Gli impresentabili di Conte – Lucia Azzolina

Ministri con la terza media, altri che hanno ottenuto posti pubblici in modi dubbi, una ridda di commissari a duplicare il lavoro dei politici: in che mani siamo?

 

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Diciamocelo: il governo Conte bis si sta contraddistinguendo più per le sparate dei suoi componenti che per manovre efficaci per aiutare l’Italia. In piena crisi Covid continuiamo a sentire cose allucinanti uscire dalla bocca di personaggi degni solo di apparire in qualche film grottesco e che invece ci ritroviamo a dirigere il paese.

Della Azzolina (M5S) abbiamo già parlato e probabilmente saremo costretti a farlo ancora. Oltre al modo in cui avrebbe ottenuto la sua cattedra di preside, sono numerosissimi gli episodi che gettano fortissimi dubbi sulla sua capacità decisionale, l’ultimo dei quali la forza con cui sta tentando di far tornare il prima possibile gli studenti a frequentare le scuole.

 

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Ci hanno raccontato che le scuole sono luoghi sicuri, igienizzati (con cosa che manca anche la carta igienica?), dove il contagio non si diffonde; ma la realtà è ben diversa. Fin dal primo giorno di riapertura delle scuole a metà Settembre le classi chiuse hanno iniziato rapidamente a moltiplicarsi, fino ad arrivare a casi di intere scuole chiuse per Covid. Poi hanno girato il problema su trasporti pubblici, gestiti a livello regionale; sicuramente le responsabilità dei politici locali non mancano ma permettetemi, di questo torneremo a parlare a breve.

 

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Restiamo sulla nostra amica Azzolina: colei che ha imposto l’uso dei banchi con le rotelle, inutili, superflui, scomodi, completamente contrari al concetto di distanziamento, e che per giunta sono arrivati con settimane di ritardo (mesi) obbligando tanti studenti a stare inginocchiati a terra prima e a contorsioni assurde poi, ha spinto insieme a Conte fino a Giovedì scorso per la riapertura generalizzata delle scuole il 14 Dicembre, ignorando deliberatamente che la curva del contagio sia lontana dall’essere piegata, che le terapie intensive sono ancora in sofferenza ed il numero dei morti è stabilmente sopra gli 800 al giorno. Che senso avrebbe avuto riaprirle proprio prima di Natale, quando i soliti italioti non saranno comunque in grado di starsene a casa e spargeranno il contagio con allegria e felicità? Ma anche non volendo considerare questi aspetti: che senso ha riaprire le scuole per una settimana quando poi gli studenti se ne vanno in vacanza per 20 giorni?

Fortunatamente entrambi sono stati finalmente zittiti dall’evidenza della diffusione della pandemia, ma non cantate vittoria: la Lucia nazionale ne sta sicuramente pensando una delle sue.

 

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