Perchè i moderati devono combattere la battaglia del senso civico

Lasciare campo libero a modi di fare sbagliati e violenti ci sta portando verso una società invivibile; cosa stiamo facendo come singoli per porre rimedio?

 

 

Gli eventi delle ultime settimane sono significativi della realtà politica e sociale italiana. Da una parte abbiamo dei violenti che orbitano nel campo dei centri sociali, dell’islamismo e dei movimenti radicali di sinistra che agitano le piazze, come fossimo negli anni ’70; dall’altro il Paese reale, che in una settimana ha dato due sonore scoppole a chi sbraita sguaiatamente e mette a ferro e fuoco le città, bocciando sonoramente la relativa parte politica nelle elezioni amministrative regionali di Marche e Calabria.

Questo voto politico non deve però tranquillizzare chi pensa che il problema delle agitazioni di piazza sia qualcosa di intollerabile ma tutto sommato controllabile: in primo luogo, perchè l’aspetto meramente politico vedrà probabilmente un bilanciamento nelle prossime elezioni regionali di Veneto, Toscana, Puglia e Campania; ed in secondo luogo, e qui la cosa si fa molto più preoccupante, perchè i tanti manifestanti senza caschi, bastoni e sassi nelle mani che hanno occupato strade, stazioni e luoghi pubblici, sembrano non capire (o non voler capire) che non tutto è permesso, e che non basta credere di essere nel giusto (vero o falso che sia) e non alzare le mani per concedersi la libertà di superare il limite sia delle leggi e che del rispetto del prossimo.
È in questo secondo punto che si gioca la partita sul futuro della nostra nazione: l’evidente mancanza di senso civico e di rispetto delle leggi, per non parlare del dialogo, in una larga fetta di popolazione. Ed è un punto strettamente sociale, e non politico.

Gli atteggiamenti eccessivi, pretestuosi, prevaricatori, assolutisti o violenti che ci circondano quotidianamente, che si tratti di eventi socio-politici, di bombardamento mediatico o di vita di tutti i giorni sono figli di una cultura figlia della distruzione sistematica del concetto di rispetto del prossimo, delle idee altrui e delle norme di vivere comune, oltre che del disprezzo delle leggi e di chi le deve far rispettare e la consapevolezza di rimanere impuniti se si commette un abuso.
Il clima sociale italiano (e, più in generale, dell’intero occidente) è avvelenato sia da una politica che almeno da un lato alimenta falsità, ipocrisie e tensione sociale, sia da atteggiamenti menefreghisti, egocentrici se non addirittura malavitosi messi in atto da chi vive secondo canoni antisociali.
Ma in quanti contrastano attivamente questo andamento decadente della nostra società?

 

 

La cultura dello sdegno adottata dalla maggioranza degli italiani non è sufficiente. Il semplice non prestare ascolto o peggio il voltarsi dall’altra parte non basta: sebbene noi si possa avere gli elementi per valutare come falsa un’informazione o dannoso un gesto, il non contrastare questi atteggiamenti significa permettere agli stessi di continuare a strisciare subdolamente, raggiungendo chi magari è più facilmente influenzabile per mancanza di nozioni, di capacità critica o per semplice abitudine a lasciarsi trasportare dal messaggio del momento.

Occorre tornare alle basi dell’educazione e del senso civico, anche nel proprio piccolo: facendo notare a chi getta una carta o una sigaretta in terra che la cosa non deve essere fatta; che la fila non si salta, e ci si mette in coda come gli altri; che non si parcheggia sul posto dei disabili, nemmeno per 5 minuti; che si lascia la sedia agli anziani, se non abbiamo problemi di deambulazione.
È dalle piccole cose che occorre ripartire, ed è sui giovani che questi insegnamenti vanno soprattutto indirizzati; sono infatti le nuove generazioni quelle più facilmente influenzabili dagli atteggiamenti antisociali tanto diffusi, dei quali solo i più ingenui sembrano stupirsi. Sono i giovani il futuro della nostra società; dobbiamo trasmettere i giusti insegnamenti, quelli del ragionamento, dell’approfondimento e del dialogo, ma anche quello del coraggio di opporsi a chi si appropria di false verità e di chi sfrutta la paura del singolo per comportarsi in modo illecito.

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