Dept. Q – Sezione Casi Irrisolti: la recensione

Un caso irrisolto, una città gotica e tre investigatori imperfetti: Dept. Q vi trascina in un’indagine intensa, cupa e sorprendentemente umana.

 

 

Negli ultimi anni le serie investigative si sono moltiplicate a dismisura, spuntando come funghi in ogni catalogo streaming e televisivo; purtroppo non sempre riescono davvero a colpire nel segno, a smuovere qualcosa nello spettatore, ad andare oltre il classico schema “delitto-indagine-soluzione”. Dept. Q – Sezione Casi Irrisolti ci prova, e ci riesce riprendendo un filone già esplorato anni fa da una serie come Cold Case – Delitti Irrisolti, con l’idea di scavare nei casi dimenticati per restituire giustizia e pace a chi, per troppo tempo, è rimasto in attesa.

La storia si apre con Carl Morck, detective della polizia di Edimburgo, coinvolto in una sparatoria che ha lasciato il suo collega paralizzato e ne ha ucciso un altro. Spostato in un dipartimento marginale, il Dipartimento Q, Morck si ritrova a lavorare su un vecchio caso: la misteriosa scomparsa della procuratrice Merritt Lingard. Insieme a due collaboratori fuori dagli schemi, l’enigmatico Akram Salim e l’instabile ma brillante Rose Dickson, Carl inizia un’indagine che si snoda tra dolore, segreti sepolti e ambiguità morali.

La serie è tratta dai romanzi dello scrittore danese Jussi Adler-Olsen, che nella versione originale sono ambientati a Copenaghen. Qui, però, ci troviamo in una Scozia gotica e malinconica, ed in particolare nella cupa e affascinante Edimburgo; una scelta interessante e inusuale, che differenzia Dept. Q dalle serie criminali ambientate a Londra o in centri metropolitani anonimi. La fotografia valorizza moltissimo i paesaggi urbani e rurali, restituendo un’atmosfera decadente che avvolge ogni episodio; il contrasto tra spazi aperti e interni angusti amplifica il senso di tensione e isolamento.

 

 

Carl Morck, interpretato da Matthew Goode (Watchmen, Match Point, The Good Wife), è un protagonista riuscito: deduttivo, testardo, spesso sarcastico, ma anche pieno di crepe. È un personaggio con cui è facile empatizzare, perché dietro la sua scorza si intravedono fragilità e rimorsi. Accanto a lui, Akram Salim (Alexej Manvelov – Before We Die, Chernobyl, Top Dog) è il partner silenzioso, paziente, metodico. Il suo passato è nebuloso, ma le sue abilità, più da militare che da semplice investigatore, lo rendono fondamentale nei momenti cruciali. Infine, Rose Dickson (Leah Byrne – Casualty, Doctors) aggiunge uno sguardo diverso: più emotivo, più impulsivo, a volte persino più efficace. Il trio funziona incredibilmente bene proprio perché è sbilanciato, umano, complementare.

La struttura narrativa si prende il suo tempo: la prima stagione conta nove episodi, e ruota attorno a un unico caso, esplorato da ogni angolazione. Questo lento approccio potrebbe scoraggiare chi cerca il ritmo adrenalinico delle serie poliziesche più classiche, ma qui il tempo diventa uno strumento per dare profondità, tensione e realismo.
La narrazione alterna l’indagine al racconto delle vite private dei protagonisti, senza mai perdere il filo, mantenendo sempre viva l’attenzione dello spettatore.

 

 

Dal punto di vista registico, Scott Frank (La Regina Degli Scacchi, Logan) dimostra ancora una volta di saper raccontare per immagini. La regia è misurata, elegante, con movimenti lenti e composizioni studiate che restituiscono segreti e evidenziano la solennità del tempo che passa. Le musiche, mai invadenti, accompagnano la storia con toni cupi, malinconici, a tratti ipnotici. Non c’è enfasi, non ci sono sbalzi emotivi forzati: tutto è calibrato per sostenere la tensione sottile che attraversa l’intera stagione.

Dept. Q – Sezione Casi Irrisolti è una serie che punta più sulla profondità che sul colpo di scena. È una di quelle storie che cresce episodio dopo episodio, che si prende lo spazio per far respirare i personaggi e avvolgere lentamente lo spettatore.

La serie ha già ricevuto l’annuncio ufficiale per una seconda stagione, ma non poteva essere altrimenti perché, con dieci romanzi da cui attingere e un’accoglienza decisamente positiva, era davvero difficile pensare che questa storia potesse finire con una sola stagione all’attivo. E poi, diciamolo: con un trio così ben assortito, e un detective come Carl Morck, chi ha davvero voglia di archiviare il caso?

Dept. Q – Sezione Casi Irrisolti, 2025
Voto: 7.5
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