Flashpoint Campaigns: Red Storm – la recensione

Un bel titolo sugli ipotetici scontri fra Nato e Patto di Varsavia in Germania; Flashpoint Campaigns: Red Storm è un videogioco interessante per qualsiasi wargamer.

 

 

Gli anni ’80 sono stati, insieme agli anni ’60, quelli in cui il mondo è stato più vicino all’olocausto nucleare. USA e URSS si sono confrontati a muso duro in ogni angolo del pianeta attraverso conflitti locali o strumenti di pressione politica. In Europa però la situazione era diversa: la presenza di due schieramente militari costantemente in stato di allerta con missili nucleari sempre pronti ad essere lanciati ha segnato intere generazioni. Si è trattato di un periodo che fortunatamente ci siamo lasciati alle spalle, nonostante certi recenti accadimenti in Ucraina.

Flashpoint Campaigns: Red Storm ci fornisce la possibilità di rivivere le possibili battaglie che avremmo potuto tristemente vedere nel caso in cui il Patto di Varsavia avesse attaccato l’Europa occidentale. Il sistema di gioco si basa sui wargame classici, con qualche sostanziale differenza; vediamone i dettagli.

 

 

La mappa di gioco è realizzata ad esagoni, come un qualsiasi wargame che si rispetti; questa conformazione fornisce il giusto compromesso fra libertà di movimento ed una griglia uniforme. Sono rappresentate le varie zone della Germania (Ovest) dove il conflitto si sarebbe ipoteticamente svolto: fiumi, strade, ponti, città, foreste sono tutte realisticamente riprodotte. Su questo sfondo vedremo le nostre unità e quelle nemiche rappresentate dalle classiche pedine colorate che ogni appassionato di wargame ben conosce.

Ma qui iniziano le prime differenze: mentre sappiamo quali siano le nostre forze in campo, non è lo stesso per quelle del nostro nemico; e quindi non sempre sapremo con esattezza la tipologia di unità che dovremo affrontare né il loro numero. L’incertezza della composizione delle forze nemiche e il loro posizionamento è un aspetto chiave di Flashpoint Campaigns, unitamente alla seconda fondamentale meccanica di gioco: quella della risoluzione simultanea del turno.

 

 

Se la stragrande maggioranza dei wargame (e praticamente tutti quelli da tavolo) infatti prevedono la gestione a turni alternati per quanto riguarda movimento e combattimento, Flashpoint Campaigns abbraccia la filosofia del WeGo tanto cara alla serie Combat Mission e che sembra perfetta per i videogiochi; col computer a gestire tutta la parte relativa agli avvistamenti, al fuoco di reazione e a tutti i dettagli legati a movimento e combattimento in genere, realizzare uno scontro dove gli effetti sono simultanei e dove il nemico è nascosto è finalmente possibile.

In Flashpoint Campaigns quindi tutto avviene contemporaneamente, e dovremo aspettare il termine del turno per poter impartire nuovi ordini alle nostre truppe. E qui entra in scena un aspetto spesso ignorato in ambito wargaming: quello dell’efficienza della linea di comando. In Flashpoint Campaigns infatti esistono degli “impulsi”, delle fasi asimmetriche che consentono allo schieramento meglio organizzato di dare ordini più frequentemente rispetto al nemico. In pratica, se i nostri HQ non sono stati colpiti, se abbiamo le unità vicine al loro leader, se riusciamo a mantenere alta l’efficienza dei nostri reparti, potremo dare istruzioni più frequentemente del nemico, così da contrastare le sue mosse proprio mentre queste avvengono.

 

 

Questo sistema premia la gestione oculata delle nostre truppe, e si basa sulla realtà storica che vede la NATO solitamente avvantaggiata in questo ambito. Viene infatti tenuta in considerazione anche la guerra elettronica e le comunicazioni radio sono soggette ad intercettamento; vedere il nostro Quartier Generale triangolato e soggetto ad un improvviso attacco di artiglieria non è affatto piacevole.

Un’altro aspetto importante di Flashpoint Campaigns: Red Storm è il fatto che rivestiamo i panni del comandante delle operazioni; questo significa che possiamo direzionare i reparti indicando dove muoversi, ma saranno i reparti stessi a decidere quali nemici ingaggiare in base alle condizioni che trovano sul campo. Una scelta di design atipica, ma che alla prova dei fatti si rivela azzeccata; viene eliminata tutta la microgestione che sarebbe stata soverchiante negli scenari più grandi e ci rimane comunque la possibilità di gestire il nostro schieramento.

 

 

Questo approccio alleggerisce Flashpoint Campaigns da quello che probabilmente è l’unico aspetto non all’altezza del gioco: un’interfaccia macchinosa, scomoda e farraginosa che suggerisce un senso di inadeguatezza. Dallo zoom alle indicazioni di fuoco durante lo scontro, dal modo in cui si possono dare gli ordini alla semplice selezione di un’unità in un gruppo, passando poi per l’identificazione del leader di reparto, non tutto è realizzato al meglio. Anche se tutto gira senza eccessivi problemi, la vita del giocatore è inutilmente aggravata da passaggi poco fluidi; basti pensare che per indicare un movimento, che prevede al massimo tre waypoints, occorre una combinazione di mouse e tastiera. Decisamente scomodo.

Una volta abituatici all’interfaccia però la gestione del gioco sarà abbastanza semplice, soprattutto dopo gli ordini iniziali che dovremo impartire ad ogni unità; ben presto scopriremo infatti che il gioco consiste soprattutto in una buona pianificazione e che il tedio relativo alla gestione dei comandi è limitato. Passeremo infatti buona parte del tempo a vedere l’evoluzione dello scontro senza poter intervenire, e se abbiamo avuto una buona visione d’insieme la necessità di dare nuove istruzioni per turno sarà limitata. Si tratta di un approccio innovativo ed atipico, finora non più riproposto, e che sposta l’attenzione sulla visione d’insieme dello scontro; sicuramente qualcosa di fresco e diverso nel panorama dei wargame.

 

 

Flashpoint Campaigns: Red Storm prevede quattro campagne, numerosi scenari ed un editor; le condizioni di vittoria non si basano esclusivamente sul distruggere completamente il nemico, ma anche sulla percentuale di perdite che il nostro schieramento ha subito oltre che al possesso di determinati luoghi strategici, consentendo anche ad un’AI buona ma non eccellente di gestire le sue unità in modo abbastanza oculato ed efficiente. Considerando poi che il multiplayer è pienamente supportato, la rigiocabilità può considerarsi molto elevata.

Flashpoint Campaigns: Red Storm non è un titolo per tutti: occorre essere appassionati dei giochi di strategia e scendere a compromessi con dei controlli rivedibili; ma se ci si spende un pò di tempo e si accettano le lacune dell’interfaccia, scopriremo di trovarci di fronte ad un gioco dalle meccaniche uniche e ben realizzate, e capace di farci vivere scontri al limite dell’epico… Specialmente quando saremo a un passo dal raggiungere l’obiettivo ma le nostre forze saranno così malconce da potere alzare bandiera bianca da un momento all’altro.

 

Flashpoint Campaigns: Red Storm, 2013
Voto: 8
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