Terrestrial Defense Corp. Dai-Guard: la recensione

Dai-Guard ha dodici anni di magazzino sul groppone: si rompe, si sfascia, gli si impalla la CPU, ma è fantastico seguire le sue gesta.

 

 

Capita a volte che anche i media italiani comprendano il valore di produzioni da tempo snobbate dalla critica nazional-popolare. È il caso degli anime (di quelli di ultima generazione), proiettati nell’empireo della programmazione nazionale dal duo Dynamic/MTV. Così, dopo gli incerti esordi, con Golden Boy ed il convincente seguito con Cowboy Bebop, MTV se ne esce con una maratona TV sui “robottoni japanzi”, che, in più rudi e risalenti incarnazioni (leggasi Goldrake/Grendaizer), avevano suscitato le ire funeste di psichiatri e tutori dell’infanzia.

Ottimo: si è capito finalmente che gli anime non sono roba per bambini (salvi quelli espressamente dedicati all’infanzia, che non ci interessano), che hanno, pur nel loro ruolo di frutti di un’arte minore, una dignità perlomeno pari alle penose produzioni televisive che inquinano le nostre vite e che sono premiati da un pubblico giovane con uno share decente.

Sull’onda del nuovo entusiasmo per i robottoni, arriva in “episodio campione” questo, a me prima ignoto, Dai Guard. Mezz’ora di folgorante animazione ed è subito amore. Terrestrial Defense Corp. Dai-Guard è un’opera manieristica, ma non priva di quella originalità collettanea propria degli assemblaggi, a prima vista azzardati, ma sostanzialmente riusciti.

 

 

In effetti, Dai Guard è un’insalata: dentro ci trovate Patlabor, Mazinga Z, un tocco di Evangelion (anche troppo palese), il tutto condito da potenti effetti di grafica computerizzata, applicati con un’intelligenza ed una coerenza che denotano una raggiunta maturità del settore nell’uso della computer graphic e animazione manuale.

Vi saranno risparmiati gli orrendi e configgenti “mostri in 3d-vero-3d” su sfondo di acetato colorato a mano, a favore di più godibili effetti di motion blur, sfocatura di campo, rallenty e lente di calore, che meglio si sposano con la bidimensionalità di un cartone. È un vizio che mi riconosco: parlo solo di opere che mi rendono entusiasta. Forse un giorno dedicherò un pezzo alle sòle del sol levante (sòle animate, s’intende), ma ora lasciatemi tessere le lodi di questo bijoux.

Gli impiegati di una ditta di security privata ereditano un vecchio progetto di difesa delle forze armate ONU. Il Dai Guard, concepito per opporsi agli extradimensionali Eterodyne (alieni giganteschi sin troppo ispirati agli Angeli di Evangelion), non ha mai combattuto una battaglia, surclassato dalla potenza di una bomba sperimentale che spazzò via gli alieni e mezza Tokyo.

La 21st Century company rileva il progetto, inclusi prototipo ed annessi, per farne una specie di pupazzo-attrazione per le proprie fiere. Ottimo: dopo 12 anni dalla scomparsa degli Eterodyne, questi rispuntano fuori e, destino beffardo, proprio in una ridente città di mare dove la 21st Century sta esponendo, consentendo così a tre impiegati di indossare i panni degli eroi per necessità e riattivare il pupazzo.

 

 

Qui irrompe il genio, che emerge per due potenti intuizioni. La prima: Dai Guard ha un look molto “robottone anni ’80”; la seconda: Dai Guard ha dodici anni di magazzino sul groppone. Si rompe, si sfascia, gli si impalla la CPU, ma riesce a ricacciare il mostro nelle profondità del mare.

In effetti, Dai Guard non ha armi integrate, non ha raggi-gamma, funziona e non funziona e, quando funziona, si ammacca e si rovina, ovvero si rompe proprio. Peraltro i suoi piloti non vengono dal pianeta Fleed, ma da un contratto individuale di lavoro, non devono vendicare un genocidio innominabile, ma operano come una squadra di soccorso, votata alla messa in sicurezza della popolazione civile.

Di bello c’è che quel vecchio rottame (che con i suoi successi mette in ridicolo l’esercito vero e proprio) ed il suo raccogliticcio team di piloti susciteranno le ire e lo scorno di molti dentro e fuori la 21st Century corporation… Insomma, molta carne al fuoco e di ottima qualità (guardatevi le foto). Speriamo solo che Dynamic ce lo porti presto doppiato in italiano o (meglio) che MTV, dopo Cowboy Bebop ed Escaflowne, faccia un altro miracolo.

 

Terrestrial Defense Corp. Dai-Guard, 2001
Voto: 8
Per condividere questo articolo: