I casi Toti, Emiliano e Salis: lo specchio di una brutta politica

Ancora una volta i partiti utilizzano metri diversi a seconda di chi sia il “colpevole” di turno; e su di loro si appiattiscono i giornalisti.

 

 

Negli ultimi mesi la politica italiana è toccata da casi tutt’altro che edificanti, e che mettono in risalto l’ipocrisia di chi si trova ai massimi vertici della politica italiana.
L’estrema sinistra candida alle europee una persona pluripregiudicata, condannata in passato per atti di violenza e che ora, come successe per Stefano Cucchi, si vuole far passare per un martire della giustizia cattiva e imperialista. Il PD nasconde sotto il tappeto le ingenue ma esplicative frasi dette dal governatore della Puglia Emiliano, che sponsorizzando il suo scudiero Decaro, sindaco di Bari, ha placidamente affermato di essere entrato in contatto con familiari dei malviventi di zona per evitargli problemi, salvo poi smentire ed aggiustare il tiro. E buon ultimo il caso Toti, per il quale si sta alzando un polverone che impedisce di capire esattamente dove si stia andando ma che vede coinvolti in un turbinio di finanziamenti privati e conflitti di interesse politici ed imprenditori soliti riunirsi a telefoni spenti e lasciati fuori dalla porta; non certo un segno tranquillizzante.

Si tratta semplicemente di quei nodi che ogni tanto, nel mondo politico italiano, vengono al pettine (solitamente tutti sotto elezioni); comportamenti scabrosi, inadeguati, intollerabili, che per quanto fino a prova contraria non siano illeciti (ci penserà una politicizzata magistratura a decidere su ogni caso) rispecchiano un comportamento predatorio, violento, affaristico e personalistico della stragrande maggioranza dei politici italiani.

Ma d’altronde di cosa ci stupiamo? È l’indole italiana quella dell’arraffare, del maneggiare, di vivere le stesse situazioni con pesi diversi a seconda di chi sia sotto l’occhio del riflettore. Ma è anche comportamente tipicamente nostrano quello di dimenticare, giustificare, tollerare chi pensiamo sia il nostro “condottiero”. Ecco quindi vedere una stampa quasi completamente asservita alla sinistra omettere i comportamenti della Salis e smorzare i torni su Emiliano, e quella residuale di centro-destra provare a difendere il poco difendibile Toti. Il tutto, mentre ogni elemento di cronaca e giudiziario viene usato per indebolire l’avversario e non per insegnare civismo ed etica nella cittadinanza.

Mentre ci avviamo ad andare a votare per delle elezioni europee fondamentali per dare una sterzata alla deriva decadentista della vecchia Europa, emerge chiaro come la politica, nel senso tradizionale del termine, in Italia è attaccata alle macchine per la respirazione artificiale: Meloni, Calenda e pochissimi altri sono Politici con la maiuscola; gli altri sembrano più personaggi in cerca d’autore (o di denaro) capitati per caso in parlamento o davanti alle telecamere. Ed intanto, la società italiana si imbarbarisce a causa del circolo vizioso provocato da politici, giornalisti e mancanza di obiettività che permea la nostra cultura.

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