The Limehouse Golem – Mistero Sul Tamigi: la recensione

The Limehouse Golem è un thriller gotico affascinante e curato che costruisce bene il mistero, ma che si indebolisce quando il finale diventa prevedibile.

The Covenant: la recensione

Nonostante non sia certo un capolavoro, The Covenant riesce a suo modo a colpire lo spettatore ed è uno dei migliori film di guerra degli ultimi…

L’Uomo Che Uccise Hitler E Poi Il Bigfoot: la recensione

Un titolo assurdo promette molto, ma il film di Krzykowski si perde tra malinconia irrisolta e scelte narrative incoerenti, trasformando un’idea intrigante in un’occasione sprecata.

Frankenstein: la recensione

uillermo Del Toro non sbaglia un colpo… purché non siano mostri. L’ennesima versione di questa classico horror è fuffa.

Darkman: la recensione

Darkman anticipa l’antieroe moderno, fondendo horror, pulp e tragedia personale in un film imperfetto ma capace di diventare un cult duraturo nel tempo.

Train To Busan: Peninsula – la recensione

Il seguito di Train To Busan è una porcheria colossale: solo effetti speciali e zero crediblilità, pur considerando che è un film di zombi.

Uno Rosso: la recensione

Uno Rosso unisce Natale, azione e umorismo, seguendo una missione rocambolesca per salvare le festività, con un cast sorprendentemente ricco e dinamico.

Fracchia La Belva Umana: la recensione

Uno dei film più iconici della cinematografia umoristica degli anni '80 si basa in realtà su poche riuscitissime gag, e non regge il passare degli anni.

Buen Camino: la recensione

Italiani popolo di santi, poeti e... boccaloni; come dimostra il clamoroso successo al botteghino di un film a dir poco scialbo.

#Alive: la recensione

Con #Alive, la Corea Del Sud propone un altro film di zombi dalle influenze asiatiche; il risultato finale è appena passabile nonostante alcuni discreti momenti.

I Roses: la recensione

I Roses prova a rileggere un classico, esplorandolo con toni più amari e riflessivi; ci sarà riuscito o l’originale La Guerra Dei Roses resta superiore?

Corto Circuito: la recensione

Un piccolo robot sfuggito agli anni ottanta torna a ricordare quanto il cinema sappia unire meraviglia, ironia e riflessioni sorprendenti sulla coscienza artificiale.