Gen V: la recensione

In attesa della nuova stagione di The Boys, fermo alla terza, i fan dei supereroi più cinici e splatter del mondo hanno trovato la loro università.

 

Gen V recensione

 

Gen V è lo spin-off ufficiale del titolo di punta dell’offerta di Prime Video e, del pianeta narrativo originario, mantiene gli ettolitri di sangue che schizzano un po’ ovunque ad ogni inquadratura e l’altissimo livello di sesso (piuttosto esplicito) che coinvolge i protagonisti. A tutto questo, i creatori Craig Rosenberg, Evan Goldberg e Eric Kripke aggiungono le classiche follie che solo in un campus universitario possono avvenire; ma con quella marcia in più di chi sballa di testa possedendo super poteri di ogni sorta. Se avete lontane reminiscenze dei casini che avete potuto combianre a vent’anni, questi 8 episodi vi aiuteranno a recuperare qualche immagine più nitida di quegli anni tutti rock e alcol; a vostro rischio e pericolo.

La trama è semplice. La Vought International non gestisce solo I Sette, equivalente marcio in stile Prima Repubblica degli Avengers o della Justice League (che aggiungo per par condicio). Alleva anche i suoi giovani supereroi presso la Godolkin University School of Crimefighting, tra finte opere di filantropia, amore per il futuro e lo schifo più assoluto che pian piano viene fuori quando Marie Moreau, Andre Anderson e Emma Shaw iniziano ad aprire gli occhi sulla reale funzione del campus per ragazzi dotati di poteri straordinari.

L’ambientazione è molto divertente, in un’opera corale dove si mettono da parte i macro temi della politica internazionale alla Soldatino o dell’abuso dei social alla Patriota. Succedono cose brutte anche in questo mini-mondo dell’università, ma la riflessione è più incentrata sullo sfruttamento dei talenti dei giovani e sulla voglia di riempirli di spazzatura ideologica per averne sempre il totale controllo; a Maria De Filippi saranno fischiate le orecchie. Magari Emma, Annalisa o la Amoroso non sanno controllare il metallo o rimpicciolirsi come una formica, ma la sensazione è che siano state strumentalizzate dalla “Vought italiana” in modo piuttosto simile.

 

Gen V recensione

 

Se non vi infastidisce lo splatter più becero e vi diverte fantasticare sulle porcate che farebbero i supereroi se davvero esistessero nel nostro mondo, Gen V per voi. Vi basti sapere che Little Cricket si rimpicciolirà solo per masturbare con tutta sé stessa un fortunato collega di corso.
Senza scadere nello spoiler, l’intreccio con la casa madre The Boys è garantito: oltre alla presenza di diversi personaggi minori della serie anche in questo cast, il finale è sicuramente tutto da scoprire; e quando diciamo finale, significa che spalancherete la bocca anche dopo i titoli di coda con un’ultima inquadratura che promette una seconda stagione scoppiettante (aggettivo che comprenderete a pieno a fine visione).

 

Una chicca finale. Le riprese si sono svolte nell’università di Toronto dove i ragazzi hanno accolto talmente bene la storia che sono stati trovati diversi costumi amatoriali dei protagonisti buttati nei cespugli e sporchi di liquido seminale. Se l’intenzione era quella di accendere l’ormone degli studenti, gli sceneggiatori ci sono riusciti a pieno; chissà che prima o poi non arrivi dal cielo… Viagra-man!

 

Gen V, 2023
Voto: 8
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