Il Principe Dei Draghi – Stagione 4: la recensione

Come procede la storia de Il Principe Dei Draghi? Ora che il lungo viaggio si è concluso cosa proporranno gli autori per evolvere la storia?

 

 

Torniamo a parlare di Il Principe Dei Draghi per capire come sta procedendo il progetto. Per prima cosa c’è da dire che i due autori, Aaron Ehasz e Justin Richmond, hanno strappato la conferma definitiva e si apprestano a produrre le rimanenti tre stagioni che completano la storia. Siamo quindi ad un punto centrale della narrazione e possiamo davvero fare una vera e propria analisi del percorso intrapreso fino ad ora.

La storia riprende ad una certa distanza dagli eventi che hanno concluso il lungo viaggio durato tutte e tre le stagioni precedenti. Il nostro gruppo di protagonisti ha finalmente riconsegnato il piccolo drago alla legittima madre. Ora il giovanissimo re Ezran regna sulle terre del defunto padre ed al suo fianco c’è il fratellastro maggiore Callum che è impegnato a studiare per migliorare l’uso della magia appresa faticosamente. L’elfa Rayla non appare all’inizio di questo nuovo capitolo ma si scopre che è tuttora lontana per dare la caccia, o trovare il cadavere, del malvagio Lord Viren.

 

 

Soren, abbandonata la scomoda ombra del padre Viren, ha finalmente trovato il posto che gli compete nella corte del giovane re. Purtroppo sua sorella Claudia è troppo legata emotivamente alla figura paterna tanto da allontanarsi volontariamente dai suoi vecchi compagni e cominciare a studiare la magia nera. La pace ritrovata alla fine della precedente stagione è comunque molto fragile. Khessa, la regina degli elfi del sole, ha dovuto abbandonare le sue terre ormai compromesse e si è rifugiata in quelle degli uomini; questa convivenza forzata non è accettata da tutti, ma la regina è in parte distratta dalla relazione con la potente guerriera muta Amaya, nonché zia di Ezran e Callum.

Due sono i punti focali del racconto di questa quarta stagione de Il Principe Dei Draghi: l’integrazione tra le razze e la nuova minaccia rappresentata da Aaravos, il pericoloso elfo tocco di stelle rinchiuso dai draghi del passato all’interno di una prigione oltre lo specchio. Le tematiche di inclusione, razzismo, disabilità e amore omosessuale erano presenti anche nelle stagioni precedenti, ma in quest’ultimo capitolo del racconto ottengono una visibilità maggiore e coprono una bella fetta della prima parte di stagione. In altri contesti avrei pensato alla solita forzatura che vuole assolutamente compiacere il politicamente corretto, ma la storia è raccontata in modo onesto, senza mai essere appesantita di veri e propri significati politici.

 

 

La nuova minaccia riunisce i vecchi protagonisti e li spinge in un viaggio volto alla ricerca di una soluzione per annichilire definitivamente la minaccia di Aaravos. Si è tornati nuovamente nella dinamica del “viaggio alla ricerca di…” che è purtroppo una trama di base non particolarmente originale e soprattutto altamente sfruttata in tutte le salse. La serie ha retto fino ad ora anche grazie ad una sapiente gestione dei personaggi che risultano essere interessanti e ragionevolmente sfaccettati; continuiamo quindi a dare fiducia agli autori e proseguiamo speranzosi verso il prossimo capitolo.

L’animazione è rimasta la stessa delle precedenti stagioni, con disegni gradevoli, anche se non bellissimi, e quella leggera incertezza nelle meccaniche di movimento tridimensionali. Sia chiaro, ho visto molto di peggio negli ultimi anni tanto da non lamentarmi per questo lavoro di animazione in computer grafica. Apprezzo però il mantenimento delle scene comico/divertenti che concedono una leggerezza aggiuntiva a tutto il prodotto.

Siamo all’inizio di questo secondo viaggio e dobbiamo solo aspettare le prossime stagioni per capire l’evoluzione di questa storia che rimane comunque di buon livello. La consiglio? Se si è in cerca di trame ricche di magia, draghi, regni, intrighi e tradimenti, allora bisogna dare una possibilità a questa serie animata.

 

Il Principe dei Draghi – Stagione 4, 2022
Voto: 7
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