My Hero Academia – Stagione 1

I supereroi, che sono una tematica principalmente occidentale, sbarcano nel mondo degli anime giapponesi e promettono già di fare un gran clamore.

 

 

My Hero Academia lancia un ponte tra due culture: quella del Sol Levante, dedita al perfezionamento tramite la sofferenza, e quella americana dei supereroi che inseguono il bene supremo. Ovviamente questa fusione di idee non è la prima che sia mai stata intavolata tra occidente ed oriente, ma credo che questo lavoro sia una di quelle meglio riuscite in quest’ambito.

L’umanità si sta lentamente evolvendo, un po’ come è raccontato dalla Marvel con i Mutanti nella saga degli X-Men; in My Hero Academia vengono al mondo persone dotate di “quirk”, un talento, estremamente vario e personale, che le contraddistingue dal resto del mondo. Possiamo quindi trovare persone con una forza erculea, oppure individui capaci di crescere fino a diventare dei giganti; ragazzi in grado di corre alla velocità di automobili e ragazze capaci di annullare la gravità toccando semplicemente gli oggetti… Insomma, un miscuglio di tutto quello che può venire in mente ad un fumettista americano con l’aggiunta della fantasia giapponese.

 

 

Izuku Midoriya è un ragazzo che non possiede alcun “quirk”, ma vuole a tutti i costi diventare un supereroe. Studia tantissimo i supereroi, appuntando pro e contro delle loro caratteristiche e registrando ogni battaglia ed ogni situazione in cui si presentano per prestare il loro aiuto. In particolare, Midoriya è totalmente affascinato e conquistato dall’eroe numero uno di tutto il mondo che si chiama All Might. Il supereroe più forte è un tipo particolare, che affronta sempre tutto e tutti con il sorriso sulle labbra. Proprio questa caratteristica rimane molto impressa in Midoriya che comincia a vivere pensando sempre a cosa avrebbe fatto il suo idolo nelle situazioni più disparate.

Un giorno Midoriya si trova nei guai: un cattivo dotato di “quirk” lo prende come ostaggio per sfuggire agli inseguitori; per fortuna giunge All Might a salvarlo. Dopo un breve scontro, l’eroe e il giovane ragazzo hanno uno scambio di battute che rimane molto impresso al biondo e sorridente campione della giustizia il quale decide di regalare una speranza al ragazzo. All Might svela un segreto a Midoriya: i suoi poteri possono essere concessi ad un’altra persona. Il ragazzo non crede alle sue orecchie, il suo sogno di diventare un eroe, anzi l’eroe numero 1 del mondo può diventare realtà. Come potete ben immaginare il nostro giovane protagonista accetta felicemente di sottoporsi a qualsiasi allentamento e qualsiasi prova che il biondo e muscoloso supereroe gli metterà di fronte.

All Might tempra il corpo del giovane Midoriya a sostenere l’immenso peso del potere che sta per donargli e lo invita ad entrare nella famosa Hero Academia, la scuola che forgia i futuri migliori supereroi del mondo. Ovviamente Midoriya non potrà usare a pieno tutto il potere di All Might, perché non è in grado di controllarlo, e questo causerà al nostro giovane protagonista non pochi problemi. La Hero Academia è piena di talenti che vogliono fortemente mettersi in mostra e quindi potete stare tranquilli che ci sarà un bel po’ di competizione tra eroi nei vari esami a cui tutti si dovranno sottoporre. Qualcuno potrebbe chiedersi: ma se ci sono i supereroi ci sono anche i supercriminali? Certo che sì! Anzi, la cosa bella è che la parte “cattiva” risulta essere molto influenzata dalla cultura giapponese; quindi preparatevi ad ammirare gruppi di malvagi che assomigliano alla Yakuza, ovvero famiglie di malavitosi giapponesi che hanno un onore ed un rispetto delle loro regole molto radicato ed accentuato, ma sono al contempo molto crudeli e pericolose.

 

 

La parte grafica ha uno stile particolare che sicuramente richiama quello giapponese, ma prova anche ad introdurre delle caratterizzazioni che strizzano l’occhio all’occidente, in particolar modo nella rappresentazione del nostro mitico supereroe numero uno.

La storia è indubbiamente godibile, anche se ogni tanto entra forse troppo in risvolti tecnici per poter spiegare alcuni “quirk”, e sicuramente diviene ostica quando prova ad introdurre tipici giochi di parole che tradotti non rendono. Per il resto c’è molto lavoro nella caratterizzazione dei personaggi principali, ma anche di quelli di contorno.

Preparatevi a nuove ed interessanti avventure perché ce ne saranno di belle da vedere.

 

My Hero Academia – Stagione 1
Voto: 6.5