Legend Of An Asura – The Poison Dragon: prime impressioni

Legend Of An Asura è un fantasy in stile coreano che inizalmente promette bene, ma poi si perde in un “velenosissimo” racconto.

 

 

Il fumetto coreano, o manhwa, è ormai diventato una realtà internazionale a cui guardare, e questo fa si che arrivi tanto materiale anche in Italia. Nell’ultimo periodo abbiamo affrontato in particolare Solo Leveling, che ha conquistato i lettori con la sua magnifica storia e che ora sta ammaliando gli spettatori con la sua trasposizione animata. Purtroppo però capitano anche prodotti che di bello hanno solamente il primo capitolo, e tra essi c’è da menzionare sicuramente Legend Of An Asura – The Poison Dragon (lo si può trovare anche con il nome di Legend Of Sura – Venom Dragon oppure Surajeonseol Dongnyong).

Il capitolo di lancio, che ha attratto la nostra attenzione, racconta di un guerriero solitario che, con le sue tecniche basate sulla manipolazione del veleno, combatte e mette in rotta un intero esercito. Concluse le prime tavole, si fa un bel salto indietro nel tempo e si giunge in un pacifico villaggio che si occupa di sviluppare medicinali utilizzando erbe, veleni e tecniche marziali. Purtroppo una grande fazione in espansione decide di utilizzare il villaggio per testare dei nuovi veleni sugli abitanti; così Zhen Ziqiang, il ragazzino protagonista della storia, si ritrova ad essere uno dei pochissimi sopravvissuti al massacro.

 

 

La particolare resistenza ai veleni di Zhen lo ha salvato, ma purtroppo lo ha anche reso una cavia perfetta; così ogni singolo giorno gli vengono iniettati veleni e medicinali di vario tipo per testarne gli effetti. La sua vita in gabbia è già di per se una sofferenza, ma il lancinante dolore provocato dalle torture velenose è così intollerabile da far vacillare in lui il lume della ragione. Fortunatamente il nostro protagonista riesce a scappare e giurando vendetta su tutti coloro che appartengono al clan che ha sterminato il suo villaggio.

Legend Of An Asura – The Poison Dragon presenta una storia drammatica, violenta e basata sulla vendetta; uno schema che in Corea sembra trovare un certo consenso nel pubblico. Lo spunto iniziale è anche abbastanza interessante, ma l’evoluzione appare subito lenta e macchinosa. Il Zhen visto nelle tavole è un uomo fatto ed un potente manipolatore dei veleni, mentre dopo il salto temporale all’indietro ci troviamo davanti un bambino inerme; questo fa intuire subito che c’è una lunga storia da raccontare. Scoprire piano piano come è cresciuto il nostro protagonista non è una scelta sbagliata, ma i primi eventi raccontati non riescono a conquistare l’attenzione del lettore.

Le drammatiche torture perpetrate ai danni di Zhen sono ripetitive, di poco impatto e durano probabilmente troppo, visto che alla fine non succede altro di rilevante durante quella fase. La fuga dovrebbe coincidere con un momento di svolta atto ad accelerare la narrazione; purtroppo questo non avviene. La storia che segue è un mero passaggio che conduce il nostro protagonista in un nuovo isolamento forzato, usato principalmente per giustificare il tempo che passa. Undici capitoli piuttosto ripetitivi con tanti momenti di sofferenza e pochi passaggi realmente riusciti sono un bruttissimo inizio per questa storia, eppure le prime tavole sembravano molto promettenti.

 

 

La caratterizzazione dei personaggi è piuttosto scopiazzata. Zhen è un intelligente ragazzino animato dal furore della vendetta che però non conquista assolutamente il lettore; anzi sembra quasi più un cattivo in erba che un eroe tenebroso e vendicativo. Il resto dei personaggi appaiono per brevi momenti e poi quasi tutti ci abbandonano per morte prematura. I pochi elementi di spicco che sopravvivono ai primi undici capitoli vengono solo tratteggiati e mai approfonditi veramente; nella mente degli autori, Sinieo e Sang-Won Sin, questo dovrebbe forse creare interesse?

Yeong-Gwang invece si occupa dei disegni; il suo tratto è indubbiamente ispirato a quello di Sung-Lak Jang, che ha realizzato Solo Leveling, ma ha anche delle forti similitudini con quello dell’autore di Legend Of The Northern Blade. Purtroppo però la qualità della sua opera manca ancora di un minimo di cura soprattutto negli sfondi delle vignette. È indubbio però che il lavoro di Yeong-Gwang sia nettamente superiore a quello fatto dai due autori della storia.

L’opera è ancora inedita in Italia e probabilmente rimarrà tale a meno di un importante svolta narrativa che per il momento latita.

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