Cobra Kai – Stagione 6: la recensione

Quale Cobra Kai emergerà vincitore dall’ultima stagione? Tra nostalgia e rivalità, la serie chiude il cerchio con qualche passo falso, ma con un finale appagante.

 

 

La sesta stagione di Cobra Kai si trova di fronte a una sfida complessa: recuperare quella magia narrativa che aveva caratterizzato le prime stagioni creata grazie ad un equilibrio perfetto tra la nostalgia per i film su Karate Kid e la sfrontatezza di Johnny Lawrence. Tuttavia, il compito si complica ulteriormente a causa della decisione di rilasciare la stagione in tre momenti distinti, creando quello che si potrebbe definire un effetto “spezzatino” che frammenta il ritmo della visione.

Dopo gli eventi della quinta stagione, Daniel LaRusso e Johnny Lawrence cercano di stabilire un equilibrio tra le loro filosofie di karate per prepararsi alle nuove sfide. Il torneo Sekai Taikai si profila all’orizzonte come l’evento che metterà alla prova i migliori combattenti del mondo, ma le dinamiche tra i sensei rischiano di oscurare il ruolo dei giovani protagonisti. La stagione si snoda tra confronti, scontri e momenti di riflessione, fino a un finale che rimette al centro la figura di Johnny Lawrence.

Nonostante il titolo della serie sia Cobra Kai, il dojo omonimo sembra quasi un elemento secondario in gran parte della stagione. L’inizio, che si concentra sul rapporto tra Daniel e Johnny, è piacevole e invoglia lo spettatore a seguire il confronto tra i due protagonisti della serie.

 

 

La seconda parte della stagione introduce il torneo Sekai Taikai, un’occasione perfetta per portare sotto i riflettori i giovani talenti, ma la narrazione si sposta invece sui sensei, che finiscono per monopolizzare l’attenzione. Questo sbilanciamento porta il torneo a concludersi in modo inaspettato, con una scazzottata che ricorda più un film di Bud Spencer e Terence Hill che una competizione di karate di alto livello. L’attenzione viene ulteriormente distratta da rivelazioni che non fanno altro che buttare fumo negli occhi dello spettatore per sostenere delle situazioni emotive utili sono alla parentesi momentanea.

Nella terza parte della stagione, la serie si ricorda finalmente del titolo che porta e rimette al centro della narrazione il Cobra Kai e Johnny Lawrence. Il finale riesce a ricucire le varie trame, seppur con qualche incoerenza: alcuni personaggi cambiano atteggiamento in modo repentino, rinnegando convinzioni che avevano difeso fino a pochi momenti prima. Tuttavia, la conclusione riesce comunque a regalare un senso di soddisfazione, soprattutto per i fan di Johnny, che vedono finalmente riconosciuto il valore del suo percorso.

Uno dei problemi più evidenti di questa stagione è la gestione delle trame, che risultano altalenanti e forse intenzionalmente confuse per creare colpi di scena sorprendenti. La suddivisione in tre parti evidenzia ulteriormente questa frammentazione, rendendo più netti i cambi di tono tra un blocco e l’altro. I personaggi stessi ne risentono: a tratti appaiono determinati e sicuri, per poi essere improvvisamente sopraffatti da dubbi e incertezze, sacrificando parte della coerenza narrativa in favore del pathos.

 

 

Il cast adulto mantiene un buon livello recitativo, e anche i giovani attori, ormai cresciuti insieme ai loro personaggi, dimostrano di aver affinato le loro interpretazioni. Tuttavia, il vasto numero di personaggi penalizza i coprotagonisti, che spesso vengono relegati a semplici comparse senza un vero arco narrativo. La sensazione è che si sia cercato di includere tutti, ma senza dar loro lo spazio necessario per brillare davvero.

Forse sarebbe stato meglio dividere questa stagione in due parti distinte, anziché in tre blocchi rilasciati in momenti diversi. In questo modo, ogni personaggio avrebbe potuto ricevere il giusto approfondimento senza sacrificare la fluidità della narrazione. Tuttavia, la produzione ha probabilmente dovuto fare i conti con l’arrivo del film Karate Kid: Legends e con gli impegni crescenti di alcuni attori più giovani, il ché ha influenzato le scelte narrative e produttive. Gli showrunner, d’altro canto, hanno dichiarato di aver sempre puntato a concludere la serie con questa stagione ed in questo modo; c’è da crederci?

 

 

Gli ultimi episodi della stagione riescono a intrattenere e, in un certo senso, a soddisfare le aspettative, soprattutto grazie alla riscossa di Johnny Lawrence. È curioso notare come questo riscatto fosse stato previsto in tempi non sospetti dal personaggio di Barney Stinson in How I Met Your Mother, che sosteneva da sempre che il vero eroe di Karate Kid fosse proprio Johnny. Con la conclusione di Cobra Kai, il franchise di Karate Kid si prepara a una nuova fase con il film in uscita nel 2025, che vedrà il ritorno di Ralph Macchio nelle vesti di Daniel La Russo. Sarebbe interessante se anche William Zabka potesse riprendere il suo ruolo, portando avanti la legacy del Cobra Kai in una nuova veste.

In definitiva, la sesta stagione chiude il cerchio, ma lo fa con qualche esitazione. Pur offrendo momenti di divertimento e azione, lascia la sensazione di un percorso meno fluido di quanto avrebbe potuto essere. La scelta di spezzare il racconto in tre parti ha influito negativamente sull’impatto complessivo, creando un effetto di discontinuità che ha reso più difficile coinvolgere completamente lo spettatore. Resta comunque il valore nostalgico e il fascino di personaggi che, nonostante tutto, continuano a intrattenere e a emozionare.

 

Cobra Kai – Stagione 6, 2024-2025
Voto: 6,5