La usanza Presidenziale di annullare la detenzione di alcuni detenuti è uno strumento immorale ed ingiustificato, specialmente in questo periodo storico di alta delinquenza.

Ci sono usanze legate al passato la cui ragion d’essere sono ormai venute meno e dovrebbero essere eliminate una volta per tutte. È ad esempio il caso della grazia concessa da parte del Presidente Della Repubblica ad alcuni detenuti, grazia che spesso giunge in concomitanza con le festività natalizie.
Quest’anno Mattarella ha voluto graziare cinque detenuti, legati a storie e situazioni diverse. Se è comprensibile voler rilasciare chi ha posto fine alla vita della moglie, malata terminale e con la quale ha passato insieme oltre cinquanta anni (anzi questo dovrebbe riaprire il dibattito politico sull’eutanasia), molto meno condivisibile è il voler annullare la residua pena detentiva per chi si è macchiato di reati di droga, di truffe o di sfruttamento di immigrazione clandestina. Lo spacciatore, il truffatore, lo scafista: sono queste le persone ad essere rimesse in libertà dalla decisione del nostro amatissimo (da alcuni) Capo Di Stato.
Il messaggio sottinteso lanciato da Mattarella si unisce all’approccio totalmente pro-delinquenza della legislazione italiana, dove la certezza della pena è stata smantellata da vent’anni di gestione del potere da parte della sinistra italiana. È una gestione che rasenta la connivenza con la criminalità (o ci sfocia?), e della quale il governo in carica di centro-destra sta colpevolmente ignorando gli effetti sociali.
Ancora una volta, i cittadini onesti rispettosi della legge e del prossimo non possono non chiedersi perchè i favori (e i favoritismi) arrivino sempre a vantaggio di chi delinque, di chi non segue le regole e di chi è pronto ad abusare del prossimo per i propri vantaggi personali; e perchè chi è costretto a subire rapine ed aggressioni, reagisce magari in malo modo sia poi costretto a dover risarcire i malviventi.
Si tratta di follie tutte italiane che non hanno analogie con gli altri Paesi democratici ed occidentali; e che dovrebbero essere una volta per tutte trovare la fine, in un contesto di ripristino della legalità e del contrasto senza mezze misure della microcriminalità.
Mattarella è già alla promulgazione del ventisettesimo provvedimento di grazia da quanto è diventato Presidente Della Repubblica, e molti di questi provvedimenti non sono legati a situazioni dove il buon senso e la comprensione rimettono in linea le decisioni di una Giustizia non sempre all’altezza. Ma forse Mattarella non fa parte del mondo reale, quello vissuto da tutti noi nel quotidiano delle strade delle città italiane: come molti politici italiani, forse Mattarella vive in una bolla di vetro realizzata da chi ha interessi economici e politici che puntano proprio a vedere un’Italia ridotta in questa maniera, dove uscire di casa è spesso un pericolo anche di giorno. Un’Italia dove chi segue le leggi ha tutto da perdere, e chi fa il proprio comodo ha solo vantaggi.
Caro Mattarella, se proprio vuoi concedere una grazia, perchè non lo fai a favore di chi spara ai ladri per difendere i propri familiari, i propri beni, i propri posti di lavoro? O a quegli operatori delle Forze Dell’Ordine condannati per aver usato metodi non montessoriani nei confronti di criminali e venditori di morte? Perchè rimetti in libertà dei criminali e non muovi un dito a favore di chi cittadino, non ha intenzione di piegare la testa ai malviventi o a chi mette a rischio la propria vita per difendere la legalità?









