Golem Dungeon Rush

Chi lo avrebbe mai detto che il gioco progettato da Taejun per divertimento sarebbe diventato un mostro capace di inghiottire il mondo intero?

 

 

Vagando per il mondo dei manhwa coreani, ovvero i manga o fumetti prodotti in Corea, capita spesso d’iniziare a leggere nuovi prodotti sperando di trovare qualcosa di originale. Le prime pagine possono proporre uno spunto iniziale interessante, ma alla fine il rischio è che si ricada in una cosa di già visto. Golem Dungeon Rush poteva essere diverso, ma per il momento sembra viaggiare nel solco creato da Solo Leveling senza proporre qualcosa di effettivamente diverso.

Il mondo dei videogiochi entra prepotentemente nella realtà quotidiana come una minaccia. Questa è la base di partenza di Golem Dungeon Rush, ma è anche il primo mistero che ancora non ha una risposta chiara. Il nostro protagonista Taejun, che vive una vita difficile con sua sorella minore, perde tutto quello che ha risparmiato a causa di una frode. Nel momento di massima disperazione, maledice il mondo e la città in cui abita. Parole innocue dette più per la frustrazione che per un vero intento malevolo.

Il giorno dopo al centro della sua città appare una voragine gigantesca da cui escono strane creature simili a golem di pietra. Le forze dell’ordine e l’esercito creano un cordone protettivo intorno alla voragine e bloccano parzialmente la mobilità di queste strane creature che sono particolarmente difficili da abbattere. Taejun si rende conto che questi golem hanno qualcosa di familiare: assomigliano moltissimo a quelli di un videogioco che lui ed un suo amico hanno progettato ai tempi delle medie.

Ormai parte della città è isolata e lasciata ai golem. Alcuni razziatori decidono di recuperare i beni preziosi che sono rimasti all’interno della zona isolata e così si diffonde la notizia dell’avvistamento di un golem fatto tutto d’oro. A Taejun viene in mente un’idea folle: perché non provare a saldare i debiti con l’oro recuperato dal golem? Così decide di studiare gli schemi di attacco che i golem usano nel suo gioco e poi provare ad entrare nell’area isolata.

La struttura narrativa che spinge Taejun ad intervenire nella storia è studiata bene e giustificata ancora meglio. Purtroppo il bello di questo lavoro sembra esaurirsi in questo momento. Il nostro protagonista ha un vantaggio sul resto del mondo, può studiare le mosse dei suoi avversari e così creare delle contromisure da applicare nella realtà. Sicuramente non è facile da mettere in pratica, ma davvero il bello del racconto sembra finire qui?

 

 

Due sono i misteri che rimangono in sospeso sin dall’inizio della storia. La prima domanda è: chi ha fatto tutto questo? Sicuramente c’entra l’amico d’infanzia che viene nominato e malamente messo da parte per non attrarre troppo l’attenzione. La seconda è: come ha fatto a creare questo mondo? Questa domanda è ancora senza risposta, ma non aspettatevi una risposta sensata, perché spesso non si arriva a giustificare l’ingiustificabile.

Taejun riceve dal gioco delle informazioni che non avrebbe mai potuto ottenere sul campo di battaglia reale. Questo lo pone su un piano totalmente diverso rispetto a tutti quelli che entrano nella zona isolata. Però, anche con questo immenso vantaggio, Taejun si caccia in situazioni pericolose. È in una di queste situazioni che compare una figura misteriosa che lo salva; un qualcuno che conosce decisamente meglio di lui i golem e il gioco a cui sta giocando. Una figura che scompare così come è apparsa.

Golem Dungeon Rush ha una meccanica narrativa molto simile ai capostipiti di questo genere. Nascondere le cause scatenanti di tutta la situazione, per creare una sorta di mistero con cui avvincere il lettore, è una scelta semplice che però deve essere supportata bene. Non basta proporre una serie di difficoltà crescenti, come i livelli di un videogioco, per sostenere l’intero progetto.

Passiamo ora alla parte grafica. Il tratto che l’artista Choi Hwansung propone con la sua opera non è particolarmente raffinato. La cura del dettaglio e dell’espressività dei personaggi spesso è di livello medio, per non dire mediocre. Ci vuole un grosso lavoro per uniformare la stessa cura in tutte le tavole ed è solo il punto di partenza che può permettere all’autore di potere migliorare il suo stile.

Nel complesso l’opera non mi ha convinto del tutto. Aspetto pazientemente di vedere un punto di svolta o un’evoluzione che abbia delle idee nuove e che si distanzi dal già visto. Visti i presupposti non credo proprio che questo lavoro arriverà mai nel mercato europeo, quindi ringrazio tutti coloro che, senza fini di lucro, hanno collaborato per tradurre e presentare quest’opera al pubblico del web.

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