Active Matter: prime impressioni

Il difficile ma affascinante extraction shooter di Gaijin offre sicuramente buoni spunti, ma lascia perplessi su alcuni fondamentali elementi poco riusciti.

 

 

Quando si parla di extraction shooter, la mente non può non andare a quell’Escape From Tarkov che ha decisamente tracciato una rotta molto netta per chi voglia presentare un nuovo titolo sul mercato. Active Matter sembra aver preso parecchia ispirazione da EFM, soprattutto per quanto riguarda il tasso di mortalità del giocatore.

Una delle caratteristiche del gioco realizzato da Matter Team e distribuito da Gaijin Network è infatti la difficoltà elevata presente nei raid che affronteremo. Non si tratta solo di evitare gli altri giocatori (che in modalità PvPvE possono essere ovviamente letali), ma di saper gestire i nemici e le anomalie presenti in mappa ed in grado di farci a pezzi in pochi secondi anche in modalità PvP.

 

 

In taluni casi, questa difficoltà è ottimamente immersa nella natura di Active Matter: un panorama desolato, tetro e a tratti angosciante si accompagna con anomalie e presenze ostili capaci di farci davvero male, sulla scia del buon vecchio S.T.A.L.K.E.R., che a tutt’oggi continua a imporre la sua influenza.
In altri casi però si ha la sensazione che si sia voluta rendere inutilmente complicata la vita al giocatore. Spesso i nemici sono delle vere spugne per proiettili, in grado di assorbirne davvero tanti prima di essere abbattuti; e quando, come ricorrentemente accade, Active Matter ci lancia contro numerosi nemici allo stesso tempo, cavarsela non è affatto semplice. Quasi ogni incontro può essere letale, con l’aggravante del fatto che spesso i nemici (umani o mutazioni che siano) sono ottimamente mimetizzati e non sono facili da avvistare. Il rumore direzionale aiuta sicuramente, ma tirarsi fuori d’impaccio non è sempre garantito, specialmente quando si incontrano sciami di insetti pressochè imbattibili e con i quali l’unica opzione realmente efficace è la fuga (e che fuga!) o nemici semi-trasparenti, che colpiscono da lontanissimo o che sono talmente rapidi da uscire immediatamente dal nostro cono visivo.

 

 

Ad un primo sguardo sembra insomma mancare un giusto bilanciamento che permetta, specialmente ai neofiti, di riuscire a combinare qualcosa senza essere costantemente schiaffeggiati da un gioco brutale, ma anche scomodo da comprendere nel dettaglio: ci sono troppe informazioni da leggere e capire, ma non c’è tempo a disposizione. Active Matter non sembra tenere particolarmente in considerazione il fatto che i giocatori vanno perlomeno accompagnati in un titolo che offre tante sfaccettature ma poche pause durante la partita (quasi nessuna) e richiede invece tanto tempo per effettuare qualsiasi azione. Cambiare il caricatore, riempire quelli vuoti con le munizioni, curarsi… sono tutte azioni che impiegano una decina di secondi, che in determinati frangenti sono un’eternità (come l’improvviso ed imprevisto arrivo dei già citati e frustranti sciami di insetti).

Ma anche l’interfaccia utente sembra essere stata realizzata apposta per confondere il giocatore. Esiste la possibilità dello spostamento rapido da un contenitore al nostro zaino, ma non è documentata da nessuna parte (e ovviamente la funzione non è rimappabile); le azioni che il nostro personaggio può compiere sono legate a troppi, troppi tasti e la loro riassegnazione avviene con un sistema inutilmente complicato e dai passaggi non necessari (per non menzionare il fatto che non si capisce cosa facciano alcuni comandi fino a che non ci si trova di fronte all’elemento interagibile).
Tornando all’inventario, in partita si hanno pochi istanti per saccheggiare i nemici, ma le informazioni che accompagnano gli oggetti richiederebbero diverso tempo per essere lette e comprese; il problema è il trovarsi costantemente in situazioni insicure, e quindi scegliere ciò che realmente più ci serve va un po’ in secondo piano (contrariamente a quanto accade col comunque frenetico ma più gestibile Gray Zone Warfare.

 

 

Durante i raid arrivano comunicazioni dalla nostra assistente/comandante, che ci informa di avvenimenti ed opportunità che si presentano dinamicamente, ma la mappa di supporto è assolutamente non chiara quando si tratta di capire di cosa stiamo parlando e dove questi eventi stiano avvenendo. Anche arrivare sul luogo indicato potrebbe non essere sufficiente, per capire cosa fare, e talvolta si riprende la strada che avevamo precedentemente intrapreso con tanti dubbi sul cosa ci si aspettava Active Matter da noi.

Perfino la fase preparatoria della missione è confusionaria oltre il fastidioso: non si capisce perchè possiamo intraprendere certe missioni ed altre no, e come sbloccare i prerequisiti per accedervi; e al tempo stesso la quantità di informazioni buttate sul giocatore sono talmente tante da finire per essere ignorate. Insomma, c’è davvero troppa carne al fuoco che non lascia al giocatore la capacità di apprendere ed assimilare.

 

 

Al netto di tutte queste difficoltà piacevoli o molto sgradite, Active Matter propone uno stile di gioco sicuramente apprezzabile. L’ambientazione è assolutamente affascinante, a metà fra i già citati S.T.A.L.K.E.R. ed Escape From Tarkov: sono presenti anomalie, nemici oggettivamente originali e ambienti ampi da affrontare, tenendo poi a mente che il pericolo è sempre dietro l’angolo. La fase esplorativa è certamente soddisfacente, con tantissime locazioni diverse da scoprire ed in cui rovistare materiali. Forse alcune soluzioni tecniche sembrano un pelo rivedibili, come i contorni di contenitori e cadaveri evidenziati in modo semplicistico quando ci avviciniamo a loro (cosa che stona abbastanza platealmente) o gli scontri a fuoco che sembrano mancare di una profondità tattica basilare (il rinculo è praticamente assente, tanto per dirne una).

Ad ogni modo, in Active Matter c’è davvero tanto da poter fare; ed è sicuramente consigliabile giocare in gruppo, in modo da avere maggiori possibilità di concludere i raid e non perdere tutti gli oggetti addosso in quel momento (anche quelli che avevamo nello slot delle armi). Giocando da soli è inizialmente consigliabile prendere in prestito gli oggetti temporanei e gratuiti forniti dal gioco tramite dei loadout temporanei, che non impattano sul nostro scarso arsenale nelle prime fasi di gioco quando inevitabilmente non riusciremo a tornare alla base.

 

 

Nonostante non si avvalga ufficialmente dello status di early access, Active Matter è ben lontano dal potersi definire un videogioco uscito in una versione completa o quasi; e la cosa è peraltro confermata dal fatto che Active Matter è in versione 0.4 e non in 1.0. Averlo distribuito sul mercato come accesso anticipato avrebbe meglio informato sullo stato del gioco, evitando false aspettative.
Ad ogni modo Active Matter è sicuramente un titolo dal grande potenziale, già oggi capace di fornire buone sensazioni nelle fasi di esplorazioni e combattimento; si tratta sicuramente di un titolo da tenere d’occhio. Da parte nostra, rimandiamo il giudizio più in là: Active Matter ha bisogno di tempo prima di mostrare tutto quello che può offrire ai giocatori, e sarebbe ingiusto valutarlo oggi, tenendo conto che molte delle sue inefficienze possono essere facilmente risolte.