L’aggressione a Salvini? Tutto normale, tutto tranquillo

Come anni fa Berlusconi, oggi Salvini. Per la sinistra aggredire fisicamente i leader della parte politica avversa è cosa buona e giusta.

 

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Avete presente quei cagnetti insulsi, quelli che misurano 30 centimetri, che assomigliano ai ratti? Quelli che tremano di natura, spaventati da tutto, incapaci di coraggio ma solo di abbaiare di continuo in modo forte e fastidioso? Eccola, la sinistra di oggi. Una massa di inqualificabili personaggi privi di idee e di morale, che plaudono alla distruzione fisica dell’avversario politico, spalleggiati dagli amichetti dei social network e dai media conniventi con un ben identificato schieramento politico. Ovviamente, in nome della democrazia, dell’inclusione e del progressismo.

Sono numerosi i personaggi riconducibili a quell’area politica che in questi giorni hanno esaltato l’aggressione, giustificandola dietro la storia del “Salvini semina odio”; dopo registi, fumettisti e influencer, gente veramente fondamentale per la gestione dello Stato, ma anche politici locali in area PD et similia, stamattina buoni ultimi lo hanno fatto anche le Sardine a RadioUno. Conte invece ha preferito non commentare l’accaduto; ricordiamolo, lui è il primo ministro degli italiani, mica solo di quelli di sinistra!

 

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Il vuoto pneumatico delle Sardine

 

La realtà è che l’odio e la violenza sono tutte a sinistra; oltre alle manifestazioni in cui giovani incappucciati devastano le nostre città e attaccano la Polizia, le angherie ed i soprusi verbali commessi negli ultimi dieci anni da parte dell’intellighenzia e degli elettori di riferimento non hanno pari nella storia della Repubblica Italiana. Certo, gli anni di piombo non sono stati una passeggiata, ma mai come in questo periodo storico (probabilmente nato coi fatti del G8 di Genova e la beatificazione di un delinquente che in realtà ha avuto quel che meritava) si è leggittimata la violazione sistematica delle regole civili, penali e sociali; questo si somma ad una recrudescenza del conflitto politico che sembra propria degli anni ’70, un muro contro muro dovuto all’aver ignorato e calpestato i diritti dei più in nome di una presunta superiorità morale (sconfessata continuamente) e per conquistare un nuovo bacino di utenza elettorale. Le aggressioni a Salvini ed ai banchetti della Lega e di Fratelli d’Italia non sono cosa nuova.

 

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Nessuno tocchi le Forze dell’Ordine!

 

La sinistra non solo è incapace di capire che non esiste una sola verità, e che la vita è dialogo e compromesso, non ideologia ed estremismo; non solo non ha proposte e l’unica arma che ha è quella di silenziare con la violenza chi ha un diverso pensiero politico; ma sta costruendo il suo futuro sul voto degli immigrati, gente che per quanto possa essere dotata in molti casi delle migliori intenzioni (ma di certo una buona percentuale non le ha) non rispetta la nostra cultura, la nostra tradizione, le nostre leggi, e spesso nemmeno la pluralità di opinioni e religioni che da un fiore all’occhiello dell’Italia degli anni ’90 si è trasformata in un dolentissimo boomerang ancora una volta per colpa della sinistra.

 

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Provocazioni in salsa islamica

 

Ma ancora da più tempo, la sinistra protegge criminali e approfittatori, tentando con sempre più forza di distruggere gli impianti legislativi atti a fornire all’Italia un diritto certo ed equo – dove per equo intendo che se sbagli sapendo di sbagliare paghi, paghi duro e paghi tutto. Come sia possibile spingere per indulti, fare decreti svuota-carceri invece che costruirne delle nuove (ce lo chiede l’Europa!), varare leggi (Renzi-Gentiloni) dove non vai in galera se non hai singole condanne detentive di almeno 4 anni (apparentemente il già ridicolo limite stabilito dal governo Letta di 2 anni, come fino al 2018, era troppo poco). Perchè i media non hanno mai informato l’opinione pubblica di questo fatto? Oh, capiamoci, in queste battaglie la sinistra si è trovata alleata di Forza Italia, ma mentre il partito del Cavaliere è un noto ricettacolo di persone dal dubbio passato e presente, la sinistra si fregia di essere il riferimento morale del paese. Nulla di più falso ed ipocrita.

Ma forse, anzi sicuramente, la colpa è nostra. Noi, tolleranti, che cerchiamo il dialogo, di razionalizzare, di spiegare, di ragionare insieme e trovare un compromesso. Di noi che ci indignamo, che aspettiamo di poter andare a votare (ma poi i governi di sinistra fanno di tutto per non andarci), che continuiamo a smontare le frasi prive di fondamento dei pazzoidi ignoranti che ribaltano la realtà, non conoscono la storia contemporanea e parlano per slogan. Di noi che proviamo a smuovere le coscienze ed il pensiero critico attraverso una tastiera ed uno schermo, o una radio, o un giornale. Di noi che ancora ci comportiamo da persone civili, che protestano senza devastare città, senza picchiare, senza cercare lo scontro con la Polizia (ma perchè poi si dovrebbe fare una cosa del genere?). Ecco, la colpa è nostra.

 

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Lampedusani in piazza per protestare contro il continuo arrivo di immigrati clandestini

 

È colpa nostra perchè consentiamo, memori degli insegnamenti di buone maniere e di comportamento civile, a questi teppisti, a questi imbecilli, a questa gente priva di senso comune e di rispetto degli altri, di spadroneggiare nelle nostre città, di impedire che le leggi vengano fatte rispettare, che i delinquenti finiscano in galera, che gli onesti cittadini possano difendersi nelle proprie case, possano tutelare il loro territorio, che si onori patria e bandiera. È colpa nostra perchè non muoviamo un dito per cambiare le cose; al massimo aspettiamo le elezioni (e solo quelle politiche, tanto quelle amministrative non spostano una virgola gli equilibri, visto come i soliti noti sono rivettati alle poltrone).

 

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I cittadini perbene che cambiarono il destino dell’Italia

 

È ora di usire dalle nostre case e far sentire la nostra voce, di imporre il rispetto delle leggi e di un ritorno allo stato civile; una sorta di Marcia dei 40000 ma su estensione nazionale, in cui la maggioranza silenziosa di cittadini perbene smetta di rimanere in un angolo e strilli, urli con forza, batta i pugni. E far sì che finalmente la si finisca di vivere in un paese di merda in cui l’ultimo sbruffone può sentirsi in diritto di imporrsi con la violenza verbale e fisica e torni la legalità, il rispetto ed il senso civico.