Riv4li: la recensione

Quanta onestà in questa serie per giovanissimi, che nasconde il suo voto di recensione già nel fastidioso gergo del titolo.

 

Riv4li recensione

 

Quattro è quanto vale questo titolo creato da Simona Ercolani e diretto da Alessandro Celli, e non solo perché qualche attempato produttore ha pensato bene di sentirsi giovane sostituendo la lettera A del titolo con un numero (cosa che di per sé sarebbe sufficiente per la crocifissione in sala mensa). Nato come costola di Di4ri (per favore non infierite) e presentato in pompa magna al Giffoni Film Festival, questo polpettone difficilmente digeribile vorrebbe diventare lo Skam dei pre-adolescenti e invece è solo un’occasione persa per dirottare denaro su qualche altra produzione più assennata.

La trama scorre in modo a dir poco allucinante. Terry (al secolo Kartika Malavasi) è una tredicenne che si trasferisce da Roma a Pisa e che, in una manciata di giorni, diventa il centro della sua classe, della sua scuola e della città stessa. E pensare che noi abbiamo impiegato otto anni tra elementari e medie solo per farci rivolgere la parola dal compagno di banco! Ma non è tutto.
La ragazzona dai lunghi ricci castani instaura anche un rapporto di amore-odio con Claudio (un irriconoscibile Samuele Carrino che invece avevamo amato ne Il Ragazzo Dai Pantaloni Rosa) e con il suo gruppo degli “insider” dando vita ad un’opposizione serrata con la nuova fazione denominata “outsider”. In buona sostanza fa più lei nei 14 episodi della serie che la Schlein da quando Giorgiona nazionale l’ha asfaltata alle elezioni.

Tutta la narrazione è un conto alla rovescia del ritorno nella capitale della protagonista che, giorno dopo giorno, invece e con “somma” sorpresa, nella provincia italiana alla fine si trova bene. Il tutto condito da luoghi comuni su luoghi comuni circa il mondo delle medie. Tutti gli studenti hanno una band con relativa sala prove (come no?) e tutti eccellono in qualche sport. Le leggiadre femminucce piroettano con talento nelle gare di ginnastica artistica mentre i giovani virgulti scrivono pagine di calcio italiano su campi da calcetto decadenti. Non poteva mancare, però, il politicamente corretto e così, in questa divisione manicheista, si inserisce la figura trasversale di Marzia (la meno peggio del cast: Melissa Di Pasca), che gioca a pallone con i compagni ma solo perché è gay e ama una ragazza del liceo. Tutto qui?

 

Riv4li recensione

 

Ma no, dai. I professori sono cattivissimi, disinteressati alle nuove generazioni e anche un po’ squallidini. I genitori lavorano, lavorano e lavorano e quelli che a casa ci stanno (ma tipo dieci minuti) sono poveri in canna e depressi. Pisa è New York, ma più figa. Roma è Casal Palocco, ma nella sua versione più tristemente ottantina. I colpi di scena non arrivano mai e cellulari e messaggini sono sullo schermo ogni due minuti. Eppure non è questo a rendere Riv4li il disastro che è.

A far perdere del tutto le staffe è il fatto che gli attori si girino costantemente in camera per dialogare con lo spettatore. Davvero! Nel 2025! Si girano e chiedono consigli… a noi… ma lasciateci in pace a morire di noia!

In conclusione, se simbolicamente la scuola dei protagonisti è divisa da un muro che crea lo sdegno, simbolicamente quel muro noi suggeriamo di metterlo intorno a chiunque abbia intenzione di proseguire questa emerita boiata. I ragazzi sono meglio di così… ce lo insegna Diario Di Una Schiappa.

 

Riv4li, 2025
Voto: 4
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