Arriva in early access un nuovo titolo che punta a ricreare le atmosfere e le dinamiche del buon vecchio SWAT 4; può farcela?

Tra i giochi indie di recente affacciatisi sul mercato, abbiamo deciso di dare un’occhiata a SWAT Commander, un FPS tattico che vuole metterci nei panni di una piccola squadra speciale chiamata a fare irruzione in ambienti dove malviventi di varia fatta sono barricati e tengono degli ostaggi.
Il titolo di Red Mountain Games e Ritual Interactive è stato rilasciato in early access ad inizio luglio, e denota diverse qualità parallelamente alla necessità di migliorare alcuni aspetti.
Il primo impatto con SWAT Commander è sicuramente ostico; l’interfaccia richiede l’utilizzo di parecchi tasti, e non sempre la traduzione italiana aiuta fino in fondo a capire quale sia lo scopo di ogni azione. A questo si aggiunge un tutorial piuttosto grezzo, che non spiega fino in fondo la gestione dell’inventario e soprattutto che rende difficoltoso dare comandi ai nostri compagni gestiti dall’AI. Infine, lo scorrere del gameplay di primo acchitto fornisce una sensazione di legnosità che potrebbe scoraggiare più di qualche giocatore.

Andando però poi a testare uno scenario, ci si rende conto che la gestione della partita non è così difficile, ed anche se sicuramente c’è ancora da fare per rendere l’interfaccia più immediata, reattiva e fondamentalmente piacevole da usare, gestire i nostri compagni, divisibili in due sottosquadre, risulta abbastanza facile una volta capito il meccanismo.
La velocità con la quale si sviluppa il gioco è sicuramente adeguato al tema: non bisogna (fortunatamente) aspettarsi una frenesia alla Call Of Duty o alla Battlefield, ma un gioco più ragionato nel quale aprire una porta può richiedere quasi un minuto tra mettere uno specchio sotto la fessura per vedere cosa ci aspetta, forzare la serratura e dare l’ordine di ingresso più appropriato.

L’AI si comporta in modo decente, anche se anche al secondo livello di difficoltà dei tre disponibili il livello di sfida non è abbastanza elevato, ed i nemici in determinate situazioni sembrano troppo passivi.
Molto interessante la possibilità di personalizzare l’equipaggiamento, anche se stona un iniettore per fermare le emorragie e ridarci salute (sarebbe stato meglio farci applicare delle bende). Di contro, esiste un’opzione che ci vede andare a terra al primo colpo subito; una peculiarità che rende gli scenari molto più difficili e aumenta la tensione.

Parlando di scenari, purtroppo al momento sono solo sei; ognuno offre tre varianti sulle minacce messe in campo, ma oggettivamente c’è bisogno di maggior varietà sia nei luoghi che nel tipo di avversari ed incognite da affrontare.
SWAT Commander offre anche la possibilità di essere giocato in multiplayer; anzi, in questa modalità le partite sono senz’altro più fluide, visto che i giocatori sono ovviamente in grado di prendere azione senza dover aspettare di ricevere un’ordine attraverso un’interfaccia non proprio comoda.

Il titolo, che sfrutta la scia di giochi più rodati come Ready Or Not e Zero Hour, ha un buon potenziale pur avendo una lunga strada da fare per riuscire a spiccare in mezzo alla concorrenza.
Rimarremo in finestra a vedere come evolverà il videogioco nel prossimo anno prima di fornirvi una recensione completa.









