Only Murders In The Building – Stagione 5: la recensione

La quinta stagione di Only Murders In The Building inciampa in una serie di scelte discutibili con una storia che sorprende per gli eccessi.

 

 

La quinta stagione di Only Murders In The Building rappresenta il primo vero passo falso per una serie che da anni raccoglie consensi unanimi da critica e pubblico; una parziale battuta d’arresto che sorprende, soprattutto considerando la solidità delle stagioni precedenti. Sorge così una domanda spontanea: cosa non ha funzionato? Una possibile risposta risiede in una somma di piccole scelte sbagliate che trasformano una commedia investigativa leggera e brillante in un racconto che tenta di divertire attraverso esagerazioni non sempre necessarie.

La trama parte dalla morte improvvisa del portiere dell’Arconia, figura storica del palazzo e presenza tanto silenziosa quanto indispensabile nella quotidianità dei condomini; un evento che porta Charles-Haden Savage, Oliver Putnam e Mabel Mora a indagare su un intreccio che si presenta da subito complesso. Le loro ricerche li conducono alla scoperta di un casinò segreto gestito da una famiglia mafiosa, nascosto nelle profondità dello stabile; un contesto che apre la porta a una stagione promettente, ricca di tensione e colpi di scena.

 

 

Il trio dei protagonisti di Only Murders In The Building, interpretato da Steve Martin, Martin Short e Selena Gomez, continua a dimostrare solidità, grazie a dinamiche consolidate e a una chimica ormai iconica; le interpretazioni rimangono per lunghi tratti all’altezza del passato. La sceneggiatura, però, finisce per inglobare anche loro in un vortice di scelte grottesche. Un esempio lampante si trova in prossimità del finale di stagione, quando Charles è costretto a scivolare lungo un palo e si ritrova a scegliere se farlo come un pompiere o come una spogliarellista; la scena propende per la seconda opzione, generando un momento che risulta eccessivo, forzato e totalmente scollegato dal frangente concitato. Una trovata pensata per strappare una risata che non arriva; un segnale evidente della difficoltà nel mantenere quel tipo di comicità elegante e contenuta che aveva caratterizzato le prime stagioni.

La tendenza all’esagerazione si estende anche ai nuovi personaggi interpretati da Renée Zellweger (Chicago, Ritorno A Cold Mountain, Il Diario Di Bridget Jones), Christoph Waltz (Bastardi Senza Gloria, Django Unchained, Alita – Angelo Della Battaglia, Carnage) e da Logan Lerman (Noi Siamo Infinito, Fury, Hunters); tre figure che incarnano miliardari eccentrici, immersi in una spirale di capricci e competizioni. Il loro coinvolgimento nell’indagine per omicidio e nei loschi traffici del casinò illegale si mescola a situazioni che spaziano in modo disordinato fra mafia, robot, ornitologia e app per appuntamenti, come se ogni idea bizzarra dovesse essere assolutamente utilizzata per sorprendere anche senza una buona giustificazione alle spalle. Questo calderone di trovate sopra le righe finisce per indebolire l’atmosfera anziché arricchirla; un’occasione sprecata, soprattutto considerando il potenziale di un intreccio criminale radicato nell’Arconia.

 

 

Una miscela così densa di spunti, invece di generare complessità e tensione, crea l’effetto opposto e appiattisce la storia, riducendola a una sequenza di eccessi che non raggiungono l’obiettivo preposto. Il caso centrale, pur muovendosi fra qualche pista falsa, rimane prevedibile al punto da risultare quasi banale; la costruzione del mistero non riesce mai a insinuare il dubbio, a capovolgere le aspettative, a rendere davvero coinvolgente il percorso investigativo. Trame fiacche, personaggi caricaturali e un’indagine priva di mordente gettano più di un’ombra sul futuro della serie; il sospetto che la vena creativa si sia assottigliata purtroppo aleggia per tutta la durata della stagione.

Il finale della quinta stagione di Only Murders In The Building anticipa una possibile indagine con un chiaro coinvolgimento nel vecchio continente, ma non riesce a cancellare le perplessità accumulate. Questa è una serie che ha mostrato di saper giocare con ironia e mistero e che merita di tornare presto ai livelli del passato, lontano da eccessi che rischiano di offuscarne l’identità.

 

Only Murders In The Building – Stagione 5, 2025
Voto: 5
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