Macabre: prime impressioni

Un gioco che oggettivamente riesce a mettere ansia ma che risulta al contempo parecchio grezzo; riuscirà Macabre a raffinarsi durante il periodo in early access?

 

 

Ci sono giochi che hanno chiaramente una propria anima ed altri che invece sembrano semplicemente ispirarsi al filone più in voga. Macabre è un extraction shooter cooperativo che parrebbe, al momento, pendere purtroppo più verso la seconda opzione che la prima.
Lo scopo di Macabre è quello di completare delle missioni che ci chiedono di raccogliere anomalie ed esplorare determinate aree per poi raggiungere un portale di estrazione. Completare le missioni permette di avanzare lungo un percorso temporale con missioni che dovrebbero portarci alla salvezza finale, ma soprattutto mangenere gli oggetti utili al miglioramento del nostro equipaggiamento: sul pianeta si aggirano mostri spietati, e una tagliola messa in un punto strategico può salvarci la pelle.

 

 

Macabre sembra essere arrivato in early access un po’ troppo presto: sono diversi gli aspetti che non convincono, talvolta anche in modo importante.
Ovviamente il primo impatto si ha con la grafica, la cui qualità varia molto da elemento a elemento anche al massimo delle impostazioni. Lo stile utilizzato ricorda molto giochi ormai datati come Will To Live Online e Mist Survival, che però hanno alle spalle anni di sviluppo (più o meno rapido) e dei gameplay che permettono alla grafica di passare in secondo piano.

Se poi è comprensibile, ma non un buon segno, che un titolo appena arrivato in early access possa avere qualche inciampo tecnico (a volte si compenetrano i solidi e si spunta con lo sguardo attraverso i muri), meno si giustifica il fatto che non ci sia uno straccio di spiegazione su come utilizzare gli oggetti utili alla missione al di là della pistola in grado di catturare le anomalie. Si capisce solo giocando che alcuni possono essere venduti perché (forse) non hanno altra utilità, ma anche gli espedienti chiaramente realizzati per aiutarci non sono facilmente utilizzabili (ancora non siamo riusciti a capire come funziona il rilevatore di posizione, tanto per dirne uno).

 

 

Il gameplay poi è piuttosto basilare, e ci vede semplicemente esplorare, scoprire\raccogliere e poi estrarre in un ciclo ripetitivo senza la presenza di una vera trama che dia un senso alle nostre azioni o la motivazione a proseguire missione dopo missione. Il mondo e le locazioni sono sempre simili a sé stesse, il pericolo é sempre lo stesso, e oggettivamente una delle poche motivazioni per giocare è quello di affrontare la sfida in compagnia; un po’ poco, viste le alternative in circolazione.

Al tempo stesso però Macabre presenta caratteristiche che sono oggettivamente molto positive: oltre all’apprezzabile possibilità di rimappare l’interezza dei tasti, cosa purtroppo non scontata nel panorama dei giochi indie, il titolo di WeForge Studio ha la indubbia capacità di spaventare chi gioca grazie al buio pervasivo presente sul pianeta, alla fitta vegetazione che blocca la visuale e ai ringhi e ruggiti dei mostri che si aggirano non visti attorno a noi. Si tratta di un elemento di sicuro valore, e che da solo riesce in qualche modo a coinvolgere e incentivare il giocatore a continuare a immergersi nel mondo di gioco; e se i mostri sono il più delle volte letali già al primo colpo, la tensione che cresce è un punto a favore. Certo, ad esempio sarebbe bello sapere se nascondersi in un cespuglio ci permetta effettivamente di non esser visti o se i mostri sono in grado di notare la luce ultravioletta prodotta dalla pistola attira-anomalie; e queste carenze informative (esattamente sul come usare o a cosa servano gli oggetti che potremmo incontrare) impattano oggettivamente sull’esperienza di gioco.

 

 

Sicuramente occorre lasciare a Macabre il tempo di maturare; il rischio che Macabre faccia la stessa fine di tanti altri titoli che analogamente sono arrivati sul mercato troppo presto è però presente. Considerando che anche giochi come Marauders, che aveva alle spalle un distributore forte, non sempre riescono a vedere completato il progetto, e che la concorrenza è forte, sia per chi cerchi un’esperienza hardcore che una molto casual, c’è da chiedersi se Macabre (come speriamo) possa ribaltare i suoi punti deboli prima del rilascio della versione 1.0.

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