Ginny & Georgia

Prendete Una mamma per amica, metteteci più sesso e una lolita mulatta + una trentenne esplosiva come protagoniste e il gioco sarà (non) fatto.

 

Ginny & Georgia


Questa serie creata da Sarah Lambert e in onda su Netflix segue, in 10 episodi, le avventure di due donne (madre e figlia) che devono combattere per sopravvivere ad una vita che non è stata gentile con loro. E? Null’altro. C’è il classico passato burrascoso da nascondere sotto il tappeto, la trita e ritrita voglia di rivalsa da sputare in faccia ai ricchi viziatoni che hanno avuto tutto, e c’è pure qualche ammazzamento occultato per non farsi mancare nulla dei clichet di questo genere. Se proprio volete dare una nota di merito al prodotto, si può dire che Georgia, interpretata da Brianne Howey, sia un inno alle donne forti che non accettano il proprio cinico destino ma se lo costruiscono da sole; ma stiamo alzando di molto l’asticella di ciò che alto non è.

Il problema di fondo di Ginny & Georgia non è la singola puntata, che si segue pure con piacere una sera in cui siete sfiniti dal lavoro e volete solo poltrire, ma il vero e proprio vulnus narrativo dell’insieme. La verità sconcertante, infatti, è che nessuno degli sceneggiatori ha capito se voleva fare una serie per teenager o per adulti e così sono rimasti fregati tutti. Per mie questioni anagrafiche, della prima volta di Ginny me ne frega poco più di zero, così come sono certo che una quindicenne sbadiglierà durante i flashback su come la donna abbia saputo risorgere da ogni sua morte metaforica.

I personaggi marginali, se possibile, sono ancora più irritanti. Poteva mancare il vicino di casa bello e tenebroso che entra dalla finestra di Ginny quando gli pare come se fosse casa sua? Nella vita reale gli avrebbero rotto il naso con una mazza da hockey ma siamo nella provincia americana dove ogni insensatezza è concessa. Qua le madri si candidano a sindaco dopo una vita professionale da agente immobiliare (che manco ai Cinque Stelle l’avrebbero presa!) e i gestori dei bar sono belli, comprensivi e non ti fanno mai pagare una ceppa di quello che consumi.

Un’ultima su tutte per chiosare: il sindaco della cittadina, che è Wellsbury, è un giovane e inutile bisteccone praticamente gemello del cantante dei Take That! Chi si è occupato del casting ovviamente consumava crack in quel periodo.

 

Ginny & Georgia

 

Ginny & Georgia si salva solo perché i dialoghi sono divertenti e la regia è veloce. C’è molta musica e tanto colore che ben nascondono la fuffa imperante del girato. Se non si cerca nulla di sconvolgente e non si ha voglia di leggere un buon libro (che sarebbe meglio), sono circa 10 ore di passivo ciarlare multimediale che ci possono stare. Altra cosa è cercare di andare a fondo su un tema così delicato e lo dimostra l’impatto emotivo delle miniserie Little Fires Everywhere che in questo genere ha un po’ sparigliato le carte.

Alla fine di tutto, ci vorrebbero stupire con la lezione di vita che, per quanto si danni, Ginny non è poi così diversa dalla madre. E quindi? Pure io ho la stessa faccia di mio padre ma non per questo ci produco una serie.

 

Ginny & Georgia – 2021
Voto: 6 (stiracchiato)