In Blue Box, tra un allenamento e l’altro, si gioca una partita decisiva: Taiki conquisterà Chinatsu o Hina farà breccia nel cuore del suo amico?

Il mondo delle storie romantiche in ambito sportivo arrivate in Italia non è poi così vasto. Dopo Touch – Prendi Il Mondo E Vai, uscito nel 1985 e capace di conquistare il pubblico con la sua struggente storia, poche opere sono riuscite a raggiungere lo stesso livello di impatto, ma non la stessa notorietà. Le stesse altre opere di Mitsuru Adachi, Rough e Questa Allegra Gioventù, non sono riuscite a cogliere nel segno. Finalmente Blue Box porta una nuova ventata di freschezza al genere, combinando il romanticismo con lo sport attraverso i suoi protagonisti.
Taiki Inomata è uno studente delle scuole superiori e un appassionato giocatore di badminton; ogni mattina si allena nella palestra della scuola, dove incontra Chinatsu Kano, una talentuosa giocatrice di basket dell’anno superiore. Taiki ha una cotta per Chinatsu, ma non ha il coraggio di confessarle i suoi sentimenti; tuttavia la loro relazione prende una svolta inaspettata quando Chinatsu è costretta a trasferirsi a casa della famiglia di Taiki per motivi familiari. Mentre il ragazzo cerca di avvicinarsi a lei, la sua amica d’infanzia, Hina Chono, inizia a farsi spazio nei suoi pensieri, dando vita a una dinamica romantica fatta di insicurezze, crescita personale e dolci momenti quotidiani.

La caratteristica principale di Blue Box è la leggerezza. I sentimenti che i ragazzi provano sono puri e privi di secondi fini: sono emozioni importanti, complesse e difficili da gestire per giovani adolescenti, ma al tempo stesso sincere e rispettose.
Taiki, Chinatsu e Hina sono i veri protagonisti della serie, ognuno caratterizzato con attenzione e con un modo personale di affrontare il mondo. Taiki è determinato nello sport ma insicuro nei sentimenti; questo suo modo di essere diviene il fulcro narrativo intorno cui si sviluppa la storia. I rapporti tra i tre ragazzi si evolvono in modo naturale, alternando momenti di tenerezza e speranza a situazioni di delusione e fraintendimenti, elementi che rendono il racconto autentico e coinvolgente.
Attorno a questo terzetto ruotano diversi personaggi secondari; alcuni introdotti sin dall’inizio, altri che emergono progressivamente nel corso dei 25 episodi di questa prima stagione. Ognuno di loro possiede caratteristiche peculiari che, se inizialmente possono passare inosservate, vengono messe in risalto nel momento opportuno, contribuendo alla costruzione di un mondo scolastico realistico e vivido.
L’elemento sportivo è ben integrato nella narrazione, in particolare quello del badminton: le competizioni diventano occasioni per sviluppare legami, alimentare rivalità e affrontare difficoltà con spirito di crescita. Tutti questi elementi romantici e sportivi compongono una storia che, nel suo complesso, è semplice e lineare. Blue Box è un racconto d’amore adolescenziale arricchito da malintesi e piccole sfide emotive, che si distingue dal ritratto più disilluso e spicciolo spesso offerto dalle storie contemporanee sugli adolescenti.

Sul fronte tecnico, Blue Box beneficia del lavoro della Telecom Animation Film (The Seven Deadly Sins e Four Knights Of The Apocalypse), che offre un comparto visivo di alto livello. Il design dei personaggi e l’animazione presentano momenti di grande qualità, con un uso efficace di luci, ombre e prospettive profonde che donano realismo alle scene più intense. La sigla di apertura ha un ritmo interessante, ma non riesce a competere con l’impatto visivo delle sequenze animate, mentre la colonna sonora svolge bene il suo compito, supportando le emozioni e le scene d’azione senza tuttavia lasciare un’impressione indelebile.
In conclusione, Blue Box è un’opera fresca e coinvolgente, che unisce con equilibrio lo sport e il romanticismo. Il suo vero punto di forza è la sincerità delle emozioni e la delicatezza con cui vengono raccontate le relazioni tra i protagonisti. Sarebbe bello vedere più anime capaci di riproporre questa combinazione di sano spirito sportivo e genuino desiderio d’innamorarsi, perché, in fondo, di storie così il mondo ne ha davvero tanto bisogno.









