Prova Prova Sa Sa: la recensione


Se metti nello stesso cocktail Frank Matano e comici in libertà, il confronto con LOL te lo devi aspettare. E non sempre giova.

 

Prova Prova Sa Sa recensione

 

Il nuovo comedy show dell’artista campano, formato da 4 puntate, si chiama Prova Prova Sa Sa ed è fruibile da Amazon Prime proprio come l’osannato LOL – Chi Ride È Fuori. I punti di contatto non finiscono qua tra i due titoli: nel cast ci sono anche Maccio Capatonda e Maria Di Biase che già avevano partecipato a quell’avventura, oltre ad Aurora Leone che appartiene a quei The Jackal prima rappresentati da Fru e Ciro. Un bel linkone, insomma, che però potrebbe non essere stato una furbata. Perché il programma è carino e gira abbastanza bene (per essere una prima edizione) ma il confronto con la nave ammiraglia lo schiaccia.

Prima di motivare quest’affermazione, però, c’è da spiegare come funziona. Ci sono quattro comici (l’ultimo è uno splendido Edoardo Ferrario) chiamati ad improvvisare scenette di ogni tipo tra giochini estratti dal cappello del conduttore e rubriche divertenti tipo “cose da non dire col megafono”. Il risultato è spesso divertente ma è in questa fase che s’infittisce il mistero. Cosa non arriva? Il fatto che non ci sia una gara a cui appassionarsi. Matano finge di seguirne una assegnando punti ad minchiam e proprio su quello che dovrebbe essere uno sketch scivola tutto il palazzo. In buona sostanza, la prima volta che capisci che non gliene frega nulla di valutare davvero le performance dei concorrenti, l’attenzione crolla e restano solo le battute. Molto rischioso.

Quando in campo c’è Ferrario tutto va alla grande. Poco noto al grande pubblico, avergli dato rilevanza nazionale è senza dubbio uno dei meriti di questo programma. Capatonda fa quello che vuole come un Maradona della scompiscio. Ma le altre due? Già la Di Biase va a corrente alterna a seconda se è ben accompagnata o se funge male l’alchimia col partner. La Leone poi è un disastro: bravissima con il gruppo napoletano, probabilmente paga la necessità di improvvisare che è un’arte che non tutti possiedono (e lei non la possiede). Alcune sue battute lasciano il gelo e sulle parti musicali di free style viene quasi da darle una mano da casa.

 

Prova Prova Sa Sa recensione

 

A voler usare una metafora calcistica, questo show ricorda quelle squadre, tipo il Paris Saint Germain, costruite con tanti campioni ma senza un’impostazione di gioco. Qualche gol spettacolare arriva pure ma nell’insieme non si possono vedere. E se l’allenatore di questo team/nonteam è il Frank nazionale, il giudizio si fa più severo perché è risaputo quanto potrebbe dare un genio simile che invece si limita alle sue risatelle isteriche e a qualche battuta consolidata. No perché il pubblico è meno scemo di quanto si possa pensare: per esempio, lo abbiamo capito che la sigla finale fingi di improvvisarla e invece la leggi, non c’è bisogno di proporci la stessa situazione buffa per quattro volte.

Il destino più probabile di questo show è che la gente si rimbalzerà di bacheca in bacheca i video dei suoi momenti migliori per farsi due risate (che poi su alcuni te ne fai pure quattro) ma nulla di più. E così, mentre Maccio canta con voce da coro “Juve Juve… complimenti”, non è possibile estenderli a chi ha creato questo piccolo esperimento un po’ troppo in stato embroniale.

Provaci ancora, Frank!

 

Prova Prova Sa Sa, 2022
Voto: 6
Per condividere questo articolo: