Malta nella Seconda Guerra Mondiale: Luftwaffe in azione e crisi del 1941

Malta resiste alle incessanti incursioni aeree italiane e riesce a superare il 1940 senza capitolare. La Luftwaffe entra in scena e colpisce forte.

 

 

Se Malta e i suoi difensori si erano in qualche modo abituati alle incursioni italiane, quasi riconoscendo persino il suono degli aerei nemici, è a partire dai primi giorni del 1941 che qualcosa cambia nei cieli del Mediterraneo centrale. La fallita offensiva italiana nell’Africa settentrionale e quindi il rischio di una penetrazione britannica dall’Egitto verso la Libia, così come in realtà un momento decisamente positivo per la Germania nazista – che ricordiamo ha appena messo le mani su più di mezza Europa, e non è ancora arrivata allo scontro con l’Unione Sovietica – spinge Berlino a dedicare parte delle risorse belliche e delle proprie armate all’aiutare l’alleato italiano, con l’invio di un’armata in Africa e sotto il comando di Rommel.

L’ingente massa di uomini e mezzi, così come tutta la logistica, passano per forza di cose via nave; la presenza di Malta dunque crea un pericoloso ostacolo. Insieme alle truppe di terra e alla marina militare, affluiscono anche i primi squadroni aerei della Luftwaffe appartenenti alla Fliegerkorps X comandata dal Gen. Geisler il quale ha il preciso ordine di attaccare i convogli britannici nei pressi di Malta, così da strozzarne il rifornimento e nello stesso tempo permettere alle navi tedesche e italiane di affluire nel grande porto di Tripoli con le risorse necessarie agli sforzi in Africa. Quando finalmente tutte le unità aeree confluiscono in Sicilia e iniziano a colpire Malta, quest’ultima viene colta di sorpresa e crea lo scompiglio necessario a far sì che solamente pochissime navi dell’Asse vengano intercettate e affondate dai britannici nelle settimane seguenti. Le statistiche mostrano dati quasi incredibili: le linee tedesche e italiane di rifornimento all’Africa hanno un’efficienza di più del 90%, il che mette in evidenza lo strapotere dell’Asse in questa fase e in questo settore.

 

 

I mesi invernali del 1941 sembrano davvero sorridere alla situazione dell’Asse in quest’area del conflitto. L’intervento di Rommel e la controffensiva italo-tedesca spingono nuovamente gli Alleati verso l’Egitto, mentre Malta sperimenta i bombardamenti più intensi dall’inizio della guerra. Infine, le mine navali italiane tra Malta e la Tunisia e la paura di essere colpiti dall’alto inibiscono notevolmente le azioni per mare della flotta britannica. Il divario tra gli squadroni a difesa dell’isola, composti da ormai obsoleti Hawker Hurricane, e gli attaccanti si fa ancora più ampio con l’apparire dei Messerschmitt Bf 109. Il dominio dell’aria si fa incontrastato tra febbraio e marzo 1941, con più di duecento sortite contro Malta.

Una brevissima tregua, dovuta ad alcune piccole vittorie per mare da parte dei convogli britannici, permettono ad aprile il rifornimento dell’isola e l’arrivo di alcuni aerei di rimpiazzo. Intanto la popolazione locale si impegna ancora di più, grazie all’apporto di migliaia di volontari, nella difesa del grande porto maltese ospitante ormai diverse navi in funzione difensiva. La devastazione dell’isola raggiunge il culmine in questa fase del conflitto: le missioni della Luftwaffe hanno raso al suolo gran parte degli edifici maltesi, crollati inesorabilmente sotto il peso di circa duemilacinquecento tonnellate di bombe sganciate in meno di cinque mesi di bombardamenti.

Proprio mentre l’isola sembra quasi essere destinata a capitolare, alcuni eventi bellici di grande importanza ne cambiano per così dire il destino: il primo è l’intervento tedesco nei Balcani e in Grecia. Il nuovo fronte richiama numerose risorse italiane e tedesche e l’esperienza della Battaglia di Creta, con la perdita di ingenti forze aviotrasportate tedesche, fa sì che missioni di questo tipo – ipotizzate anche nella presa di Malta- vengano abortite. Il secondo evento, sicuramente il più importante, è l’inizio delle ostilità con le forze sovietiche. A partire da questo momento, la Germania punta il proprio sguardo a est e vi dedica ingenti risorse, in una spirale vortiginosa che inghiottirà sempre più uomini e mezzi. Anche i temuti squadroni della Luftwaffe, in grado di fiaccare, e quasi spezzare, la resistenza di Malta, si alzano in volo dalle coste Siciliane questa volta per atterrare in qualche aeroporto della steppa russa. A continuare i bombardamenti su Malta rimangono alcuni reparti aerei italiani e qualche mezzo tedesco, nulla in confronto alla mostruosa forza mostrata nella prima parte del 1941.

 

 

Come succede spesso, grandi eventi ne influenzano e ne fanno accadere altri: l’apertura di nuovi enormi fronti dona una boccata di ossigeno alla martoriata isola che ancora una volta, quasi miracolosamente, sfugge alla rovina totale. La guerra è ancora lunga, i tedeschi e gli italiani avanzano in Africa, e Malta è ancora circondata da nemici; ma l’estate del 1941 sembra promettere cieli sempre più silenziosi e sereni.

Per condividere questo articolo: