ignazio?), per far passare loro il Natale e un cambio di rotta di 180° del centrodestra sul bando della cosiddetta cannabis light, che tanto leggera non è se gli effetti non sono meno nocivi (nel comportamento autolesionista e sul fisico).

Ci possono anche essere motivi pratici dietro queste proposte.
Nel caso delle carceri un obiettivo è quello dell’alleggerimento degli occupanti (64000 presenze contro i 53000 posti disponibili), ma non è certo rilasciando i già pochi rei che vengono tradotti nelle patrie galere che si risolve il problema della criminalità; e fortuna vuole che è proprio Fratelli D’Italia a voler bloccare questa proposta (insieme alla Lega), appoggiata invece da Forza Italia come troppo spesso accade quando si parla di venire incontro a chi non fa della legalità il suo principio di vita.
Per la cannabis light esiste il serio rischio che la nostra amica Unione Europea entri a gamba tesa, impedendo il bando della commercializzazione del prodotto senza principio attivo solo dopo che le filiere produttive e distributive italiane di un “bene” comunque immorale e che avvicina i ragazzi alla droga siano state smantellate, regalando quindi il mercato a entità straniere.

Nonostante o proprio per questo, si evidenziano i limiti ed i cortocircuiti di una situazione politica italiana mai così distante dalle necessità del popolo: giustizia, etica, moralità, sicurezza sono valori imprescindibili, e non possono esserci scorciatoie parlamentari o imposizioni da parte di un ente straniero che non ci rappresenta a indicarci come dobbiamo vivere o legiferare.