Kainga prova a fare il verso a Populous

Il nuovo gioco di Erik Rempen ricorda molto il classico del 1989, almeno per l’ambientazione, lo stile ed il nostro ruolo.

 

 

Nel turbine di nuove uscite quotidiane non è facile pizzicare qualcosa di nuovo, di atipico o diverso dal solito. Kainga: Seeds Of Civilization è sicuramente un titolo che ha il merito di portare sui nostri schermi qualcosa che, se non innovativo, è comunque qualcosa di poco comune.
Nei panni di un “pensatore”, dovremo guidare il nostro popolo alla crescita ed alla supremazia economica nella regione, fino a poter permettere al nostro alter ego di ascendere e tornare fra le nuvole, fra gli altri “pensatori” in attesa di una nuova sfida.

 

 

Il gioco presenta le classiche caratteristiche di gestione di una colonia, ma col fatto che le mappe sono generate proceduralmente all’inizio di ogni nuova partita, le risorse disponibili sono sempre diverse (anche in base al bioma in cui ci troviamo), ragion per cui le tecnologie che scopriamo ogni volta (anche qui in modo semi-casuale) possono essere più o meno utili a seconda del caso.
Nel mondo di gioco non siamo soli: avremo a che fare con altre tribù, con banditi e con colossali animali dall’aspetto caratteristico e parecchio pericolosi se fatti arrabbiare.

 

 

La grafica è particolare, con un misto di tridimensionale isometrico e bidimensionale che conferisce al gioco un tocco stilistico unico. L’ambiente di Kainga è molto accattivante, ed è in grado di catturare l’attenzione di qualsiasi giocatore.

Il gameplay non è affatto male, e la nostra esperienza di gioco è stata sicuramente piacevole nonostante il fatto che in questa fase di sviluppo il gioco sia ancora soggetto a qualche spigolo. Ad esempio abbiamo riscontrato certi rallentamenti del motore grafico, ma esiste anche la poca visibilità degli elementi nelle mappe più affollate. Ci sono piccoli bug da sistemare (nulla di drammatico) e la casualità delle tecnologie potrebbe essere oggetto di revisione visto che possono verificarsi eventi incontrollabili: come nel caso di un mio villaggio quasi completamente raso al suolo dalle fiamme, scaturite per caso e verso le quali non avevo alcuna tecnologia utile per combatterle.

 

 

D’altra parte il gioco offre già dinamiche di sviluppo della nostra colonia sufficientemente complesse, ed il fatto di affrontare partite sempre diverse è un valore aggiunto non indifferente.
È importante notare come Kainga non punti però l’accento sull’espansione e la gestione a lungo termine delle nostre colonie; le mappe non sono molto estese (almeno quelle iniziali), e lo scopo di ogni singola partita è quello di far fuggire il nostro “pensatore” da quel mondo – quindi si tratta più di missioni da compiere che di sviluppare e gestire una colonia in senso tradizionale.

 

 

Già oggi Kainga: Seeds Of Civilization è decisamente godibile e può essere apprezzato dagli amanti del genere. Continueremo a seguirne lo sviluppo nei prossimi mesi.

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