Prime impressioni su Parsifal – A Game of Tarots

Un piccolo regolamento per un gioco altamente strategico e dalle molteplici combinazioni che garantiscono variabilità e longevità. Da giocare con amici a cui piace ragionare.

 

 

Il materiale per provare a Parsifal – A Game of Tarots è arrivato! I tarocchi sono bellissimi e grandi quasi come un cellulare. Le illustrazioni riempiono bene tutta la carta e sono una goduria per gli occhi. Preso dall’entusiasmo, mi sono subito messo a leggere le regole per apparecchiare la prima partita. Il regolamento è piccino, entra tutto in una pagina A4; questa è una cosa che ammiro tanto nei giochi, poche regole spiegate bene e subito s’inizia a giocare.

La meccanica è semplicissima: un giocatore mischia il mazzo composto da trenta tarocchi e lo posiziona al centro del tavolo; i giocatori si posizionano intorno al tavolo e autonomamente scelgono chi inizia e come far girare i turni di gioco. Partiamo subito bene perché la flessibilità aiuta molto a mettere a proprio agio i giocatori.

Il giocatore di turno inizia rivelando il primo tarocco del mazzo. Se il tarocco raffigura un personaggio o un animale, lo posiziona nella propria area di gioco che si trova di fronte a lui; se il tarocco è un artefatto, allora viene posizionato nell’area comune di gioco accanto al mazzo.

 

 

Ora il giocatore attivo può scegliere una delle tre opzioni a disposizione: prende un artefatto nella zona comune e lo assegna ad un personaggio nella sua area di gioco; sceglie un artefatto che controlla e lo rimette nell’area comune; oppure esegue un’azione riportata sulle carte che controlla. Ogni carta ha una lista di azioni da applicare a seconda delle condizioni descritte.

Le azioni più comuni sono: bloccare o liberare un personaggio; impossessarsi o controllare un personaggio avversario; passare gli artefatti ad un altro personaggio o mandare a recuperare dalla pila degli scarti, chiamata Limbo, una carta. I tarocchi hanno due o più azioni a disposizione. Ogni azione ha le sue condizioni per essere attivata e quindi non sempre è possibile eseguire la mossa desiderata.

Le carte personaggio hanno un paragrafo intitolato Missioni in cui sono riportate le condizioni di vittoria. Quando le condizioni di un personaggio sono tutte soddisfatte, il proprietario vince la partita. Può capitare che più giocatori ottengano le condizioni di vittoria nello stesso momento, sia perché esistono più copie della stessa carte, sia perché è possibile che alcune condizioni di vittoria siano in comune.

La meccanica del gioco è tutta qui, semplice e lineare. Diametralmente opposta è la curva di apprendimento. Trenta carte con almeno due azioni per carta sono tante da imparare tutte in una volta. Stessa cosa possiamo dire per le missioni: tre condizioni di vittoria da soddisfare per personaggio sono ardue da memorizzare. Durante le prime partite i turni sono ovviamente più lenti perché i giocatori sono impegnati a leggere le carte ed a capire come impostare la propria strategia di gioco.

 

 

L’idea di combinare personaggi ed artefatti garantisce al gioco una certa variabilità ed una buona longevità. Questo è decisamente un punto a favore di Parsifal – A Game of Tarots. Il gioco varia molto velocemente le condizioni sul campo di gioco, quindi i giocatori sono costretti a prestare molta attenzione a quello che accade ed a scegliere accuratamente l’azione da eseguire.

Più carte entrano in gioco più diventa complicato riuscire ad avere una chiara panoramica della situazione, ma questo forse è addirittura un bene, perché così si riescono a completare più facilmente le missioni e non si rischia di entrare in stallo.

Parsifal – A Game of Tarots è un gioco che va giocato con una certa costanza, con giocatori esperti e che conoscono le carte. Non è sicuramente un prodotto per chi si affaccia per la prima volta al mondo dei giochi da tavolo, ma è sicuramente un gioco pensato per giocatori più smaliziati e che amano riflettere accuratamente sulle proprie mosse.

Per condividere questo articolo: