Spriggan – Stagione 1: la recensione

E se le antiche civiltà fossero state tecnologicamente avanzate? E se avessero lasciato una pericolosa eredità? L’umanità sarebbe in grado di gestire tutto questo?

 

 

Il nome Spriggan non dovrebbe essere del tutto sconosciuto a chi ha avuto il piacere di leggere il manga edito in Italia nel 1998. Lo Studio David Production riprende le fila del discorso e ci presenta una serie animata di sei episodi da quarantacinque minuti l’uno che raccontano i primi capitoli del prodotto cartaceo.

Cosa sono gli Spriggan? Semplicemente un corpo speciale paramilitare affiliato alla ARCAM Corporation, una società che si adopera per preservare l’incolumità del mondo e sigillare importanti segreti che emergono dal passato. La storia come noi la conosciamo, è solo un parziale racconto di quello che è successo realmente.

Antiche società tecnologicamente avanzate hanno lasciato degli artefatti dall’enorme potere nascosti sul nostro pianeta. Il potere di questi oggetti è così spaventoso da aver portato queste civiltà all’estinzione. Solo chi è capace di leggere dentro le leggende può rintracciare i luoghi in cui sono stati sigillati questi potentissimi artefatti e sfruttarli per qualsiasi scopo. La ARCAM Corporation, con il suo gruppo di Spriggan, si occupa di recuperare questi reperti e di sigillarli per evitare che cadano in mani sbagliate.

 

 

Lo Spriggan Yu Ominae, un liceale con incredibili doti naturali di combattente, è forse il miglior elemento del corpo speciale al servizio dell’ARCAM Corporation ed è il protagonista delle nostre storie. Nei sei episodi messi a disposizione fino ad ora da Netflix possiamo scoprire la vera natura dell’Arca di Noè o andare alla ricerca del Soma, l’elisir di lunga vita che appare nella storia con diversi nomi e in diversi momenti storici. Yu Ominae ci porterà in Giappone a fare la conoscenza del mito del Serpente di Fuoco originario del monte Fuji o ci accompagnerà in nord Europa per scoprire la vera natura del Berserker.

Ogni episodio si concentra su una leggenda più o meno conosciuta tramutandola in una tecnologia fuori dal comprensibile o dall’immaginabile. Ogni storia è praticamente fine a se stessa e per questo godibile senza troppe informazioni pregresse. È anche vero che la natura episodica di questa serie potrebbe far storcere il naso a chi invece è interessato a narrazioni più continue, ma i quarantacinque minuti ad episodio sono probabilmente un giusto compromesso per non appesantire troppo la mente dello spettatore.

 

 

Sotto l’aspetto grafico ci troviamo davanti ad un compromesso che tanto piace alle produzioni giapponesi: un’animazione tradizionale con l’aggiunta di un supporto animato digitale che rende più spettacolare le azioni di combattimento ed i potenziamenti dei vari personaggi. Il connubio può piacere o meno, ma la realizzazione è onestamente gradevole. La grafica e l’animazione tradizionale tentano di avvicinarsi il più possibile ai disegni del manga, cosa più che apprezzabile, anche se il prodotto cartaceo risale all’uscita giapponese del 1989 e quindi lo stile può risultare un po’ datato.

Il tema centrale di tutta l’opera è sempre lo stesso: l’umanità non è pronta a gestire dei poteri che possono cambiare radicalmente il destino dell’uomo. Le forze in campo lottano principalmente per ottenere dei vantaggi e per utilizzare questi artefatti come armi, anche se la natura di molte di queste antichità, se usate nel modo migliore, potrebbe semplicemente portare prosperità e benessere. Incredibilmente, una riflessione fatta nel 1989, risulta essere ancora così vera ed attuale anche nel 2022; questa cosa dovrebbe far pensare e riflettere molto su come noi uomini siamo stati in grado di buttare nel cesso trent’anni.

Non è stata ancora confermata una seconda stagione, ma molti indizi portano a pensare che Netflix continuerà il progetto: il primo è il fatto che i sei episodi rilasciati non coprono tutti gli eventi del manga; in secondo luogo, le anticipazioni contenute nell’ultimo episodio rivelano le immagini del prossimo avversario di Yu Ominae. Vi consiglio Spriggan? Sì, il prodotto è interessante, anche se la sua natura episodica non regala molta continuità.

 

Spriggan – Stagione 1, 2022
Voto: 7
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