Un viaggio in un medievo fantasy fatto di commerci, trattative e sentimenti, sostenuto soprattutto dall’incredibile intesa fra i protagonisti Holo e Lawrence.

È davvero raro trovare storie capaci di approfondire il commercio e l’economia medievale come accade in Spice And Wolf, il cui titolo completo è Spice And Wolf: MERCHANT MEETS THE WISE WOLF. L’autore Isuna Hasekura ha dedicato anni alla costruzione di questo mondo, svolgendo ricerche approfondite sui sistemi economici medievali per rendere più autentica l’ambientazione e le dinamiche commerciali della sua opera.
La serie segue Kraft Lawrence, giovane mercante itinerante che attraversa un’Europa medievale immaginaria vendendo merci e cercando di mettere da parte abbastanza denaro per aprire un giorno un proprio negozio. Durante una sosta a Pasloe, Lawrence incontra Holo, una divinità-lupo legata al raccolto che da secoli protegge il villaggio. Holo decide di unirsi al mercante nel suo viaggio verso nord, desiderosa di ritrovare la propria terra d’origine; da quel momento i due iniziano un percorso fatto di commerci, trattative, pericoli e reciproche scoperte.
Spice And Wolf è un anime decisamente particolare, con diversi aspetti interessanti da esaminare e altri che purtroppo appesantiscono, almeno in parte, la visione. La sua peculiarità emerge innanzitutto dal modo in cui la serie costruisce il proprio racconto, affidandosi soprattutto ai personaggi e alle loro interazioni, mentre il viaggio diventa l’occasione per sviluppare sia la componente commerciale sia quella più intima della storia. In tale contesto, Holo e Lawrence rappresentano il vero centro dell’opera e il loro rapporto finisce inevitabilmente per diventare l’elemento più importante dell’intera narrazione.

Holo rappresenta senza dubbio il personaggio più brillante della coppia: intelligente, ironica, vanitosa e perfettamente consapevole del proprio fascino, la divinità-lupo riesce a dominare praticamente ogni conversazione. Lawrence possiede una caratterizzazione meno incisiva, ma svolge un ruolo fondamentale come punto di equilibrio e prudenza; il mercante ragiona sul profitto e sui rischi, anche se non sempre riesce a resistere alla tentazione del guadagno facile, finendo per lanciarsi in azzardate scommesse con merci tutt’altro che sicure.
Come detto, il vero punto di forza del racconto è proprio il rapporto tra i due protagonisti. Il continuo stuzzicarsi, le provocazioni e i piccoli bisticci rappresentano il sale della narrazione; Holo e Lawrence sviluppano progressivamente una complicità costruita sulla fiducia, ma anche sulla capacità di mettersi continuamente alla prova. Il viaggio diventa così importante non soltanto per ciò che i due cercano, ma soprattutto per il modo in cui il loro legame cambia, cresce, matura e viene messo alla prova.
L’ambientazione di un buon medioevo fantasy è chiara ed evidente; il fantasy e le creature fantastiche esistono, ma il mondo rimane soprattutto dominato dalle dinamiche sociali ed economiche dell’epoca. In tal senso le ricerche di Hasekura sul commercio medievale permettono di percepire una forte passione per quel periodo e il desiderio di arricchire l’opera con elementi visivi e richiami alla struttura sociale del tempo si percepisce chiaramente. Dai ricchi ambienti delle città ai più modesti villaggi, ogni luogo presenta dettagli interessanti, spesso accompagnati da eventi, sagre e feste che contribuiscono alla narrazione; durante gli spostamenti, invece, l’intimità tra Holo e Lawrence aumenta, mentre il mondo esterno perde progressivamente importanza e diventando purtroppo un semplice fondale quasi privo di interesse.
Il ritmo non rappresenta decisamente il punto di forza della serie; i momenti di vera azione sono pochi e ancora più rare sono le occasioni in cui il combattimento occupa il centro della scena. Gran parte del racconto è dedicato all’evoluzione del rapporto tra i protagonisti; però l’autore lascia ampio spazio al sistema di scambi, investimenti, inganni e speculazioni che sono certamente originale e interessante, ma non sempre risultano semplice da seguire, soprattutto quando le spiegazioni si concentrano su guadagni derivanti da investimenti a lungo termine che finiscono per assomigliare più ad azzardi e scommesse traballanti che a solide strategie mercantili.

La narrazione di Spice And Wolf tende inoltre a riproporre una struttura piuttosto riconoscibile: Lawrence e Holo viaggiano per vendere merci, mentre parallelamente cercano informazioni sul passato della divinità e sulla sua terra d’origine. Gli archi narrativi finiscono così per condividere meccanismi simili; la stessa serie prova occasionalmente a rompere questo schema allontanando i protagonisti, ma proprio la loro separazione dimostra quanto sia importante la loro interazione. Senza il costante punzecchiamento tra Holo e Lawrence, infatti, il racconto perde parte della propria vivacità e lo spettatore rischia letteralmente di appisolarsi sul divano.
Anche l’animazione dello studio Passione non è sempre all’altezza delle odierne produzioni più importanti. I disegni non raggiungono generalmente un livello particolarmente elevato di dettaglio e definizione, mentre le cose peggiorano quando la narrazione richiede un maggiore dinamismo; le sequenze d’azione mettono infatti in evidenza alcuni dei limiti tecnici della produzione. L’alternanza qualitativa si fa inoltre sentire nel corso della stagione, soprattutto quando la storia entra nel vivo di un arco narrativo, con la resa visiva che tende a migliorare e a valorizzare maggiormente le scene più importanti. Le puntate di transizione appaiono invece più spartane, soprattutto nella profondità delle immagini, che talvolta sembrano appiattirsi fino ad assumere quasi l’aspetto di un disegno su un foglio.
L’idea alla base di Spice And Wolf rimane comunque interessante e possiede un notevole potenziale narrativo, soprattutto considerando quanto il viaggio possa ancora svilupparsi e quanto il passato di Holo abbia da raccontare. La prima stagione, che in Italia è stata rilasciata solo con i sottotitoli in italiano, costruisce quindi una buona base, ma il ritmo e la complessità delle vicende commerciali rischiano di lasciare per strada gli spettatori meno coinvolti; il rapporto tra Holo e Lawrence, invece, rimane il motivo principale per continuare il viaggio.








