Nova Antartica: una avventura polare… ghiacciata?

Abbiamo avuto modo di valutare una versione preview del gioco di RexLabo, ed il gelo che pervade lo schermo è arrivato fino al nostro cuore.

 

 

Una delle prime regole di quando si testa un videogioco in preview è quella di tener conto dello stato di sviluppo, del tipo di produzione alle sue spalle, del gameplay e di quale messaggio il gioco voglia eventualmente trasmettere; infine mediare le sensazioni e aspettare una versione più completa prima di dare una valutazione. In certi casi però i difetti sono evidenti, ed anche se daremo sicuramente a Nova Antartica un’ulteriore sguardo, più avanti, è difficile non puntualizzare cosa non va nel titolo in via di realizzazione.

Nova Antartica è un gioco che punta su esplorazione ed azione, ma dove il rischio è quello di venire soverchiati da meccaniche discutibili e da una difficoltà al momento non delle più abbordabili. Impersoniamo un ragazzo che, in un mondo post-apocalittico, vuole raggiungere il Polo Sud: lì sembra esserci un Eden dove trovare salvezza. Il problema è che il viaggio è dir poco arduo, e non solo per le difficoltà previste da RexLabo.

 

 

Dal punto di vista del gameplay, Nova Antartica sembra prendere qua e là pezzi da giochi di altro genere, mischiando elementi di crafting, di esplorazione e di survival senza che, al momento, questi si amalghino eccessivamente bene. Il gioco ci mette costantemente sotto pressione, con una tuta che esaurisce l’energia nemmeno fosse una Tesla con le bobine rotte e con un “vigore” (la barra di energia) che si svuota ad un ritmo eccessivo. In Nova Antartica ci viene chiesto di esplorare e raccogliere la maggior quantità di risorse possibile, ma al tempo stesso il costante drastico calo delle nostre condizioni sembra pretendere che si vada diritti al bersaglio, senza deviare dal percorso ottimale.

 

 

A questo si somma un’interfaccia che al momento è tutt’altro che funzionale e comoda; pur tralasciando il fatto che i tasti ancora non sono rimappabili (eppure nel 2025 dovrebbe essere uno dei fondamenti iniziali di ogni gioco rilasciato anche solo in preview), lo stesso non possiamo fare con un sistema di crafting confusionario, scomodo, che spesso richiede più passaggi e cambi di tasto per selezionare, costruire e utilizzare gli oggetti a disposizione. Nova Antartica utilizza uno schema tutto suo e decisamente contorto, che non prevede nemmeno la possibilità di costruire lo stesso oggetto più volte senza uscire dalla schermata; insomma, la parte di crafting sembra essere stata progettata con l’idea di punire il giocatore.

 

 

Non va molto meglio con le schermate di intermezzo: lente, noiose, poco chiare in diversi frangenti. Quelle che abbiamo visionato ci hanno tutte invogliato a farsi saltare a pié pari; cosa che non abbiamo fatto esclusivamente per spirito di servizio, ma che per essere visionate hanno richiesto tutta la Santa Pazienza che un recensore può avere in corpo.

Va meglio sicuramente la parte legata al girovagare sul Polo; anche se il mondo di Nova Antartica non fa gridare al miracolo né per gli scenari né per i dettagli, per lo meno il titolo di RexLabo lascia un minimo di margine al giocatore nel cercare la strada giusta per superare il livello.

 

 

 

Ho parlato di livello? Si, esattamente. Nova Antartica non è un open world e, sebbene le successive mappe di gioco lascino intravedere una zona esplorabile, in realtà i punti di interesse ci sono ma spesso sono meno ricchi e interessanti di quel che inizialmente ci si aspetterebbe. Il concetto è: raccogli, accumula e passa oltre anche quando il gioco ci confonde con la possibilità di costruire piccole basi per aiutarci nell’esplorazione dei dintorni.

In realtà Nova Antartica ha degli spunti interessanti se lo prendiamo come avventura d’azione, a partire dal doversela cavare in un ambiente ostile (non solo freddo, energia e vigore: radiazioni e virus si aggiungono alle minacce. Mancano solo gli alieni di Mars Attacks! e siamo al completo), passando per una storia di fondo che ci accompagna rendendo più interessante la nostra permanenza in gioco.
Però c’è davvero tanto da dover fare: se la filosofia del gioco vuole essere quella di rendere pressante e quasi frenetico il gameplay, che almeno si renda la vita facile al giocatore nei comandi e si rendano meno pretestuose certe minacce e la continua lotta per trovare risorse. Alla fine lo scopo dovrebbe essere divertirsi, non stressarsi.

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