Prime impressioni: The End Of History

Il gioco di ruolo d’azione da poco rilasciato in early access rivela tutte le sue asperità, ma offre anche interessanti intuizioni da sviluppare.

 

 

Ci sono videogiochi che arrivano al debutto in ottima forma, ed altri che invece arrancano e necessitano di parecchia cura prima di essere davvero divertenti. The End Of History si piazza più o meno a metà strada, mostrando elementi interessanti ma anche tanti punti decisamente rivedibili.

Il titolo ad opera degli sviluppatori orientali di Tatamibeya si ispira chiaramente all’oramai anzianotto Mount & Blade, ma del capolavoro di TaleWorlds Entertainment The End Of History riesce a riproporre solo l’approccio visivo e lo stile di gioco. In The End Of History assumiamo i panni di un prescelto che deve, partendo da umile viaggiatore, riuscire a salvare il mondo dalla decadenza attraverso le sue azioni.

 

 

The End Of History promette parecchia libertà, ed effettivamente questa è presente. Al giocatore vengono concessi gli strumenti per raggiungere lo scopo finale attraverso diversi stili di gioco, che sia quello delle armi o della diplomazia; e nel percorso che ci vuole portare alla realizzazione del nostro obiettivo avremo modo di interfacciarci con nobili, fazioni con sottogruppi, cittadini e briganti, oltre che accettare incarichi e commerciare beni da una città all’altra. Insomma, da questo punto di vista le attinenze con Mount & Blade sono davvero tante e risaltano subito all’occhio.

L’immancabile fase di combattimento invece è gestita con una visuale isometrica molto simile a quella dell’esplorazione del mondo, e utilizza un approccio analogo a tanti giochi recenti in cui possiamo “agganciare” un nemico per permettere al nostro personaggio di tenerlo sempre sotto mira durante i nostri spostamenti e le nostre schivate.

 

 

Allo stato attuale, The End Of History soffre degli stessi problemi sia nella fase di spostamento nel mondo che in quella di combattimento: il gioco si rivela lento e farraginoso, e la gestione dei movimenti non convince pienamente. Spostarsi da un centro abitato all’altro si rivela un’attività tediosa per via della nostra bassa velocità e della mancanza di punti di interesse o di NPC con cui interagire lungo il viaggio. In più i combattimenti sembrano avere poca profondità sia nel modo in cui è strutturato lo scontro vero e proprio che per il legame centrale al nostro personaggio e ai comandanti nemici: se abbattuti, l’esercito associato andrà immancabilmente in rotta.
Il titolo è in early access e si può comprendere qualche mancanza, ma la sensazione che la pietanza sia davvero troppo poco cotta è forte: oltre al non spiegare che impatto abbiano i tanti valori e tratti legati ai personaggi e le dinamiche che potremmo instaurare con loro, tutto quello che concerne dialoghi e relazioni con gli altri è grossolano e ripetitivo quasi al limite del noioso.

 

 

Lo stile grafico è quello tipico del mondo medievale occidentale visto dagli orientali, e qui si tratta di gusti. The End Of History si avvale dell’ormai stra-utilizzato approccio di dialogo dove allo scritto si affianca lateralmente l’immagine del personaggio con cui ci interfacciamo. Il testo dei dialoghi è poco raffinato, tanto da risultare talvolta fastidioso per la sua approssimazione: è evidente che per la versione inglese non sia stato utilizzato un traduttore di lingua madre, un problema piuttosto rilevante in un gioco di questo tipo.

 

 

Avvicinarsi oggi a The End Of History richiede una pazienza ed una volontà che non dovrebbero aver ragion d’essere in un videogioco. Manca il divertimento, il sale, il coinvolgimento che spinga a continuare ad esplorare un gioco che, sotto il cofano, ha indubbiamente una storia più che interessante e una gestione dinamica delle fazioni che può veramente lasciare un segno. È tutto nelle mani degli sviluppatori di Tatamibeya: se sapranno rendere il gioco più veloce e chiaro, se cureranno meglio la parte narrativa e se dovessero rendere i combattimenti interessanti, potremmo trovarci di fronte ad un interessantissimo titolo.

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