Battaglia Di Hoth: la recensione

Per chi cerchi un wargame introduttivo, semplice da imparare, rapido da giocare e decisamente coinvolgente, Battaglia Di Hoth è una validissima opzione.

 

 

Rispetto all’epoca d’oro degli anni ’70 e ’80, oggigiorno i wargame da tavolo vivono un momento di stagnazione e parziale rinnovamento. Cercando di adattarsi ai gusti di un pubblico in evoluzione, i giochi di guerra simulativi stanno progressivamente snellendo le loro regole e riducendo l’impegno richiesto per intavolare una partita, cosa che comporta da un lato una certa perdita di profondità di gioco, ma dall’altro una facilità di approccio ed una gestibilità un tempo impensabili.

Battaglia Di Hoth è il perfetto esempio di questa nuova strada intrapresa dai wargame: si tratta di un titolo di richiamo vista l’ambientazione presa da Star Wars, il regolamento semplice ed immediatamente apprendibile e la durata delle partite che varia fra i 30 e i 60 minuti.

 

 

 

Battaglia Di Hoth è è stato aggiunto questa estate nella versione italiana all’interno del catalogo Asmodee, e come praticamente sempre accade non si può non rimanere piacevolmente colpiti dalla qualità del materiale con cui è realizzato il gioco.
Al netto di una mappa piattamente biancastra per ovvi motivi di ambientazione (la battaglia di Hoth è quella sul pianeta ghiacciato che si vede all’inizio de L’Impero Colpisce Ancora), tutti i materiali che compongono la scatola sono robusti, ben definiti e piacevoli al tatto. Le miniature presenti all’interno della confezione forse non sono tantissime ma sono ottimamente rifinite, senza sbordi o cali di qualità, e dettagliate in maniera stupefacente. Inoltre all’interno della scatola ci sono molti segnalini e tabelle che corredano ed arricchiscono la dotazione del gioco.
Il regolamento è mutuato da quello, già ampiamente rodato, di Memoir ’44; dalla Seconda Guerra Mondiale ci trasferiamo semplicemente in un mondo fantascientifico, ma il sistema rimane più o meno lo stesso. Su una mappa esagonale si combattono scontri a livello tattico, dove la distanza ed eventuali ostacoli visivi rendono difficile colpire il nemico; gli attacchi, a turni alternati dall’esito immediato, si risolvono con un tiro di dado che può dare diversi risultati (la distruzione o il danneggiamento di una miniatura, l’obbligo all’arretramento o un nulla di fatto).

Sono diverse le peculiarità del combattimento in Battaglia Di Hoth. In prima battuta, notiamo come le unità sono composte da diversi soldati o veicoli, diversi tra Impero e Ribelli per numero e qualità; l’esercito di Darth Fener (o Darth Vader o Casco Nero; chiamatelo come vi pare) è sicuramente migliore e più numeroso, e questo si riflette in una certa asimmetria durante gli scontri. I Ribelli sono generalmente (ma non sempre) destinati a difendersi ed a rallentare l’avanzamento delle truppe imperiali, e la cosa è evidente dando anche solo un semplice sguardo agli scenari proposti all’interno del gioco, dove l’Impero è spesso all’attacco (proprio come nel film). Ovviamente questo sbilanciamento è tenuto in considerazione nelle condizioni di vittoria, in modo da permettere ad entrambe gli schieramenti di avere la possibilità di raggiungere il proprio obiettivo.

 

 

Altra caratteristica di Battaglia Di Hoth è quella di avere la mappa divisa in tre settori, uno centrale e due laterali; durante il proprio turno il giocatore sceglie quale delle immancabili carte in proprio possesso giocare per attivare uno o più settori ed eventualmente associare gli effetti descritti sulla carta stessa. Questo significa che non si è necessariamente liberi di perseguire la strategia che abbiamo in mente, e che non potremo probabilmente nemmeno concentrare le truppe in un’unica zona dello scontro; la fortuna ha un discreto impatto in questo frangente, mettendoci i bastoni fra le ruote o facilitandoci la manovra, ma solitamente si riesce a direzionare questo elemento di gioco.

Ciò che invece lascia un po’ perplessi è il fatto che pur avendo subito perdite, le unità combattenti mantengono la stessa efficacia al momento del loro tiro di attacco. La cosa è innaturale ed irrealistica; oggettivamente applicare qualche forma di malus sarebbe stato necessario per premiare il vero rapporto delle forze in campo, considerando anche l’alto impatto della casualità del dado che, in alcuni casi limite (leggasi: parecchia sfortuna) può seriamente indirizzare la partita.

 

 

Ad ogni modo, Battaglia Di Hoth punta sulla semplicità e sull’immediatezza, e qui il bersaglio è colpito in pieno. Il regolamento di poche paginette si apprende in un attimo e l’evoluzione delle partite è sempre fluida e dinamica; l’esito degli scontri a fuoco si risolve in modo molto facile e le partite avanzano senza intoppi. Il risultato finale è quello di fornire ai giocatori un’esperienza pronta ad essere assimilata, dove le variabili permettono di non avere mai due partite uguali.
La nostra esperienza è stata sicuramente più che positiva, ed anche se manca un sistema per evitare che la randomicità del dado influenzi troppo l’esito degli scontri (esattamente come succede per la serie di giochi Axis & Allies), anche quando la iella si accanisce su qualche povero malcapitato (o si fa sempre centro, da qualsiasi distanza e con qualsiasi ostacolo in mezzo) i combattimenti risultano piacevoli e coinvolgenti.

 

 

Battaglia Di Hoth è un gioco pensato per due giocatori, anche se è possibile giocare fino a quattro; per quanto ci riguarda, la sensazione è che aumentare il numero di partecipanti limiti l’efficacia dell’esperienza di gioco, andando a diluire sensibilmente il coinvolgimento. Paradossalmente, con qualche artificio e qualche compromesso è invece possibile divertirsi anche da soli giocando contro sé stessi; i nostri esperimenti hanno dato discreti risultati, anche se probabilmente occorre affidarsi una volta di più alla sorte (noi lo abbiamo fatto per la scelta della carta da usare per attivare il settore di combattimento).

Anche se non ci troviamo di fronte ad un wargame dalla complessità elevata (o forse anche grazie a questo), Battaglia Di Hoth regala ottimi momenti di svago anche ai grognard più esperti, e permette a qualche novizio di avvicinarsi al genere senza penare troppo su regole, tempi e dinamiche più pesanti. La possibilità di affrontare diversi scenari e delle campagne vere e proprie consente di creare una sorta di continuità nelle battaglie, che scorrono via divertenti ma talvolta un pelo troppo rapide. Con la sua facilità di apprendimento e di svolgimento, Battaglia Di Hoth è un’opzione validissima per chi cerchi un gioco di questo genere.

 

Battaglia Di Hoth, 2025
Voto: 7.5
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