Tra un delitto improbabile e un’ironia costante, The After-Dinner Mysteries unisce leggerezza e giallo, trasformando ogni indagine in un insolito dopocena.

Non sono molti i racconti investigativi che hanno trovato spazio nel mondo dell’animazione giapponese, anche se Detective Conan ha fatto scuola, dimostrando che il genere può funzionare e conquistare tutti anche in formato anime. Il suo enorme successo ha aperto la porta a nuovi progetti, permettendo a storie più leggere e simpatiche di trovare spazio sul piccolo schermo. The After-Dinner Mysteries rientra in questo filone: una serie tratta dalla trilogia di light novel scritta da Tokuya Higashigawa e illustrata da Yūsuke Nakamura, pubblicata in Giappone tra il 2010 e il 2012, a cui è seguito un sequel concluso nel 2024. Dopo un adattamento manga e una serie live-action, nel 2025 lo studio Madhouse ha portato sullo schermo la prima stagione animata, trasmessa e doppiata anche in Italia.
La storia segue Reiko Hosho, giovane ereditiera di un potente conglomerato che, per motivi non sempre chiarissimi, decide di intraprendere la carriera di detective. Reiko lavora sotto la supervisione dell’ispettore Kyoichiro Kazamatsuri, affrontando casi di ogni genere, dal furto alla frode fino all’omicidio, spesso in contesti eleganti e mondani. Al suo fianco, anche se in un ruolo meno ufficiale, c’è il suo cameriere personale, Kageyama, un uomo dal sarcasmo pungente e dall’acume investigativo straordinario. Ogni episodio ruota attorno a un nuovo caso, con un ritmo che alterna momenti di comicità sopra le righe a soluzioni lampo che arrivano immancabilmente… dopo cena.

Reiko Hosho è un personaggio che sembra divertirsi a prendere in giro l’intero filone giallo. È una detective alle prime armi, poco capace nel suo lavoro, ma determinata a tutti i costi a incarnare quell’eroina da serie televisiva che ha tanto amato da bambina. Insieme a questa passione infantile, la protagonista dichiara anche di voler dimostrare qualcosa alla sua famiglia, anche se in nella prima stagione questo aspetto rimane più accennato che approfondito. La caratterizzazione della giovane Reiko è simpatica e funziona bene nel contesto della serie, pur senza essere particolarmente originale, e la sua ostinazione e il suo entusiasmo compensano le evidenti lacune professionali.
Accanto a lei, l’ispettore Kyoichiro Kazamatsuri è una caricatura vivente. Chiaramente ispirato, per colori e atteggiamento, allo scalcinato Joe Kuruma di Hurricane Polimar, Kazamatsuri è egocentrico, sopra le righe e totalmente incapace: propone soluzioni assurde a ogni caso, trasformando ogni indagine in una pantomima grottesca. È proprio questa vena comica a dare alla serie la sua identità: anche quando il mistero sembra serio, arriva puntuale la gag che smonta la tensione e riporta tutto in un registro leggero e ironico.
Ma il vero motore narrativo è Kageyama. In molti gialli, il cameriere è il sospettato numero uno; qui, invece, è il miglior analista in campo. Educato, impeccabile, capace di leggere la situazione in pochi secondi, Kageyama si prende un’unica libertà: insultare sottilmente, ma talvolta con una schiettezza sorprendente, la sua padrona ogni volta che non riesce a risolvere un caso che per lui è elementare. Lo fa sempre dopo cena, con la calma di chi sa già come andrà a finire. È lui a fornire la chiave di volta per ogni mistero, ma la rapidità delle sue deduzioni, soprattutto nei primi episodi, rischia di togliere un po’ di gusto al processo investigativo.

Sul piano tecnico, The After-Dinner Mysteries non punta a stupire. L’animazione di Madhouse (La Ragazza Che Saltava Nel Tempo, Monster, Hajime No Ippo, Overlord, Ninja Scroll e Wicked City, Frieren – Oltre La Fine Del Viaggio) è pulita e funzionale, con disegni semplici che privilegiano l’espressività dei personaggi e l’impatto comico delle scene rispetto alla dinamicità delle sequenze. Mancano scene d’azione elaborate, e questo gioca a favore della produzione, che si concentra su ambienti curati e una regia classica. Le musiche accompagnano bene le situazioni, con toni leggeri e briosi, ma non si distinguono per memorabilità: sono piacevoli, ma difficilmente resteranno impresse nella mente dello spettatore.
In definitiva, The After-Dinner Mysteries è un giallo anomalo, più interessato a far sorridere che a far trattenere il fiato. Non tutti apprezzeranno l’umorismo costante e l’assenza di veri colpi di scena, ma chi cerca una serie leggera, con personaggi bizzarri e casi da risolvere in un clima scanzonato, troverà in Reiko, Kazamatsuri e Kageyama un trio insolito ma divertente. Non è una serie animata destinata a rivoluzionare il genere, eppure riesce agevolmente a ritagliarsi il suo spazio grazie a un mix di eleganza, ironia e un pizzico di assurdità.









