Salvare il vero significato del Natale spetta a noi non credenti

Il Natale è un simbolo fondamentale per il mondo occidentale: ad esso sono legati valori, tradizioni ed identità culturali che vanno ben oltre la religione.

 

 

Il Natale è il pilastro del Cristianesimo, il momento centrale della sua fede; ma credere che sia unicamente una festa religiosa è un errore. Infatti se è vero che tutti noi italiani di nascita siamo cresciuti con il presepe, con le canzoni natalizie e i cenoni in famiglia, già da questo traspare come oltre al concetto della natività, legato al mondo cristiano, ci sia molto di più.

Inutile girarci intorno: se siamo nati qui, e lo sono i nostri genitori e probabilmente i nostri nonni, siamo italiani, europei, occidentali; e ci riconosciamo non solo nei valori di cultura, tolleranza e rispetto del prossimo che dovrebbero essere tipici di ogni società civile (ma per alcune frange ideologiche e religiose non è così), ma anche in usanze che ci rendono simili, vicini, che ci accomunano e che ci identificano.

Il voler rimuovere dalle scuole Gesù Bambino, Maria e Giuseppe non è un gesto di inclusione verso gli immigrati, ma di cancellazione del nostro essere, della nostra cultura, del nostro passato; ed il voler sterilizzare dalla vita sociale il Natale, la festività cristiana per eccellenza, è il modo per allontanarci l’uno dall’altro, per privarci di una identità, per rendere occupabile da altro e altri la nostra cultura ed il nostro territorio.

Il Natale non è centrale solo per i cristiani, ma per tutti gli occidentali: è simbolo di unità, di tradizione, di storia e di valori che ci accomunano; ed è per questo che dobbiamo necessariamente tornare a viverne il significato più vero, a imporlo sia sul consumismo sfrenato che vuole trasformare ogni occasione in un evento lucroso, sia (soprattutto) a chi, serpe in seno, nato qui da famiglie europee vuole distruggere dall’interno la nostra cultura e la nostra tradizione.

In un contesto storico in cui una parte degli europei sembrano volersi sottomettere a mondi e a culture che non ci appartengono anche attraverso l’azzeramento delle nostre tradizioni, sta a noi non credenti difendere il vero significato del Natale: quello di ricordare a noi, ai nostri nemici interni e a chi ci osserva da fuori che no, gli europei non stanno morendo e non accettano il folle suicidio di una parte di loro; e che sulla nostra terra, sulla nostra patria, a dettare la legge, la cultura e la tradizione siamo e saremo sempre noi. E se questo si deve riassumere attraverso un crocifisso o un neonato in una culla di paglia, che sia così.

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