L’unica nota positiva di un polpettone è che, per quanto indigesto, prima o poi scenderà giù e potrete espellerlo dal vostro corpo. Come questo film.

Il film di Nancy Meyers, una che ci aveva regalato Tutto Può Succedere, ha tanti buoni propositi in agenda, un cast ottimo e una buona fotografia, ma la sua realizzazione è semplicemente pessima. Peccato, perché se decidi di usare il linguaggio della commedia per raccontare il mondo del lavoro visto dal punto di vista di una donna di successo, hai ottime premesse ottime; e se a questo tema aggiungi quello degli anziani che si sentono inutili una volta andati in pensione, puoi anche rischiare di fare centro. Un rischio che, però, è andato decisamente a vuoto: nonostante le intenzioni artistiche ci fossero tutte, infatti, quel che si vede nei 128 minuti della pellicola è disastroso.
E pensare che i ruoli dei protagonisti sono stati affidati a due fuoriclasse come Robert De Niro (adorabile in Ronin) e Anne Hathaway (spettacolare in Modern Love) che, effettivamente, la loro parte la fanno. Non ci sono sbavature nella recitazione e la presenza della coppia in scena è sempre perfettamente dosata. Quello che davvero rende inguardabile il film, però, è la trama! Jules Ostin è un’imprenditrice che non sa a chi dare i resti: non ha tempo per sua figlia e suo marito, ed ha un pessimo rapporto con la madre. Una figura stile Miranda Priestly? Assolutamente no, perché nel caos assoluto in cui vive (irritante anche dal salotto di casa vostra) riesce ad essere affettuosa con tutti i suoi dipendenti e premurosa col marito-mammo (cosa ancora più irritante). Ben Wittaker, invece, è un nonnetto sprint che vede il bicchiere sempre mezzo pieno. Risponde ad un annuncio per stagisti senior e si ributta senza timore nel mondo del lavoro per passare il tempo e imparare cose nuove. Una figura stile Jerry Maguire? Anche in questo caso assolutamente no, perché l’attore italo-americano interpreta piuttosto la versione anziana di Pollyanna: buonissimo con tutti, correttissimo con tutti, sorridentissimo con tutti… San Francesco d’Assisi in confronto è uno della band di Marilyn Manson! Tutto finto come una banconota da sei euro.

E così, mentre il cattivissimo mondo del lavoro popolato da cattivissimi maschi etero cerca di rubare alla povera e fragile donna la geniale idea (è tipo Zalando o Shein ma noi tutti fingeremmo che si tratta di un’intuizione geniale), il piccolo aiutante di Babbo Natale dispensa abbracci, consigli oculati e soluzioni pratiche ad ogni problema. E’ praticamente la summa di quello che le donne dicono mancare del tutto agli uomini ma con la preziosa aggiunta che De Niro è del tutto privo di senso critico: con la sua capa non mette mai in discussione il fatto che forse il marito non ha voglia di fare sesso perché lei si presenta a casa quando lui già dorme né che la figlia non è poi così tanto felice che la madre non si ricordi quando ha la recita o la gita. Non discute sul fatto che sul lavoro fa dei casini enormi ed è terribilmente disordinata ma, piuttosto, pensa lui a mettere tutto a posto. In sintesi, Lo Stagista Inaspettato è il sogno sfrenato del gentil sesso: uno zerbino pronto a darti ragione sempre ma abbastanza solido da toglierti le castagne dal fuoco quando tu stessa ce le metti. E lo dimostra il finale del film, che ovviamente non spoileriamo ma che sappiamo già toccherà i nervi di non pochi spettatori.

Per rendere ben solido il votaccio di questo titolo, non tralasciamo, infine, la scrittura e messa in scena dei personaggi minori che sono così tanto macchiettistici da sembrare presi dei cinepanettoni dei Vanzina. René Russo è Valeria Marini la dea del piacere, Adam DeVine è Paolo Ruffini il ragazzo dolce e goffo e Zack Pearlman è Lillo lo svitato.
Va bene incassare soldi e girare sempre nuovi film, ma Robert De Niro e Anne Hathaway potrebbero e dovrebbero fare di meglio. Tra i dialoghi smelensi del copione e la pochezza dell’introspezione hanno seriamente rischiato di finire nudi in una doccia ad urlare “Bestia che roba” o “Uè cipollino” mentre di sottofondo suona un Last Christmas degli Wham.









