La nuova patch è parzialmente incompatibile coi precedenti salvataggi, e vista la mancanza di attese aggiunte ci si chiede perchè aver definito completo il gioco.

7 Days To Die è un gioco che si ama e si odia allo stesso tempo. Ne abbiamo parlato non troppo tempo fa, descrivendone pregi e difetti e raccontando quanto tempo e risorse gli sviluppatori di Fun Pimps abbiano gettato al vento in oltre 10 anni di early access non avendo una chiara direzione di sviluppo in mente.
Il gioco è da poco arrivato in versione 1.0, ma con evidenti mancanze: a partire dalla mancanza degli NPC ostili a rendere la vita difficile al giocatore (le pattuglie di banditi erano previste addirittura nella primissima roadmap del 2013), passando per la modalità storia, annunciata in un secondo tempo ma non ancora pronta.
Sembra che l’attenzione degli sviluppatori sia stata esclusivamente rivolta a rinnovare l’aspetto grafico, a portare il gioco sulle console di ultima generazione e ad aggiungere piccoli ritocchi piuttosto che completare quanto promesso e preannunciato da anni.

L’ultima perla è arrivata con il rilascio della patch 1.1, che risolve alcuni problemi legati alla corretta generazione dei POI (i punti di interesse, particolari strutture pre-create che vengono usate nella mappa standard del gioco e nelle partite generate casualmente). Per beneficiare di queste fondamentali correzioni, ai giocatori viene chiesto di ricominciare daccapo una partita; alla faccia del concetto di 1.0, ovvero stabilità e compatibilità, e del prezzo di vendita impostato a circa 45 euro.
Personalmente, dopo aver speso quasi 300 ore su 7 Days To Die fin dai tempi dell’alpha 11, ho smesso di toccare il gioco più di tre anni fa in attesa di qualcosa di definitivo, ma sembra che si debba attendere ancora a lungo. Considerando che nella nuova roadmap i banditi sono previsti per metà 2025 e la modalità storia per la fine dello stesso anno, realisticamente 7 Days To Die potrà dirsi completo non prima di due anni; probabilmente vale la pena aspettare ancora, magari ripiegando su di un più abbordabile e apprezzabile (dal punto di vista dello sviluppo) Project Zomboid.









