Testament: The Order Of High Human – la recensione

Come si fa a realizzare un gioco dove l’azione ed il tempismo è tutto e i comandi sono goffi e non rispondono prontamente?

 

 

Testament: The Order Of High Human è uno di quei progetti che dispiace bocciare. Si, bocciare: il responso lo diamo subito, senza girarci intorno. Il titolo di Fairyship Games è molto ambizioso, denota diverse buone idee, ma sembra fatto per rendere la vita del giocatore un mezzo incubo.
La trama ci vede impersonare un ex-Re reso mortale, messo alle strette dall’oscurità e costretto a liberare il suo mondo dal male in un corpo prono a restare stecchito dagli attacchi dei nemici. Il gioco si cala in un’ambientazione fantasy e unisce azione, stealth, parkour e puzzle con risultati alterni, ma tutto sommato accettabili.

Il gameplay infatti non è male; Testament: The Order of High Human offre infatti qualche margine per avanzare nel gioco in modo anche diametralmente diverso, tanto che non è raro poter evitare uno scontro e nonostante questo proseguire nell’avventura. Esiste un sistema di progressione che ci consente di migliorare le nostre statistiche, acquisire nuove abilità e poter utilizzare nuove combo; ma quest’ultimo punto ci porta sul vero problema del titolo di Fairyship Games.

 

 

Quello dove Testament: The Order Of High Human fallisce clamorosamente è nella risposta ai comandi e nella gestione delle azioni durante i combattimenti o nei momenti dedicati alle abilità di movimento. Il personaggio sembra appesantito da uno zaino di pietre, con una velocità molto bassa anche quando si scatta. Siamo goffi, impacciati, non si capisce mai se arriveremo a destinazione dopo un salto, tanto che si è sempre costretti a premere ripetutamente il tasto dell’arrampicata quando stiamo per atterrare: arriveremo sulla piattaforma, saremo corti e dovremo aggrapparci o cadremo inesorabilmente nel vuoto? Solitamente lo si capisce solo dopo essere (o non essere) arrivati a destinazione.

Durante il combattimento le cose non vanno affatto meglio: non si riesce ad avere una sensazione chiara della profondità raggiungibile dai nostri colpi, così come per il raggio d’azione dei colpi dei nemici; quando proviamo a passare da un’arma all’altra (o alla magia) spesso non succede nulla, come se la pressione del tasto non fosse riconosciuta; e l’impossibilità di regolare il Field Of View comporta una sensazione di schiacciamento riscontrabile soprattutto nelle mischie con molteplici nemici intorno, dei quali perderemo immediatamente conto della posizione. Possiamo menzionare poi il fatto che il colpo caricato ha un tempo massimo di preparazione, passato il quale ci troveremo non solo a non aver scoccato il colpo ma a dover anche ricominciare l’azione d’attacco mentre veniamo fatti a pezzi, e il fatto che è possibile parare un colpo ma solo con un tempismo folle, visto che non c’è possibilità di tener alta la guardia.
Il giocatore si trova sostanzialmente a combattere non tanto con i nemici ma con gli strumenti messici a disposizione da Testament: The Order Of High Human. È tutto piuttosto scomoodo, non intuitivo, e combattere è tedioso proprio per la scomodità di scelte di design e per la realizzazione tecnica.

 

 

È proprio per questo che le fasi migliori di Testament: The Order Of High Human sono quelle legate al parkour; nonostante i problemi sopra menzionati, che rimangono, spesso e volentieri avremo perlomeno il tempo di prepararci all’azione da compiere e a quale combinazione di tasti premere ed in che ordine. E nonostante questo, dover saltare da una piattaforma all’altra è ansiogeno proprio perchè non si capisce di primo acchitto se ce la faremo o meno.

La storia di fondo di Testament: The Order Of High Human è sicuramente originale e interessante; unisce spunti fantasy e fantastici mettendo insieme una trama che avrebbe certamente meritato un miglior supporto ai momenti d’azione. Inoltre il gioco è tutt’altro che breve: tra le 15 e le 30 ore di gioco, a seconda del vostro stile (e della vostra ostinazione nel cercare di padroneggiare il sistema di controllo).

 

 

Che ci sia un lavoro di passione dietro la realizzazione del titolo è indubbio, così come è evidente la mancanza di bug e soluzioni di level-design troppo grossolane; ma questo non basta. Purtroppo il gioco di Fairyship Games non arriva a strappare la sufficienza rendendo la vita inutilmente complicata (e frustrante) la vita al giocatore; e questo considerando anche la mancanza di un salvataggio manuale e che non è affatto evidente quando arriviamo ad un checkpoint.

 

Testament: The Order Of High Human, 2023
Voto: 5.5
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