Goblin Slayer – Stagione 2: la recensione

Goblin Slayer torna a mietere vittime tra i “pelleverde” e lo fa mantenendo tutte le sue caratteristiche peculiari, rischiando però una certa ripetitività.

 

 

Nel suggestivo mondo dei fantasy esistono epiche ed oscure storie come Berserk e Claymore che stuzzicano l’attenzione del lettore con una trama intricata e colpi di scena straordinari, ma esistono anche dei lavori come Goblin Slayer che affrontano il “male” con un sistema più semplice e lineare, pur rimanendo allo stesso tempo molto crudi e violenti.

Anche nella seconda stagione, sterminare i goblin è l’unico pensiero del nostro protagonista; una fissazione che lo spinge avanti senza mai esitare, anche quando i maledetti esseri dalla pelle verde riescono ad evocare e contrapporgli creature decisamente spaventose e soprattutto letali. Assistiamo così a spietati e cruenti combattimenti senza esclusione di colpi sia da parte dei mostri che da parte dei nostri eroi. Questa struttura così ben delineata non cambia tra la prima e la seconda stagione ed è una certezza per chi vuole gustarsi un fantasy lineare e senza ragionamenti troppo complessi.

Ammazzare i goblin quindi rimane assolutamente il punto centrale del progetto, ma incentrare tutto solo sui combattimenti, come nella prima stagione, rischia di condurre la serie verso una ripetitività da evitare. Ecco che Goblin Slayer prova a cambiare pelle senza però perdere di vista le caratteristiche peculiari che lo caratterizzano, proponendo così tre archi narrativi: il primo incentrato sull’addestramento dei nuovi avventurieri, il secondo nasto casualmente da un furto e trasformato nella solita missione di sterminio goblin e la terza che conduce i nostri protagonisti in un viaggio verso la terra degli elfi.

 

 

Tutte e tre le storie narrate sono molto semplici e lineari, quasi fin troppo prevedibili; fanno iniziare la narrazione in modo diverso dal passato, ma alla fine approdano sempre verso l’inevitabile scontro con i goblin. I mostri dalla pelle verde sono scaltri, astuti e soprattutto crudeli, ma non sono particolarmente intelligenti; questo mantra è ripetuto spesso nella serie ed ormai ha perso un po’ di credibilità soprattutto perché, per affrontare i goblin, i nostri protagonisti seguono sempre le stesse identiche meccaniche.

Le trame e le dinamiche degli scontri non sono quindi particolarmente ispirate, ma purtroppo neanche i protagonisti evolvono o vengono approfonditi più di tanto. Come spiegato in precedenza, messer Goblin Slayer è immutabile ed inamovibile dalle sue posizioni, ma il resto del suo gruppo, di cui conosciamo davvero poco, ha grandi potenzialità narrative. Questa seconda stagione dedica qualcosa di più alle due figure femminili che combattono accanto al nostro protagonista, ma purtroppo sempre con il freno a mano ben tirato.

La nostra giovane sacerdotessa è un’avventuriera alle prime armi che quindi ha bisogno di crescere, sia all’interno del suo gruppo sia come elemento singolo, e dà prova delle sue abilità alla gilda degli avventurieri. Il primo arco narrativo si occupa di dare questa visibilità alla nostra coprotagonista, ma l’approfondimento in questione è molto superficiale.

 

 

Il terzo arco narrativo invece si concentra sulla nobile arciere, conducendo lo spettatore nel mondo arboreo degli elfi alti e presentandoci un approfondimento sicuramente più riuscito. Quindi un arco narrativo migliore degli altri? No, semplicemente arriviamo a comprendere meglio le motivazioni per cui la nostra elfa ha deciso di seguire “Orcbolg”, ovvero sia Goblin Slayer, nella sua crociata contro gli infimi e crudeli pelle verde. Si poteva fare indubbiamente di più ed indubbiamente meglio, ma almeno è un primo passo verso quelle potenzialità narrative che ancora mancava.

La produzione di questa seconda stagione è stata affidata allo studio Liden Films (The Legendary Hero Is Dead, Call Of The Night, Tokyo Revengers, Bastard!! – L’Oscuro Dio Distruttore), che purtroppo non mantiene una costanza di rendimento; infatti alcuni episodi hanno una qualità nei disegni e nell’animazione decisamente inferiore ad altri. Un gran peccato perché lo studio di animazione giapponese ha dimostrato, soprattutto con Call Of The Night di poter realizzare degli anime di altissimo livello.

La seconda stagione di Goblin Slayer mantiene indubbiamente tutte le caratteristiche peculiari della prima stagione, ma è purtroppo abbastanza anonima, con pochissimi momenti davvero interessanti. La ripetitività dei meccanismi e delle storie sta seriamente rischiando di compromettere il futuro di questo anime, anche se una parvenza di luce si è vista proprio con l’ultimo arco narrativo.

Goblin Slayer – Stagione 2, 2024
Voto: 6
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