Qualsiasi pretesto è buono per insultare, devastare i centri cittadini, attaccare le Forze dell’Ordine: questa intollerabile sinistra non ha nulla di democratico.

In questi giorni è impossibile chierdersi una volta di più quale sarebbe la tanto decantata democraticità e la superiorità morale della sinistra. Da quando il centrodestra ha vinto le elezioni politiche nazionali, allestendo un esecutivo che, sebbene ampiamente imperfetto, sta inanellando risultati concreti su tanti temi caldi (dal cuneo fiscale alla lotta all’immigrazione clandestina, passando per manovre anti-inflattive e al miglioramento dei contratti nazionali di lavoro), a sinistra si è progressivamente cercato di impedire a questo Governo, democraticamente eletto, di operare; e la scusa dell’arresto da parte di Israele degli attivisti della Sumud Flottilla (vicina ad Hamas e a movimenti integralisti islamici) è solo l’ennesimo pretesto per creare tensione interna e destabilizzare il Paese.

C’è una parte di magistratura che risponde solo a logiche di partito e che sistematicamente prova (spesso riuscendoci) a smantellare, tramite interpretazioni giuridiche chiaramente forzate e strumentali, norme e iniziative tese ad aumentare la legalità in Italia.
C’è il principale sindacato che tramite il suo Segretario incita alla “rivolta sociale”, all’aizzamento delle piazze; un’istigazione alla violenza che avrebbe meritato un inchiesta in sede penale e che solo in una nazione debole e timorosa di far rispettare la legge può restare senza conseguenze.
Ci sono i principali esponenti dei tre partiti del campo largo che ogni giorno utilizzano forme verbali cariche di violenza nei confronti del nemico politico (avversario sarebbe un termine inadeguato, in questi casi), che reinventano la realtà dei fatti e che soffiano sul fuoco delle violenze e delle intolleranze che la sinistra ha fatto proprie.
C’è un’ampia fetta dell’elettorato di sinistra che queste violenze verbali le tramuta in violenze fisiche, e impedisce a professori universitari e studenti di tenere lezione, a persone sgradite di partecipare a conferenze ed eventi pubblici, a ebrei di mostrare liberamente i simboli della loro religione, e in generale a chiunque di esprimere idee diverse da quelle imposte dalla paranoica visione di un mondo di sinistra completamente scollegato dalla realtà: teoria gender, femminismo, estremismi ecogreen e immigrazione incontrollata sono tutti temi che, gestiti come vuole la sinistra politica e di piazza hanno portato e porteranno solo disastri sociali, culturali ed economici. E che infine ritiene normale e legittimo attaccare le Forze Dell’Ordine e assaltare infrastrutture strategiche come stazioni ferroviarie e autostrade, certa dell’impunità di cui gode.

Della situazione in Palestina, a questa sinistra interessa poco o nulla; le manifestazioni di questi giorni, sia nelle loro parti pacifiche che in quelle selvagge ed intollerabili, sono unicamente finalizzate a creare scompiglio e difficoltà al Governo in carica. Il “tanto peggio, tanto meglio”, mantra delle manifestazioni comuniste degli anni ’70, non è mai stato abbandonato; ma probabilmente mai dagli anni di piombo a oggi, con l’esclusione di alcune brutte parentesi ad inizio secolo, questo indigeribile atteggiamento è tornato tanto alla ribalta.
La realtà è che la sinistra italiana incarna oggi tutto quello che democratico non è. C’è un’evidente incapacità di vivere in un contesto civile dove il prossimo potrebbe avere un’idea diversa; la sinistra grida costantemente al fascismo (usando spesso questo termine a sproposito), quando è la prima ad essere totalitaria, assolutista e violenta nei suoi atteggiamenti e nei suoi gesti.

Ma il vero problema è nell’asse di alleanze che questa sinistra, italiana in particolare ma europea in generale, ha stretto con con tante discutibili figure e sottoculture del panorama nazionale ed internazionale. Si passa dal preventivabile servilismo nei confronti di Putin, ultimo gerarca comunista che sta tentando di riportare l’oppressione comunista in Europa, alle strette vicinanze con il mondo islamico integralista, cosa che mostra costantemente le sue contraddizioni quando si parla di omosessualità e patriarcato; dalla protezione verso tutta una rete di malviventi che spacciano, rubano, occupano case, cercando di alleggerire le pene fino al punto di impedire la carcerazione, al diretto contatto con organizzazioni che sulla proliferazione della delinquenza prosperano, come ad esempio le tante cooperative rosse che operano a favore degli immigrati clandestini, o che sfruttano le norme sui servizi sociali per lucrare senza alcuna reale rieducazione del condannato.
La sinistra italiana è l’espressione della parte peggiore della popolazione italiana: mira esclusivamente all’anarchia, al caos e al gestire i propri illeciti traffici. E non è un caso se persone che di certo non possono definirsi conservatori come Carlo Calenda e Marco Rizzo se ne tengono a distanza, preferendo offrire un’alternativa realmente democratica e civile a quei pochi che a sinistra rifuggono violenza, illegalità e totalitarismo.









